INTERVISTA A PAOLA MIZAR PAINI : LA CASA DELLE OMBRE F.LLI FRILLI EDITORI

INTERVISTA A PAOLA MIZAR PAINI AUTRICE DE LA CASA DELLE OMBRE FRATELLI FRILLI EDITORI

Ciao Paola grazie per la disponibilità, possiamo darci del tu?

Sono io, che ringrazio voi e i vostri lettori per questa chiacchierata.

L’ambientazione e l’idea iniziale del tuo romanzo La casa delle ombre  è alquanto affascinante. Vuoi parlarci del tuo rapporto con l’occulto?

Io sono sempre stata attratta dall’occulto, ma come ricerca di sé stessi, di ciò che accade dopo… Accetto che l’anima è immortale, che l’universo è popolato anche da creature invisibili all’occhio umano e che ciascuno ha uno Spirito Guida. Diciamo che sono un po’ “figlia d’arte” in quanto mia zia, era la “madguna”, cioè la fattucchiera del paese. Lei raccoglieva erbe nei campi e preparava decotti per tutti i mali. Anche per il mal d’amore. Leggeva Tarocchi e Sibille. Ti basta?

Le donne sono protagoniste prevalenti nella tua storia. Cosa c’è di te in loro?

Diciamo che lo scrittore tende a proiettare i propri pregi e difetti in ogni personaggio. In questo mi sono diventata un po’ “rigida” e bacchettona come la Ferri, criminologa e collaboratrice del maresciallo Marchi. Attenta e osservatrice come Ilena, l’investigatrice privata. Ingenua e incantata come Regina. Paziente e tollerante come Silvia, la moglie di Marchi…Poi c’è Vittoria, la moglie di Lorenzo. Ecco, in lei non mi sono molto immedesimata. Un marito mentitore e traditore seriale l’avrei sbattuto fuori di casa senza indugio. Questo non accade solo per i personaggi femminili. In realtà mi piace calarmi in tutti i personaggi, anche in quelli maschili, cercando di ragionare come potrebbe fare un uomo.

Come è nata l’idea per il tuo libro?

Un giorno, transitando sulla provinciale 193/bis, ho notato quella imponente costruzione e ne sono rimasta affascinata. Si trattava di Villa Cerri, meglio conosciuta come “la villa degli amanti maledetti.” Ho cercato di ottenere più informazioni possibili circa la sua storia. Da qui ne è nato anche un racconto, “la Custode”, che fa parte di un’antologia noir. In pratica è la vicenda, raccontata dalla stessa Viola, il fantasma che si aggira nella torretta. Ma non è bastato a placare l’interesse nei suoi confronti, quindi è nata l’idea di confezionare un giallo dove la protagonista, in un certo senso è proprio lei. Villa Cerri. A tal proposito sono orgogliosa di aver ricevuto la “Menzione Speciale” per “La casa delle ombre” voluta dalla giuria del concorso “La Provincia in Giallo.”

Se hai in programma date di presentazione del tuo romanzo puoi segnalarcele?

Non ho ancora fissato delle date per il mese di maggio e giugno, solo i luoghi: Garlasco, Alagna, Mortara e Nizza Monferrato.

Nel tuo libro oltre al noir, c’è una storia di speranza e integrazione. Quale credi possa essere il ruolo degli scrittori in questo clima politico?

Non dobbiamo aver paura delle differenze. La cultura del rispetto dell’altro passa anche da una storia come questa, dove purtroppo i luoghi comuni sono all’ordine del giorno. Nella “Casa delle ombre” succede così, che un magistrato superficiale voglia chiudere le indagini in fretta e furia: perché è estate e deve andare in ferie, perché è rumena e quindi poteva starsene al suo paese, perchè tanto è una prostituta e quindi, chi se ne frega…e allora raccontiamolo!

C’è un autore/ice alla quale ti ispiri?

Mi ispiro, mi ispiro…ma non arriverò mai a neanche all’unghia del suo mignolo…Ed è Il grande, unico, immenso Stephen King.

Grazie  a Paola Mizar Paini per la disponibilità e ancora complimenti per il suo libro La casa delle ombre dai Gufi narranti

Un caloroso abbraccio e grazie! È stato un piacere.

FOTO di Paola Cariati che ringraziamo

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