Intervista Ilaria Tuti autrice de Ninfa dormiente

Intervista Ilaria Tuti autrice de Ninfa dormiente Longanesi Editore

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È con grande piacere che diamo il bentornato ad Ilaria Tuti. Da poco uscito il suo nuovo romanzo “Ninfa Dormiente”, che abbiamo già avuto il piacere di recensire. Ora scambiamo quattro chiacchere con l’autrice.

Grazie, è un piacere anche per me tornare da voi.

Quanto del seguito della storia privata di Teresa Battaglia era già in mente alla stesura del primo libro?

Teresa ormai per me è una “persona”, non solo un personaggio. La conosco bene, immagino la sua quotidianità, fatta di piccoli gesti e grandi riflessioni. Ho avuto fin da subito in mente tutto il suo percorso personale, che sarà breve e intenso. Certo, non immaginavo il successo del primo romanzo, quindi il mio non era un piano organizzato in libri, ma più che altro immagini di un vissuto – il suo – che volevo raccontare a me stessa. Quando ti affezioni a un personaggio e senti che è quello giusto per te, credo sia inevitabile assegnargli un passato e ideare un possibile futuro.

Anche in questo romanzo l’ambientazione iniziale delle indagini è legata al tempo della Seconda guerra mondiale, come mai prediligi sempre questo periodo?

È stato un caso. “Ninfa dormiente” è una storia nata da incontri con persone che mi hanno regalato esperienze e ricordi. In particolare, una di loro – la memoria storica della valle in cui è ambientato il romanzo – mi ha raccontato di quando, bambino, vide sparare un partigiano con cui aveva fatto amicizia. Il colpo tranciò i finimenti del cavallo che trainava il carretto guidato da un soldato tedesco. L’animale si imbizzarrì, il tedesco tornò poi con i suoi compagni, disseminando pallottole e paura. Questo aneddoto si trova in “Ninfa dormiente”, è diventato parte integrante della storia e origine delle mie prime idee sul romanzo.

Anche questa volta la figura dei bambini è presente. Cosa ti porta a inserirli sempre all’interno dei tuoi romanzi?

Spesso i romanzi – e i thriller in particolare – sono storie popolate solo da adulti, e i bambini, al limite, possono fare la parte delle vittime. Nei miei romanzi parlo invece di comunità che sono piccoli mondi e non vedo perché non assegnare ai bambini ruoli più rilevanti. In “Fiori sopra l’inferno” rappresentano l’elemento di speranza in una storia di morte, in “Ninfa dormiente” sono la memoria collettiva della vicenda. In questa scelta sono stata sicuramente influenzata dall’esperienza della maternità, che è arrivata assieme a “Fiori sopra l’inferno”: è stato naturale convogliare nei miei racconti la curiosità nei confronti dei più piccoli, l’ammirazione per il modo avventuroso e pieno di entusiasmo con cui si approcciano alla vita. È stato naturale anche raccontare il loro rapporto con la natura sulla base delle esperienze della mia infanzia: la libertà, lo stupore, la paura ma anche l’eccitazione.

Quanto hai dovuto documentarti per scrivere questo libro che tratta argomenti particolari, e quanto faceva già parte del tuo bagaglio culturale, essendo tu stessa delle zone di cui racconti?

In “Ninfa dormiente” ci sono i miei interessi, la curiosità che mi porta a sondare – da semplice appassionata – tematiche molto diverse tra loro, come la psicologia, la natura, l’antropologia e la storia. Adoro leggere saggi divulgativi e tra le pagine trovo sempre spunti interessanti con cui arricchire di appunti i miei taccuini e, successivamente, le mie storie.

La Val Resia, dove è ambientato “Ninfa dormiente”, si trova a mezz’ora di macchina da casa mia, eppure la conoscevo solo di nome. Ignoravo la sua storia millenaria, la lingua protoslava antichissima, i canti e i balli unici al mondo, come unico è il DNA dei resiani. Cinque anni fa ci sono andata e ho conosciuto un popolo che non vedeva l’ora di raccontare le proprie origini. Le note scritte durante quegli incontri sono rimaste chiuse in un cassetto fino a quando non mi sono sentita pronta per scriverne una storia: erano perfette per la seconda avventura di Teresa Battaglia. Ecco perché dico che “Ninfa dormiente” è un romanzo fatto di incontri e ricordi: senza la partecipazione di tante persone, il romanzo non sarebbe mai nato.

Avevo sentito che erano stati venduti diritti per una serie televisiva sulle avventure di Teresa Battaglia, a che punto sono le riprese?

È stata ceduta l’opzione sui diritti cinetelevisivi, sia per “Fiori sopra l’inferno” che, ora, anche per “Ninfa dormiente”. Significa dare il tempo alla produzione di fare uno studio di fattibilità del progetto ed eventualmente, poi, acquistare i diritti veri e propri. Sono percorsi molto lunghi che si snodano attraverso fasi complesse, ma i presupposti sembrano ottimi.

Grazie per la disponibilità e alla prossima avventura di Teresa Battaglia.

Grazie a voi! Alla prossima “Battaglia”.

 

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