Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi

Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi

dal 16/06/2020 – 10/01/2021 ai Musei Capitolini Piazza del Campidoglio 1 – 00186 Roma

In mostra il famoso Ragazzo morso da un ramarro del Caravaggio e oltre quaranta dipinti degli artisti che nel secolo XVII hanno subito in varia misura l’influsso dalla sua rivoluzione figurativa. Prorogata fino al 10 gennaio 2021

nelle sale espositive di Palazzo
Caffarelli la mostra curata da Maria Cristina Bandera “Il tempo di Caravaggio.
Capolavori della collezione di Roberto Longhi”. La pittura di Michelangelo
Merisi, detto il Caravaggio, e della sua cerchia rappresenta infatti la centralità
delle ricerche di Roberto Longhi, una delle personalità più affascinanti della
storia dell’arte del XX secolo,di cui ricorre nel 2020 il cinquantenario della
scomparsa.

 

 

Inizialmente programmata a partire dal 12 marzo 2020 e sospesa per le misure
di contenimento del Covid-19, la mostra apre al pubblico nel rispetto delle linee
guida formulate dal Comitato Tecnico Scientifico per contenere la diffusione
del Covid-19 consentendo, al contempo, lo svolgimento di una normale visita
museale, come indicato nella scheda informativa della mostra. L’ingresso
prevede la prenotazione obbligatoria con il preacquisto del biglietto sul sito
www.museiincomuneroma.it ed è gratuito per i possessori della MIC card,
previa prenotazione obbligatoria e gratuita allo 060608.
L’esposizione, allestita fino al 13 settembre 2020, è promossa da Roma
Capitale, Assessorato alla Crescita culturale- Sovrintendenza Capitolina
ai Beni Culturali e dalla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto
Longhi. È curata da Maria Cristina Bandera, Direttore scientifico della
Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, organizzata da Civita
Mostre e Musei e Zètema Progetto Cultura, mentre il catalogo è di Marsilio
Editori.


Lo storico dell’arte Roberto Longhi si dedicò allo studio del Caravaggio,
all’epoca uno dei pittori “meno conosciuti dell’arte italiana”, già a partire dalla
tesi di laurea, discussa con Pietro Toesca, all’Università di Torino nel 1911.
Una scelta pionieristica, che tuttavia dimostra come il giovane Longhi seppe
da subito riconoscere la portata rivoluzionaria della pittura del Merisi, così da
intenderlo come il primo pittore dell’età moderna.

In mostra è esposto uno dei capolavori di Caravaggio, acquistato da
Roberto Longhi alla fine degli anni Venti: il Ragazzo morso da un ramarro.
L’opera, che risale all’inizio del soggiorno romano di Caravaggio e databile
intorno al 1596-1597, colpisce innanzitutto per la resa del brusco scatto dovuto
al dolore fisico e alla sorpresa, che si esprimono nella contrazione dei muscoli
facciali del ragazzo e nella contorsione della sua spalla. Ma anche per la
“diligenza” con cui il pittore ha reso il brano della natura morta con la caraffa
trasparente e i fiori, come sottolineò Giovanni Baglione già nel 1642.
Nella sala introduttiva, dedicata alla figura di Roberto Longhi e alla Fondazione
da lui istituita, è esposto un disegno a carboncino della sola figura del ragazzo,
tratto dallo stesso Roberto Longhi, che vi appose la propria firma e la data
1930. Si tratta di un d’après, dal foglio a grandezza quasi naturale, che non
solo dimostra l’abilità di disegnatore dello storico dell’arte, ma che soprattutto
ne attesta la perfetta comprensione dell’organizzazione luminosa del dipinto
che aveva davanti agli occhi.


