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La cassettiera o il baule maledetti di Jacob Cooley – Approfondimento di Teresa Breviglieri

La cassettiera o il baule maledetti di Jacob Cooley – Approfondimento di Teresa Breviglieri

ATTENZIONE: Questa immagine NON corrisponde alla cassettiera dell’articolo.

Nel corso del tempo, sono state tramandate molte storie di oggetti maledetti, alcune meno spaventose di altre ma quella che mi appresto a raccontare è decisamente inquietante. Si tratta del baule maledetto di Jacob Cooley. In realtà è una cassettiera e con tutta probabilità c’è stato qualche errore di traduzione. Difatti in inglese baule è chiamato “chest” mentre cassettiera si dice “chest of drawer”. Sicuramente in qualche racconto è stata abbreviata a chest e alla fine è stata tradotta come baule.

 

Torniamo indietro nel tempo ed esattamente durante gli anni della schiavitù, nel sud degli Stati Uniti quando gli schiavi non erano utilizzati solamente per lavorare la terra ma anche come servi nelle case oppure come artigiani. Il proprietario di una piantagione, tal Jacob Cooley, noto ai tempi come persona feroce e cattiva, aveva al suo servizio, uno schiavo talentuoso che fabbricava mobili in modo impeccabile, così un giorno gli commissionò una cassettiera che sarebbe servita al figlio che stava per nascere.

In pochissimi giorni, lo schiavo di nome Hosea, completò il lavoro e si guadagnò i complimenti della famiglia tranne che da Jacob Cooley secondo il quale la cassettiera non era degna del figlio che stava per nascere e decise per questo di frustarlo a sangue. Purtroppo, il povero Hosea morì due giorni dopo a causa delle molteplici ferite infertegli da Jacob.

Tutti gli schiavi compagni dell’uomo erano pieni di livore nei confronti del padrone, ma non avevano la facoltà di potersi vendicare per l’ingiusta morte del loro compagno, uno degli amici di Hosea pare fosse uno stregone decise di lanciare una maledizione sulla cassettiera, mettendo al suo interno sangue essiccato di gufo e eseguendo un rito che avrebbe maledetto Cooley e la sua progenie.

Jacob Cooley, naturalmente inconsapevole di ciò che aveva effettuato lo sciamano, decise di posizionare nonostante non fosse di suo gradimento, la cassettiera nella camera del figlio, dando inizio alla maledizione.

La prima morte che colpì la famiglia Cooley fu purtroppo quella del bimbo nato da pochi giorni, in seguito la triste sorte toccò al secondo figlio, ucciso dal suo servo quando era poco più che un adolescente. Per un po’ di tempo la maledizione ebbe fine. La cassettiera nel tempo, (la data precisa non è nota) arrivò a casa del terzo figlio John e sua moglie Ellie la mise in soffitta dato che non le piaceva ma un giorno Ellie decise di regalarla a sua cognata Melinda, figlia più giovane di Jacob in occasione del matrimonio della fanciulla. Melinda ebbe molti figli ma suo marito la lasciò e in seguito la povera donna morì di stenti. Sarà anche questo abbandono frutto della maledizione?

Se no, sta di fatto che qualche tempo dopo anche il marito morì ucciso da una nave mentre attraccava al porto. La numerosa prole, rimase orfana di entrambi i genitori. Ellie e John adottarono uno dei figli di Melinda, una dolce bambina di nome Evelyn che crebbe insieme a loro fino a che decise di sposarsi con un giovane del luogo. In quell’occasione Ellie le donò la cassettiera come regalo di nozze. Nel frattempo Evelyn decise di adottare un’orfana di nome Arabella che amò con tutto il cuore. La bambina crebbe e quando diventò una giovane donna decise di sposarsi.

Dopo la cerimonia, Evelyn mise l’abito nella cassettiera e di lì a qualche giorno dopo, suo marito e il loro unico figlio naturale morirono in circostanze misteriose. Anche la nuora di Evelyn fu vittima della maledizione, difatti usò la cassettiera come contenitore di vestiti e morì dopo qualche giorno. La maledizione colpì anche una zia della famiglia che cadde da un ponte e morì sul colpo aveva riposto nella cassettiera una sciarpa e dei guanti fatti da lei come regalo di Natale per il nipote.

La povera Evelyn, incapace di superare così tante perdite tra i suoi cari si suicidò.

La cassettiera, alla fine fu ereditata nel XX secolo da Virginia Cary Hudson, una lontana nipote di Evelyn. La donna non credeva alle storie che circolavano riguardo al mobile ma dovette ricredersi in quanto il suo bambino di pochi mesi, morì dopo che lei aveva sistemato nella cassettiera una sua tutina.

Questo, insieme ad altri eventi tragici, convinsero Virginia delle veridicità della maledizione e a quel punto chiese aiuto ad una sciamana amica di famiglia di nome Annie che dopo aver ascoltato attentamente la storia della cassettiera, disse che la maledizione poteva essere spezzata solamente rispettando tre precise condizioni.

La prima: a Virginia doveva venire regalato un gufo impagliato, far bollire nell’acqua di una grande pentola, una dose massiccia di foglie di salice dall’alba al tramonto con accanto il gufo. Infine, l’acqua bollita avrebbe dovuto essere versata in un contenitore che successivamente doveva essere seppellito sotto ad un cespuglio fiorito, con il manico rivolto ad est.

 

Dopo aver svolto le tre azioni necessarie, Annie disse a Virginia che la prima delle due che fosse morta, sarebbe stata l’ultima vittima della maledizione e difatti quello stesso anno morì Annie per prima, decretando così la fine delle morti dovute al mobile maledetto.

 

Nel 1978, la cassettiera è stata data in donazione al Kentucky History Museum e tutt’ora è conservata al suo interno.

Fortunatamente a tutt’oggi non risultano ulteriori morti legate alla cassettiera di Jacob Cooley. Pare che ciò che Annie eseguì per spezzare la maledizione abbia decisamente funzionato.

Ottimo lavoro non vi sembra?

 

Teresa Breviglieri

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