INTERVISTA ALLO SCRITTORE DAVIDE DE VITA – Trilogia Emme

INTERVISTA ALLO SCRITTORE DAVIDE DE VITA – Trilogia Emme

Abbiamo di recente recensito la trilogia EMME di Davide De Vita e abbiamo ora la possibilità di conoscerlo meglio con una piccola intervista:

 

D: Ciao Davide. Possiamo darci del tu?

R: Sì, certo, ho iniziato io senza neanche chiederti il permesso, spero mi perdoni!

 

D: Va benissimo, anzi ti ringrazio. Come è nata la tua passione per la scrittura?

R: Fin da bambino ero affascinato dalle parole scritte e dalla loro “magia” capace di trasportarti in

     una infinità di mondi. Quindi ho provato a costruirne dei miei. Con tutto il rispetto possibile per

chi crede, scrivere è un po’ giocare ad essere Dio.

 

D: Ora parliamo della trilogia di “Emme” per la quale ti faccio i miei complimenti. A cosa o a chi ti

sei ispirato per la costruzione del serial killer?

R: “Emme” inteso come serial killer credo abbia molti “Padri putativi”, anche se spero venga

ricordato un giorno come farina del mio sacco. Intanto ho studiato le figure dei veri serial killer

sia americani sia italiano. Poi – l’ho già dichiarato in altre sedi – c’è un po’ del King de “La metà

oscura” e un pizzico del “Suggeritore” di Carrisi, ma è abbastanza differente da entrambi.

 

D: Nella tua trilogia esiste un personaggio a cui sei più affezionato?

R: Senza dubbio lo stesso Spiga, lo sfigatissimo commissario che però viene fuori alla grande

quando è sotto pressione. È il mio “alter ego”, o almeno mi piace pensarlo. Gli è successo

di tutto, guida una vecchia Panda color m… (se possiamo usare l’espressione) ed è tutto

tranne che un “eroe” ma pare risulti simpatico proprio per questo.

 

D: Al momento hai in cantiere un altro progetto?

R: Sto pensando di realizzare un nuovo romanzo tratto dal racconto “Bandierine”, premiato nel 2004 ma è solo l’embrione di un’idea.

 

D: Qual è il tuo autore preferito?

R: Al momento Donato Carrisi, si stava incartando un po’ troppo con Mila Vasquez e la serie del

“Suggeritore” ma con “Io sono l’abisso” credo sia riuscito a reinventarsi. A pari merito

metterei Jo Nesbo ma ce ne sarebbero tanti, ad iniziare da Edgar Allan Poe che considero

il vero “padre” del genere investigativo deduttivo con “I delitti della Morgue”, comparso prima

di Sherlock Holmes.

 

 

Vedo con piacere che abbiamo gli stessi gusti in fatto di scrittori e posso aggiungere con piacere il tuo nome alla mia lista di autori preferiti.

Grazie per la tua disponibilità. Resto in attesa della tua nuova opera che spero di leggere quanto prima. Nel frattempo ci vediamo sulle pagine del blog “I Gufi Narranti”.

 

Teresa Breviglieri

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