Intervista ai Wows per l’uscita di Ver Sacrum

Intervista ai Wows per l’uscita di Ver Sacrum

  1. Ciao ragazzi, benvenuti su I Gufi Narranti. Per cominciare presentatevi. Chi si nasconde dietro al progetto Wows, che strumenti suona ciascuno e da dove venite?
    Ciao a voi e grazie per l’interesse nel nostro progetto! Premetto che non teniamo molto alla nostra individualità all’interno della and preferiamo sia il nome WOWS a girare ehehe in ogni caso io sono Matteo e sono uno dei chitarristi, Marco è l’altra chitarra, Paolo alla voce, Fabio alla batteria, Pierluca al basso e Kevin Follet ai rumori e veniamo più o meno tutti da Verona.
  2. Sei musicisti. Siete una formazione piuttosto nutrita rispetto al solito. Perchè? Riuscite a coordinarvi senza problemi?
    Non c’è un vero perché, non è stata una scelta cosciente, ci piace il nostro suono quando siamo tutti insieme e ad ogni prova, ad ogni live ne abbiamo la conferma. Problemi si ce ne sono stati ma abbiamo sempre deciso di mettere davanti la musica e abbiamo sempre proseguito con la nostra passione.

  3. Vi seguo da quando avete pubblicato AION e una cosa che mi ha sempre incuriosito è il vostro primo disco, War On Wall Street, che è completamente diverso dalla musica che avete prodotto subito dopo. Cos’è successo? Come mai siete passati da quell’indie rock al post metal?
    Ti dirò noi vediamo il nostro primo disco come AION, di fatto il progetto WOWS è nato lì con l’arrivo di Kevin Follet. Prima eravamo un’altra band in realtà anche se eravamo le stesse persone. Abbiamo iniziato come cover band, suonavamo cose semplici come gli Strokes o gli Interpol, si parla del 2009, allora in Italia questo tipo di band non erano così conosciute e quasi nessuno proponeva quei pezzi dal vivo. Abbiamo poi scritto le prime canzoni nostre sulla falsa riga di quello che suonavamo,War on Wall Street è stato un primo tentativo di scrittura originale. C’è però un pezzo in particolare che mi sta molto a cuore, si chiama Harlot’s House, è un pezzo quasi post rock con una esplosione atmosferica sul finale, molto lontano dall’indie e dal resto del disco, già lì avevamo la volontà di andare oltre a quello che ascoltavamo, volontà che non abbiamo mai perso. C’è da dire che tutti noi avevamo già il gusto dell’oscuro, dello psichedelico ma ancora non avevamo ben chiara la via da percorrere. Poi crescendo, ascoltando e incontrando persone abbiamo iniziato a interiorizzare band come i Flaming Lips, i Mars Volta, poi i Melvins, gli Electric Wizard e il resto è storia.
  4. Senza indugio buttiamoci su Ver Sacrum. Dove e quando è stato registrato? Come è stato il processo di scrittura e composizione?
    Il processo è stato lungo e faticoso. I pezzi sono molto complicati e per padroneggiarli ci sono voluti degli anni. Tuttavia siamo contentissimi del risultato su disco e anche della resa dal vivo dei pezzi, per noi Ver Sacrum è un obiettivo che ancora non avevamo raggiunto, e questo ci da grande soddisfazione. Abbiamo registrato nell’estate del 2019 a Sotto il Mare, lo splendido studio di Luca Tacconi, seguiti da Enrico Baraldi. Entrambi hanno fatto un lavoro egregio, siamo davvero felici della squadra che ha lavorato al disco, credo proprio che replicheremo in futuro.
  5. Titolo e testi in latino. Riferimenti alla Primavera Sacra. E’ tutto vero? Qual è il significato di questo vostro ultimo lavoro?
    Il latino usato nei titoli è per renderli omogenei con il titolo del disco, oltre che parole che ci piacciono al suono, hanno la funzione di creare quell’ambiente rituale, sacrale, quell’atmosfera che vogliamo ricreare anche con la musica. I testi sono in inglese in realtà anche se spesso sono in scream e poco comprensibili. Di solito non diamo molto peso ai testi, stavolta però abbiamo in programma un’edizione del nostro cd che enfatizza proprio le lyrics, non vi anticipiamo altro ma qualcosa arriverà presto. Più che espressione di un significato concreto, il nostro Ver Sacrum è una celebrazione. In particolare descriviamo il ciclo di distruzione e rinascita che esiste e che ci influenza tutti. Non ci piace relegare la nostra musica a elementi contingenti o troppo quotidiani, vorremo creare un immaginario che permetta di staccarsi dal reale. Siamo invischiati nella realtà, ci possiede in ogni istante, per noi è un sollievo dimenticarsi per la durata di una canzone di essere incarnati in un corpo, dei nostri averi materiali, per qualche minuto possiamo permetterci di essere essenza pura.

