Intervista a Isabella Nicora – Ragazze lontane – Leucotea

Intervista a Isabella Nicora – Ragazze lontane – LeucoteaIsabella

 

Abbiamo da poco recensito il libro di Isabella Nicora  “Ragazze lontane” edito da  Leucotea Edizioni. Abbiamo la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con l’autrice quindi,  partiamo con le domande:

  • Ciao Isabella visto che è la prima volta che ci incontriamo possiamo darci del tu?
  • Certo, con vero piacere!

 

  • È la prima volta che recensiamo un tuo lavoro e ci piacerebbe conoscere meglio la persona che si cela dietro alla scrittrice. Di cosa ti ha spinto ad intraprendere la strada della scrittura?
  • Guarda, è stato un fatto inaspettato che ha colto alla sprovvista anche per me. Dopo avere lasciato il mio lavoro, mi sono dedicata con passione alla pittura per diversi anni. Quasi per scherzo, un giorno ho iniziato a scrivere delle piccole storie per bambini, ho curato le illustrazioni e ho dedicato il libro al mio nipotino nato da poco. Beh, da quel momento non mi sono più fermata: ho accantonato (temporaneamente) colori e pennelli e ho tentato di trasferire quello che erano le mie emozioni più profonde e intime non più sulla tela bensì su un foglio bianco. Mi auguro di riuscire a trasmetterle a chi mi legge.

 

  • Il tuo ultimo libro, Ragazze Lontane (Edizioni Leucotea), è una saga famigliare e  una grande storia d’amore. Un amore forte che lega una famiglia che i capricci del destino tende a dividere. Dove hai trovato l’ispirazione per scrivere questo libro?
  • Tutto è nato da un racconto di mia madre, di ciò che ha vissuto durante la sua infanzia, e mi riferisco alla parte in cui la famiglia Manzi è sfrattata dalla propria casa dai nazisti. Ed è stato proprio su questa base che avevo deciso di costruire il romanzo, fedele alla storia familiare. Difatti, la divisione della famiglia è accaduta realmente, così come molti eventi sono veritieri.

Poi, in corso d’opera, buona parte del romanzo è stata travisata, adattata alle esigenze narrative. Forse ho avuto poco coraggio, non lo so. Per esempio, ciò che accade al personaggio di Perla è frutto di pura invenzione. Devo dire che ho una fervida fantasia (difatti continuo a scrivere per i bimbi), quindi ho intrecciato ciò che ha creato la mia mente con quella che è la verità.

 

  • Il personaggio di Salvo lo conosciamo da piccolo quando con sua sorella Dorina perde la madre e ne seguiamo la vita fino alle battute finali quando centenario ormai ha pochi sprazzi di lucidità. Intorno a lui nel tempo nascono nuove vite e muoiono i vecchi affetti. Più lo si conosce, leggendo il libro, più ci si riconosce il proprio padre, uno zio, un nonno. Tu a chi ti sei ispirata?
  • Pur ispirandomi al nonno (che ha avuto tutt’altro destino), più che altro ho voluto creare una figura emblematica, un uomo d’altri tempi, solido, che percorre tutta la sua vita con grande onestà e rettitudine; consideriamo però il fatto che, al  suo fianco, ha una donna non da poco. Loro due, insieme, amandosi senza riserve per tutta una vita, con gli alti e bassi di qualsiasi coppia, si completano, diventano invincibili. E fanno del loro destino una conquista.

 

  • Giovanna è l’altro personaggio fulcro della storia, una donna forte, molto sveglia, intelligente, capace di dosare sapientemente risolutezza e tenerezza. Quanto c’è di Isabella in Giovanna?
  • Trovo che il personaggio di Giovanna sia meraviglioso: la adoro. Mentre scrivevo le parti che la riguardano, la “vedevo” accanto a me: dapprima era una giovane ragazza, con le aspirazioni tipiche della gioventù, forse divergenti da quelle dei nostri tempi, ma quando lei s’innamora di Salvo, si annulla il periodo storico nel quale si muove. L’amore è amore e basta, in qualsiasi tempo e in qualsiasi luogo.

Giovanna ha affrontato sacrifici notevoli, tuttavia non ha mai perso la sua determinazione, la sua costante voglia di migliorare il suo futuro e quello dei suoi cari. E ha ottenuto il suo scopo.

Di Isabella cosa c’è in Giovanna: beh, direi l’intelligenza e la tenerezza e aggiungerei una mente piuttosto pronta. È sempre stata un po’ carente la dose di forza e risolutezza, anche se, col passare degli anni, sono riuscita a costruirmi una corazza mediamente resistente.

 

  • Ogni tuo personaggio è una storia nella storia. Era già tutto lineare prima di cominciare a scrivere o hai cambiato qualche idea durante la stesura?
  • I miei personaggi s’intersecano, si amalgamano tra di loro, costruendo, come dici tu giustamente, una storia nella storia. Avevo tracciato l’idea di base del romanzo, ma tutto si è “costruito” in corso d’opera. È stato come interpretare quello che i personaggi volevano che io scrivessi, li ho visti nascere, crescere, inventarsi una vita e, alcuni, morire. Ho affrontato l’ineluttabile dell’esistenza con normalità, perché anche la fine è qualcosa che fa parte della vita, difatti le dipartite non sono mai narrate in modo drammatico.

Con alcune delle mie creature ho sofferto e mi sono emozionata.

 

  • Nel tempo dei media e del virtuale pare l’importanza della famiglia sia finita un po’ nell’ombra, hai anche tu questa sensazione?
  • No, non credo sia così. Di sicuro c’è poca convivenza con i propri figli: i papà e le mamme lavorano quindi tornano a casa soltanto la sera e il tempo da dedicare ai bambini rimane davvero poco, tutto è condensato in poche ore. Per fortuna ci sono i nonni che sopperiscono con affetto(parlo per esperienza personale).

Credo che la famiglia rimanga il punto fermo, il caposaldo nel quale affondano le radici dell’esistenza.

Che sia solo una mia speranza?

 

  • Siamo nell’epoca delle fiction tv, secondo te come si adatterebbe il tuo “Ragazze Lontane” ad una eventuale trasposizione sul piccolo o grande schermo? Chi vedresti bene come interprete dei tuoi personaggi?
  • Sarebbe un sogno, ma non credo che accadrà mai. Comunque, volendo proprio sognare a occhi aperti, facciamolo in grande e pensiamo al cinema. Visto il lungo periodo di vita, dovremmo prevedere tre coppie di protagonisti per tre fasce di età. Limitiamoci a due. Vediamo: Salvo e Giovanna con i bambini ancora piccoli, direi Ewan McGregor e Marion Cotillard (che coppia eh?😊), mentre, più avanti con gli anni, sceglierei Helen Mirren e Clint Eastwood. Anche qui una coppia da oscar.

 

Grazie mille per la disponibilità, arrivederci a presto sulle pagine de i gufi narranti!

David Usilla

 

Grazie mille a te per il piacevolissimo incontro. Spero che i Gufi  Narranti mi portino fortuna!

Isabella Nicora

 

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