Intervista a Caterina Boccardi – Verità nascoste – Dialoghi edizioni

Intervista a Caterina Boccardi – Verità nascoste – Dialoghi edizioni

Abbiamo da poco recensito il romanzo di Caterina Boccardi: Verità nascoste – Dialoghi edizioni e abbiamo la possibilità di scambiare con le quattro chiacchiere.

 

D: Buongiorno Caterina benvenuta sulle pagine de I gufi narranti, possiamo darci del tu?

R: Buongiorno a voi e grazie per aver recensito il mio romanzo. Si certo diamoci del tu!

 

D: Parliamo un po’ di te. Quando ti sei scoperta scrittrice?

R: Scrittrice è una parola grande in realtà ho scritto solo quattro libri. Sin da quando ero piccola adoravo scrivere sul mio diario segreto. Ogni settimana scrivevo una lettera ai miei genitori, una a mia zia e una a me in terza persona tutte con tanto di francobollo tanto che mio padre mi invitò a mettere sotto la porta quella indirizzata a loro e a me stessa così da risparmiare sui francobolli! Ma il timbro postale, il francobollo era tutt’altra cosa davano un senso diverso ad una comunicazione fatta di immaginazione di lontananza e vicinanza allo stesso tempo! E poi il postino che viene e ti porta notizie nuove … e io sognavo!

 

D: Parliamo del tuo libro “Realtà nascoste”. La storia è in qualche modo autobiografica?

R: In parte sì; da ragazza sono stata perseguitata per circa un anno da un individuo che ahimè non sono mai riuscita a smascherare e che non ho più sentito nel momento in cui cambiai numero di telefono rendendolo privato! È stato un incubo perché vivevo la mia vita come appesa ad un filo sempre in ansia ma non ho mai permesso a questo individuo di condizionarmela al punto da non vivere più! Anzi l’amore dei miei genitori e dei miei amici mi facevano sentire ancorata e al sicuro! Purtroppo la violenza non è solo fisica ma anche psicologica e oggi è molto presente soprattutto nelle donne … Non si ha solo paura del COVID ma delle persone che ci sono vicine!

 

D: Perché hai scelto di scrivere il tuo romanzo in modo così “veloce” visto il numero di pagine?

R: Veloce perché ho voluto dare importanza alla realtà spesso nascosta e soprattutto che non ci può essere amore senza conversazione e non volevo dilungarmi su fatti che tutti bene o male conoscono … come quando leggiamo una sola frase ma che resta colpita nella nostra mente!

 

D: A tutt’oggi, hai in cantiere un altro progetto?  Ci puoi anticipare qualcosa?

R: In realtà insieme a questo libro ho scritto un saggio già pubblicato con Albatros “Roma Città chiusa” che parla della pandemia e in questo secondo lockdown ho scritto un breve racconto su amori possibili/impossibili con un essere in PVC perché farlo con un essere umano è molto più complicato! Al momento mi concentro sul presentare le mie opere visto che causa COVID non mi è stato possibile farlo! E poi tornerò a scrivere ancora non so su cosa o meglio aspetto di essere ispirata! Ho progetti però come attrice sia tv che teatro per fine febbraio.

 

D: Qual è il genere letterario che preferisci? E qual è il tuo scrittore preferito?

R: I gusti cambiano molto ad oggi adoro Bukowski lo trovo così vero definito “realismo sporco”  negli Stati Uniti intorno agli anni ’70, mi ha affascinato per aver  vissuto  un’esistenza  fuori dagli schemi convenzionali ovvero negli ambienti più sordidi e malfamati degli Stati Uniti. Il mio preferito resta Proust con la sua  potenza espressiva, una  scrittura originale,  minuziosa dove  descrive  emozioni, sentimenti  legati al ricordo e all’essere umano a quei sentimenti più nascosti! Lo trovo geniale e sempre attuale. E poi io dico sempre che alla fine l’amore è l’unico gioco che non si vince mai ma che fa girare il mondo e lui ne è un esempio!

 

 

Grazie a Caterina Boccardi per la disponibilità, arrivederci a presto sulle pagine de I gufi narranti

 

 

 

 

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