Intervista a Marina Bertamoni autrice de “Dieci parole per uccidere” Frilli Editori

Intervista a Marina Bertamoni autrice de “Dieci parole per uccidere” Fratelli Frilli Editori

Ciao Marina, grazie per la disponibilità, possiamo darci del tu?

Naturalmente, con molto piacere! E grazie a te e al blog per l’ospitalità.

Ho letto e recensito il tuo romanzo ” Dieci parole per uccidere”  e ho trovato geniale la struttura dei capitoli collegata al significato del titolo; parlaci di come è nata questa idea

Il titolo, insieme alla copertina, è il ‘biglietto da visita’ col quale l’autore presenta ai lettori il proprio romanzo. Trovare il titolo giusto non è mai facile! Normalmente l’autore pensa al titolo e lo propone all’editore, che ha la facoltà di cambiarlo, se lo ritiene inadatto o d’impatto insufficiente. Quando lavoro ad un romanzo, parto da un’ispirazione iniziale, che sviluppo man mano, arrivando alla fine della prima stesura. La prima rilettura serve per sgrezzare il testo, aggiungere dove serve e togliere dove necessario, cercando di dare alla scrittura una cifra personale. In questa fase il romanzo si modella e si completa, a volte sono i personaggi a guidare l’autore e non viceversa e nascono nuove idee che si vanno ad innestare sull’impianto originale. È in questo momento che ho pensato di aggiungere ai capitoli i brevi paragrafi introduttivi, scritti in uno stile del tutto differente rispetto a quello adottato nel resto del romanzo, e di contraddistinguere ciascuno con una parola, che è diventata il titolo del capitolo corrispondente. Nel corso delle successive riletture e revisioni ho pensato che quelle dieci parole potevano diventare protagoniste, sia nel finale che nel titolo del romanzo, il quale ne è divenuto la sintesi. Ho proposto la cosa all’Editore Carlo Frilli, l’idea è piaciuta ed è nato “Dieci parole per uccidere”, un titolo un po’ alla Agatha Christie che spero possa intrigare i lettori.

L’inverno è la stagione in cui si svolge il romanzo. C’è un motivo particolare che ha fatto ricadere la scelta su questa stagione dell’anno?

L’ambientazione climatica è un elemento fondamentale nella costruzione di un romanzo e l’inverno è indubbiamente la stagione che meglio si presta per l’ambientazione di romanzi gialli e noir. Credo non sia un caso che la letteratura del genere sia fiorita particolarmente nei Paesi del Nord Europa, dove l’inverno dura molto più a lungo. L’inverno è il periodo dell’anno nel quale buio e freddo la fanno da padrone ed è facile collegare l’oscurità e il gelo con ciò che alberga nell’animo di un assassino. Inoltre, le condizioni climatiche estreme dell’inverno si prestano a creare situazioni angosciose tipiche dei romanzi giallo/noir, talvolta con contrasti molto forti. Prendiamo ad esempio la nevicata epocale con la quale inizia “Dieci parole per uccidere”: la discesa della neve durante la notte è uno spettacolo incantevole, che suscita meraviglia e dà una sensazione di pace; al mattino però il manto nevoso si trasforma in un nemico, qualcosa che isola e induce sensazioni claustrofobiche, oltre a originare immense difficoltà. Tutte cose molto noir! Aggiungi che a Lodi, la città dove ambiento i romanzi dell’Ispettrice Luce Frambelli, la festa in onore del Santo patrono, la più importante dell’anno, cade il 19 gennaio, una circostanza che è stata davvero utile nella costruzione della trama.

Dei personaggi “minori” che popolano il tuo romanzo c’è n’è uno a cui sei legata e perché?

