La famiglia Ecobio ep. 3: Naima al Giardino Fiorito

Nella scuola dell’infanzia “Giardino fiorito” frequentata da Teo era una mattina tranquilla come tante altre.

Avevano già fatto colazione di lì a pochi minuti le maestre avrebbero portato tutti a giocare all’aperto.

I bambini erano occupati a mettere in ordine il proprio banco prima di lasciare la classe, quando bussò alla porta.

“Avanti” disse la maestra Cinzia.

Subito entrò un’altra maestra tenendo per mano una bambina nuova.

“Vi presento Naima” disse Cinzia sorridendo. Da oggi sarà vostra compagna. Teo e gli altri bambini restarono muti e fermi a guardarla.

“E’ da poco arrivata in Italia dal Marocco, coraggio venite a salutarla”.

I bambini si avvicinarono e salutarono Naima timidamente.

naima

“Bene ora andiamo in giardino, così giocando tutti assieme avrete modo di conoscervi meglio” disse la maestra Cinzia prendendo la piccola per mano.

All’aperto tutti i bambini cominciarono a correre e a rincorrersi come sempre. Anche Teo corse dietro ai suoi compagni, e per un po’ non pensò che a giocare con loro a “guardia e ladri”, scappando a perdifiato.

Mentre andava a nascondersi dietro ad un albero vide Naima seduta da sola sull’altalena.

A Teo piaceva molto l’altalena e visto che quella vicino alla bambina era libera, ci andò.

“Ciao” le disse mentre iniziava a dondolare “mi chiamo Teo”, Naima gli sorrise ma si vedeva che non era tranquilla.

“Finalmente riesco ad usare l’altalena, era dall’inizio dell’anno che non ci riuscivo perché erano sempre occupate” continuò Teo

“In effetti prima lo erano, ma quando sono venuta qui per aspettare il  mio turno, se ne sono andati tutti” disse Naima tristemente.

Teo continuò a dondolarsi senza dar peso alle parole della sua compagna, “avranno inventato qualche nuovo gioco, se ne saranno andati per questo”.

Naima si rasserenò: “dici davvero?” Gli chiese timidamente.

“Certo” rispose Teo convinto, “quale altro motivo dovrebbe esserci?” E così dicendo spinse con forza sull’altalena sfidando Naima al grido di: “vieni quassù a prendermi se ci riesci!”

I due cominciarono a spingere per andare più su, sempre più su, e le loro risa divertite riecheggiavano per tutto il giardino.

Era uno spasso andar in altalena con Naima,  anche lei sapeva portarla molto in alto.

Dopo qualche tempo Teo fermò l’altalena e le disse: “Devono aver proprio inventato un gran bel gioco oggi, perché sembra che nessuno sia interessato a dondolarsi, vieni con me andiamo a vedere di che si tratta”.

I due si diressero verso un gruppo di bambini seduti in cerchio.

Teo chiese: “A che state giocando? Possiamo unirci a voi?”

“No, andate a giocare da un’altra parte.” Si sentì rispondere.

naima

Teo ci rimase un po’ male, ma quei bambini non erano suoi compagni di classe, così non disse nulla  e andò dai suoi compagni, certo che  con loro sarebbe stato diverso.

“Ciao”, disse Teo a Mauro il suo migliore amico, “che state facendo? Possiamo giocare anche noi?.

Mauro li guardò entrambi e disse: “ tu sì se vuoi, ma lei non la vogliamo.”

A Naima si riempirono gli occhi di lacrime. Teo non credeva alle sue orecchie, “ma ci sono anche altre bambine che stanno giocando, non state facendo un gioco per soli maschi, perché non può giocare anche lei?”

“Perché lei non è nostra amica” rispose Mauro.

“Ma è amica mia!” protestò Teo.

“Se è tua amica, allora non sei più amico nostro e non vogliamo più giocare con te.”

Teo e Naima si allontanarono.

Naima piangeva: “lo sapevo che l’altalena era vuota perché non volevano stare con me!”

Teo ancora non capiva “ma perché” chiese disperato?

Naima gli rispose “perché sono nera!”

Teo sembrava fosse una cosa impossibile, che differenza poteva mai fare? Naima era una bambina intelligente e simpatica, non era questo l’importante? Stava per andare a parlare con la maestra quando tutti vennero richiamati. La giornata era finita e i genitori li stavano aspettando al cancello.

Teo rincuorò Naima dicendo: “io e te siamo amici e vedrai che farò cambiare idea anche agli altri.”

Naima si asciugò le lacrime e andò dai suoi genitori.

Teo quel pomeriggio era molto pensieroso, non sapeva come aiutare Naima a diventar amica degli altri bambini.

Era così soprappensiero che non si accorse neanche che era arrivata la nonna, fino a quando non si sentì chiamare “Teo! Vieni a vedere che cosa ti ho portato!”.

Incuriosito corse fuori dalla stanza. La nonna aveva in mano una scatola di legno con davanti una grata . Teo ci sbirciò attraverso ma non vide nulla. “Cos’è?” chiese incuriosito.

“Coraggio aprilo” disse la nonna appoggiandolo sul tavolo.