  6. Il sodalizio con Paolo Girardi ha aggiunto sicuramente una cifra visiva importante alle vostre copertine. Ho notato in questi anni che l’artista ha prestato tele e colori più che altro a gruppi metal più vecchia scuola. In questo i Wows, più recenti come sonorità, rappresentano una sorta di unicum. Come siete entrati in contatto?
    Si è vero, Paolo dipinge spesso per gruppi old school, infatti per noi ha creato qualcosa che di solito non gli viene richiesto. Sia con AION che con Ver Sacrum abbiamo chiesto a Paolo di dimenticarsi delle figure mostruose, dell’inferno, dei fantasmi, volevamo dei paesaggi, delle atmosfere e lui ha dimostrato il suo immenso talento centrando in pieno il nostro gusto con entrambe le cover. Il primo contatto con Paolo è stato su facebook, gli abbiamo scritto per sapere se si poteva avere una sua copertina. Poi l’abbiamo anche incontrato in una nostra data a Roma e ci siamo conosciuti di persona. Vogliamo un sacco di bene a Paolo e lo stimiamo davvero molto, credo che anche i prossimi dischi saranno affidati a lui per l’artwork.
  7. Il Covid 19 è arrivato un po’ a guastare i piani a tutti. Io ad esempio mi stavo cercando una casa! E voi? Avevate già dei progetti belli e pronti che si sono infranti miseramente?
    Eh si delle date sono andate in fumo purtroppo, i primi passi del tour del nuovo disco. Tuttavia non ci scoraggiamo, per ora girano solo i nostri cd, e quando sarà possibile torneremo a girare anche noi.
  8. In merito alla questione Covid 19 cosa ne pensate? Io ho sentito dire spesso del “come” uscire dalla quarantena e si è fatto un gran parlare di tornare alla normalità al più presto e in sicurezza. Nessuno si sbilancia mai sul perchè ci siamo ridotti così. A mio avviso se si arriva a provare tanto dolore e si smette di vivere sarebbe appropriato fare in modo che queste cose non accadano più. Secondo voi quale problema sta dietro a questa pandemia?
    Sai, noi siamo in sei persone, ognuno ha la sua testa e il suo modo di pensare, e in alcuni casi è anche diametralmente opposto. Non ci pronunciamo su problemi che sono più grandi di noi, come band ci teniamo a essere apolitici e a non trattare temi di attualità, semplicemente perché non siamo competenti in materia. Solamente spero davvero che non avremo il problema della “prossima volta”.

  9. Grazie per la vostra partecipazione ragazzi. Salute come volete. Alla prossima e in bocca al lupo per tutto! Quando ne verremo fuori in ogni caso sarà giusto festeggiare!
    Crepi! Grazie mille delle vostre domande, cogliamo l’occasione di ringraziare chiunque abbia partecipato a questo disco, le nostre label, Dio Drone, Shove Records, Coypu Records, Hellbones Records, chi ci ha registrato e tutti voi che avete comprato un disco, messo un like o letto questa intervista.

 

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