INTERVISTA A FRANCES JONSTONE – SKY HUNTERS – ROBIN EDIZIONI

INTERVISTA A FRANCES JONSTONE – SKY HUNTERS – ROBIN EDIZIONI

Abbiamo da poco recensito “Sky Hunters”, scritto da Frances Jonstone, edito da Robin Edizioni e abbiamo ora la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con l’autore.

Buongiorno, grazie essere passato a trovarci, possiamo darci del tu?

 

Certo! Come vedi nel mio romanzo il Lei non si usa mai.

 

  • La prima domanda sono davvero curiosa di fartela. Ci sarà un seguito?

 

All’inizio non era previsto un seguito, ma arrivando alla fine della stesura di Sky Hunters mi sono reso conto che i personaggi hanno ancora molto da raccontare. Non si può esattamente dire che il libro abbia un finale aperto; forse sarebbe meglio definirlo socchiuso. Ma il fatto che tu me lo chieda significa che le storie dei ‘miei’ bambini ti hanno appassionato e ti piacerebbe seguirli ancora, no?

 

  • Hai trovato difficoltà a calarti nei panni di una ragazza?

 

Non in ‘questa’ ragazza. Chiara è apparentemente semplice, ma in lei si condensano le doti migliori della gioventù e dell’umanità. Chiara sa donarsi agli altri e sa amare con tutta se stessa. Anche le religioni ci insegnano ad amare così, solo che da grandi lo dimentichiamo e non facciamo che adagiarci nel nostro egoismo.

 

  • Come è nata l’idea per il tuo romanzo?

Da tanti discorsi con un autore di famiglia, Franco Antonio Formica che qualche anno fa ha pubblicato l’avvincente romanzo di fantapolitica Il fattore Fenice. Credo che zio Franco abbia letto tutto quello che è stato pubblicato sull’ufologia e sugli aspetti non solo fantascientifici che l’argomento implica per tutti noi. Da questo humus culturale, sono poi emerse delle apparizioni inspiegabili: una decina di anni fa ho visto alcune strane luci nel cielo. Forse si tratta solo di autosuggestione, giudicate voi… Ma queste ripetute visite hanno innestato nella mia mente la storia che è alla base del romanzo.

 

  • Sei un appassionato di fantascienza? Qual è il tuo titolo preferito?

 

Ritengo che in uno scenario globale, fortemente secolarizzato e appiattito sul consumismo, che ha visto i temi sociali quasi scomparire dalla narrazione, la fantascienza sia uno dei pochi generi che ha il coraggio di esplorare orizzonti inediti. I titoli che più mi hanno segnato sono di autori italiani: Cancroregina di Landolfi e Il pianeta irritabile di Volponi. Ma le opere del genere che considero le migliori in assoluto sono i due capolavori di Tarkovskij: Solaris (dal romanzo di Lem, di cui è stato realizzato un remake con Clooney) e Stalker.

 

  • Perché hai scelto Roma per ambientare il tuo “Sky Hunters”?

 

Secondo me Roma è la città in cui si condensa meglio la storia della nostra civiltà. Ma dal punto di vista degli alieni, come scrivo nel romanzo, questo non rappresenta un vanto: “Hanno scelto Roma perché qui il confronto fra quello che eravamo e ciò che dovevamo essere è chiaro. Queste inutili vestigia testimoniano il fallimento di un’ambizione di specie che non poteva durare. L’umanità ha costruito templi, monumenti, palazzi e ha lasciato in eredità opere d’arte. Atterrando qui ci hanno detto chiaramente che era tutto inutile, che lo erano i nostri sforzi e le nostre meraviglie. Da disprezzare, perché riflesso di ego senza direzione e compassione”.

 

  • A cosa si rifà il tuo pseudonimo?

 

È una traduzione storpiata del mio nome italiano, che vuole essere un omaggio all’universo femminile, protagonista di Sky Hunters; se le giovani donne fossero più protagoniste anche nella nostra realtà, sono sicuro che il mondo sarebbe un posto migliore.

 

  • Gli adulti non fanno proprio una grande figura, tu che tipo di adulto sei?

 

Un solipsista trasformato dall’amore dei suoi figli. Se in Sky Hunters c’è fiducia nel futuro (nonostante lo scenario apocalittico descritto) è perché i bambini sanno metterci di fronte al nostro cinismo, perché in loro ci sono istinto, verità e amore che da qualche parte abbiamo perduto.

 

Grazie mille a Frances Jonstone per la disponibilità, arrivederci a presto sempre sulle pagine de I Gufi Narranti.

Sandra Pauletto

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