Il bambino si avvicinò alla scatola ed aprì il coperchio. Al suo interno c’era uno splendido coniglietto, tutto nero. “Nonna è bellissimo posso tenerlo?”. “Se te ne prenderai cura con amore e attenzione allora è tuo, altrimenti lo riporterò nel mio giardino”.

Teo lo prese in braccio e corse a mostrarlo a mamma e papà e poi lo mise a terra per farlo conoscere a Nuvola che curiosa gli correva attorno.

“Allora” disse papà “come lo chiamerai?”. “Pallina” disse Teo continuando ad accarezzarlo felice.

“Perché non telefoni ai tuoi compagni che vengano qui a vederlo e giocate tutti assieme?” disse la mamma.

Il bambino che di solito una proposta così non se la sarebbe fatta ripetere due volte, guardò il coniglio tutto nero, e diventando improvvisamente triste disse: “E’ meglio di no” e se ne andò in camera sua seguito da Nuvola.

“Che succede?” chiese la nonna sedendosi vicino al bambino, raggiunto nella sua stanza.

“Non posso mostrare ai miei compagni questo coniglio, altrimenti non farò che peggiorare la situazione”.

“Quale situazione? Che cos’ha questo coniglio di strano? Non ti piace?” disse la nonna.

“Sì nonna è bellissimo, ma sono sicuro che ai miei amici non piacerebbe”.

“E perché mai? A tutti i bambini piacciono i coniglietti”.

“Sì” rispose Teo “ma questo è nero” e le raccontò quello che era successo quella mattina con Naima, e di come i suoi compagni l’avessero rifiutata proprio per il colore della sua pelle.

“Non ti preoccupare” gli disse la nonna “ci penso io” e uscì.

Teo rimase da solo nella sua stanza a giocare con Nuvola e Pallina.

Dopo un po’ la nonna tornò dando a Teo degli inviti per una festa in maschera che avrebbero fatto il giorno seguente.

Il giorno dopo il giardino di Teo era pieno di bambini mascherati. Ballerine, principesse, sceriffi e pirati, tutti correvano e giocavano divertendosi un mondo.

“Venite dentro bambini c’è la crostata di mirtilli” dissero dalla finestra.

Tutti i compagni di Teo corsero dentro per prendere la loro fetta.

“Mettetevi in fila” disse la nonna vestita da cuoco, “la regina Cleopatra distribuirà la torta”

naima

Tutti i bambini si misero in fila e arrivò Cleopatra. Doveva aver la loro età vista l’altezza, ma non riuscivano a capire chi fosse perché la maschera le copriva il viso. Aveva un abito bianco con il colletto pieno di disegni egizi, dei guanti dorati.

Una volta che tutti ebbero mangiato tornarono a giocare e andò con loro anche Cleopatra.

Tutti volevano scoprire chi fosse e facevano a gara per giocare con lei. Era simpaticissima e inventava sempre dei giochi nuovi che nessuno di loro conosceva.

Il pomeriggio passò velocemente e tutti si divertivano molto, anche Nuvola che correva dietro ai bambini scodinzolando felice.

Quando ormai la festa stava per finire, la nonna portò la limonata fresca con i limoni che Teo aveva raccolto assieme a suo padre nel loro orto, e fece sedere tutti in circolo.

“Bene bambini presto arriveranno i vostri genitori a prendervi. Spero che la torta vi sia piaciuta e che vi siate divertiti.” Tutti fecero segno di sì con la testa.

“Ma prima di andare voglio chiedervi una cosa” disse ancora la nonna “chi di voi è diventato amico della regina Cleopatra?” Tutti alzarono la mano sorridendo felici.

“Bene sono contenta” disse la nonna soddisfatta “ditemi i motivi per cui siete suoi amici.”

“È simpatica” disse uno,.

“È spiritosa” disse un altro.

“Mi ha aiutato a farmi i lacci” aggiunse una bambina,

“E poi inventa un sacco di bellissimi giochi” continuò un bambino e tutti confermarono convinti. “Bene!” disse la nonna sorridendo “allora prima che andiate via Cleopatra si toglierà la maschera.”

La piccola si alzò in piedi e piano si tolse la maschera. Quando i bambini scoprirono che era Naima non potevano crederci!

Quanto erano stati sciocchi a non giocare con lei nei giorni precedenti!

Uno dei bambini si alzò e andò verso Naima. “Ti chiedo scusa” le disse “spero che vorrai essere mia amica”  la bambina lo abbracciò, “certo che lo voglio” gli rispose.

Ad uno ad uno, tutti andarono a chiedere scusa alla bambina, che commossa li abbracciava.

“Sono felice di avere tanti nuovi amici con cui giocare” disse Naima e prese per mano la nonna di Teo che era alla sua sinistra, la nonna prese la mano di Teo, che prese quelle del suo vicino, finché tutti si presero per mano, e iniziarono un girotondo sul ritmo di un canto popolare marocchino, che Naima cantava, girando felice con i suoi nuovi amici.

Progetto Cinzia Collu

Disegni Norberto Zarrella

Testo Sandra Pauletto

 

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