INTERVISTA A DONATO PRENCIPE – COMMISSARIO SANTI

INTERVISTA A DONATO PRENCIPE – COMMISSARIO SANTI – ALGRA EDITORE

Donato Prencipe

Dopo avere recensito il romanzo “Il commissario Santi: una lettera molto speciale” di Donato Prencipe, abbiamo il piacere di scambiare con lui quattro chiacchiere.

Innanzitutto grazie per la disponibilità. Possiamo darci del tu?

Certo, grazie a voi per l’attenzione che avete rivolto a me e al mio libro. Ve ne sono grato.

 

  • Come nasce la geniale idea di una lettera a Dio?

L’idea di indirizzare una lettera, di reclamo, a Dio nasce nel momento in cui il protagonista, appunto il commissario Emilio Santi, investito da un senso di profondo malessere decide di sfogare tutta la sua rabbia nei confronti di una figura super partes, considerato come il creatore del Cielo e della Terra, accusandolo di totale disinteresse per il mondo che ha plasmato e di conseguenza di non muovere un dito per arginare le sofferenze di ognuno di noi.

Quindi lo mette al corrente, brevemente, del viaggio che compie un essere umano dal primo vagito fino all’esalazione dell’ultimo respiro, e allega, come testimonianza tangibile di ciò che racconta nella lettera, una serie di indagini nelle quali è dovuto incorrere durante la sua carriera.

È una provocazione, uno sfogo, un grido d’aiuto. Si può vedere in diversi modi. Penso che chiunque di noi nei momenti più bui si sia affidato a qualcuno o a qualcosa per sgravarsi della sua afflizione, anche come ancora di salvezza. Lui lo fa nei riguardi di Dio.

 

  • Il nome del commissario è un giochino sornione oppure c’è un altro motivo per cui hai scelto di chiamarlo proprio Santi?

In verità nell’uno né l’altro. Il nome del protagonista è davvero un caso. Alle volte è facile incorrere, quando si scrive, in queste coincidenze non volute. 

  • Analogie e differenze tra te e Santi?

Chiunque scrive riversa nelle pagine dei suoi libri pillole di vita che fanno parte della propria cultura e delle proprie esperienze. Anche non volendo accade questo. Per cui sicuramente Santi ha qualcosa di mio, nel bene e nel male, così come gli altri personaggi del libro, ma non è detto che riguardino me in prima persona, possono anche riflettere personalità che ho incontrato nella mia vita, oppure luoghi in cui ho vissuto o che ho semplicemente visitato. Il tutto è poi romanzato grazie alla fantasia, che in qualche modo sposa il tuo vissuto per dar vita a qualcosa di diverso.

  • Il tuo rapporto con Dio?

Sono cattolico per tradizione. Non sono un grande estimatore della religione però non nego la possibilità che possa esistere altro all’infuori di noi.

  • Quale personaggio disdegni maggiormente tra i colpevoli delle indagini e perché?

Anziché disdegnare o puntare il dito contro qualcuno ho provato nel mio piccolo ad indagare vari aspetti legati all’animo umano. Si può notare, all’interno del libro, come in realtà i vari personaggi siano tutte vittime di un mondo brutale e ingiusto, è il modo in cui reagiscono a fare la differenza. C’è chi si vendica, chi uccide barbaramente, chi si ribella, e chi scrive semplicemente a Dio…

  • Possiamo sperare in uno sviluppo di queste lettera?

Non penso che Dio abbia il tempo di rispondere, ma se così fosse sarei lieto di intervistarlo.

 

Ringraziamo Donato Prencipe per la disponibilità e ancora complimenti per il tuo romanzo di cui aspettiamo un seguito.

Grazie a voi. Su un seguito con il commissario Santi, vedremo…

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