Scrivendo romanzi seriali, ho creato sia personaggi minori ma ricorrenti che personaggi il cui ruolo è funzionale alla storia. Tra questi ultimi, in “Dieci parole per uccidere” il personaggio al quale sono legata maggiormente è Tommaso, il fratello di una delle due vittime dell’efferato delitto sul quale è chiamata ad indagare Frambelli. “Dieci parole per uccidere” è un romanzo che parla di contraddizioni, ma anche di una verità sempre più liquida e dei pregiudizi che dominano il nostro presente. Tommaso rappresenta tutto questo, ha molte ragioni e molti torti, pratica il pregiudizio ma ne è anche vittima, è un personaggio complesso, che dà l’occasione al lettore di riflettere, cosa che sempre mi propongo con le mie trame. Tra i personaggi ricorrenti, raccogliendo le impressioni dei lettori ho visto che il comprimario che suscita le maggiori simpatie è sicuramente il Sovrintendente Fabrizio Calligaris e devo dire che ne sono lieta, perché è anche il mio preferito. Fabrizio è impacciato, timido, insicuro, come dice Luce ‘l’opposto del maschio alfa’, tuttavia è anche leale, sensibile e soprattutto intelligente, come dimostra spesso durante le indagini, dando contributi tutt’altro che trascurabili. Può sembrare uno sprovveduto, invece è solo una persona semplice, nel senso puro del termine. Credo che sia il personaggio con il quale è più facile sviluppare una certa empatia e molti lettori mi dicono di tifare per lui, soprattutto sperano che abbia successo la corte serrata con la quale assedia Luce, della quale è innamorato non corrisposto. Posso anticipare che nel terzo episodio della serie, che sto scrivendo in questo periodo, ho deciso di dare a Calligaris una chance. Ci saranno cambiamenti importanti, talora anche drammatici, che riguarderanno alcuni personaggi e fra questi Fabrizio sarà quello più fortunato.

Hai mai pensato, viste le tue abilità di prosa quasi poetica, di scrivere altro oltre ai romanzi gialli?

A parte alcuni racconti mainstream, ho scritto solo gialli e penso di continuare con questo genere. Il giallo è la mia casa e non voglio traslocare! A parte gli scherzi, amo questo genere perché mi diverte moltissimo, anche se è molto faticoso da praticare non essendo scrittori di professione. Io ho un lavoro a tempo pieno, una famiglia, una casa e mille impegni, il tempo per la scrittura è sempre troppo poco. Le trame gialle, per la loro natura, sono complesse, dei veri e propri mosaici nei quali ogni tessera deve andare al suo posto, senza lasciare buchi o zone incomplete. Alla fine della lettura, al lettore non deve rimanere alcun dubbio, né devono esserci domande senza risposta o punti non chiariti e lo sforzo dell’autore è quello di avere tutto sotto controllo, cosa che può riuscire difficile quando, a causa degli impegni, sei costretto a lasciar ‘sedimentare’ il tuo romanzo anche per settimane. Riuscire in questa impresa, oltre al fatto di creare una trama che tenga il lettore incollato alla pagina, è per me la sfida più eccitante. Inoltre, nello scrivere romanzi seriali si aggiunge la difficoltà di dare vita a personaggi che il lettore ritrova in ogni episodio, dunque l’autore deve anche sviluppare la loro storia personale, cercando di tenerne le fila un romanzo dopo l’altro, ricordando tutte le vicende senza mai cadere in contraddizione. Anche questo è molto stimolante, benché non sia facile.

Se c’è un calendario per firmare le copie o presentazioni, vuoi indicarci qualche data?

Da quando è uscito nello scorso novembre, ho già presentato “Dieci parole per uccidere” parecchie volte, in libreria o presso biblioteche e associazioni culturali, in alcuni casi insieme al collega Oscar Logoteta, autore Frilli con il quale questo inverno ho partecipato a diversi eventi, con il titolo “Da Lodi a Piazzale Lodi, dall’hinterland a Milano in noir”. Ora si sta avvicinando la stagione estiva e le occasioni di presentazioni si fanno più rare, perché il pubblico, già solitamente difficile da catturare, diviene ancora più scarso. Comunque sto organizzando una nuova presentazione a Lodi, della quale potrò dare dettagli più avanti, e ho già preso un impegno per un firma copie a settembre, in quel di Crema. Inoltre, la mattina del 4 Giugno sarò ospite per un’intervista radiofonica nel programma “Grilloparlato” di Fabiana Parlato, sulla web radio genovese “Radio fra le note”. I lettori possono trovare tutte le informazioni relative ad eventi e presentazioni sulla pagina Facebook “I casi dell’Ispettrice Luce Frambelli” (www.facebook.com/I-casi-dellIspettrice-Luce-Frambelli-367145150391657/)

Grazie mille per la disponibilità e complimenti ancora per il tuo romanzo “Dieci parole per uccidere” dai Gufi narranti.

Grazie a te e un augurio di buona lettura a tutti i lettori del blog. A presto!

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