In seguito, al Caravaggio e ai cosiddetti “caravaggeschi” lo storico dell’arte
dedicò un’intera vita di studi, dal primo saggio del 1913 alla monografia
Caravaggio del 1952, anticipata l’anno precedente dalla Mostra del Caravaggio
e dei Caravaggeschi, allestita a Milano in Palazzo Reale, che riscosse un
immediato successo di pubblico, contribuendo alla successiva e immensa
fortuna dell’artista.
Longhi è stato non solo il più importante storico dell’arte italiano del suo secolo,
ma anche un grande collezionista. Nella sua dimora fiorentina, la villa Il Tasso,
oggi sede della Fondazione che gli è intitolata, ha raccolto un numero notevole
di opere dei maestri di tutte le epoche, per lui occasione di ricerca e di studio.
Tra queste, il nucleo più rilevante e significativo è senza dubbio quello che
comprende le opere del Caravaggio e dei suoi seguaci.
La mostra si apre con queste suggestive parole, scritte da Roberto Longhi nel
1951: “Dopo il Caravaggio, i “caravaggeschi”. Quasi tutti a Roma, anch’essi, e
da Roma presto diramatisi in tutta Europa. La “cerchia” si potrà dire, meglio
che la scuola; dato che il Caravaggio suggerì un atteggiamento, provocò un
consenso in altri spiriti liberi, non definì una poetica di regola fissa; e insomma,
come non aveva avuto maestri, non ebbe scolari.”
Quattro tavolette di Lorenzo Lotto e due dipinti di Battista del Moro e
Bartolomeo Passarotti aprono il percorso espositivo con l’intento di
rappresentare il clima artistico del manierismo lombardo e veneto in cui si è
formato Caravaggio.
Oltre al Ragazzo morso da un ramarro è in mostra Il Ragazzo che monda un
frutto, una copia antica da Caravaggio, che Longhi riteneva una “reliquia”,
tanto da esporla all’epocale rassegna di Palazzo Reale a Milano nel 1951.
A seguire sono esposti oltre quaranta dipinti degli artisti che per tutto il secolo
XVII sono stati influenzati dalla sua rivoluzione figurativa.
Tra questi è possibile ammirare tre tele di Carlo Saraceni; l’Allegoria della
Vanità, una delle opere più significative di Angelo Caroselli; l’Angelo
annunciante di Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo; la Maria Maddalena
penitente di Domenico Fetti; la splendida Incoronazione di spine di Pier
Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone.
Tra i grandi capolavori del primo caravaggismo spiccano inoltre cinque tele
raffiguranti Apostoli del giovane Jusepe de Ribera e la Deposizione di Cristo
di Battistello Caracciolo, tra i primi seguaci napoletani del Caravaggio. La
Negazione di Pietro è poi il grande capolavoro di Valentin de Boulogne,
recentemente esposto al Metropolitan Museum of Art di New York e al Museo
del Louvre di Parigi, la cui ambientazione è un preciso riferimento alla famosa
Vocazione di San Matteo di Caravaggio, nella chiesa romana di San Luigi dei
Francesi. Con opere di rilievo sono presenti anche artisti fiamminghi e olandesi
come Gerrit van Honthorst, Dirck van Baburen e soprattutto Matthias
Stom.
Notevoli anche le opere di due pittori di incerta identità, noti come Maestro
dell’Emmaus di Pau e Maestro dell’Annuncio ai pastori, oltre a due piccoli
ma significativi paesaggi di Viviano Codazzi e Filippo Napoletano.
Tra gli altri grandi artisti si segnalano i genovesi Bernardo Strozzi, Giovanni
Andrea De Ferrari e Gioacchino Assereto. E ancora: Andrea Vaccaro,
Giovanni Antonio Molineri, Giuseppe Caletti, Carlo Ceresa, Pietro
Vecchia, Francesco Cairo e Monsù Bernardo.
A una stagione più avanzata sono riferibili due capolavori di Mattia Preti –
l’artista che più di ogni altro contribuì a mantenere fino alla fine del Seicento la
vitalità della tradizione caravaggesca – e due bellissime tele di Giacinto
Brandi con le quali si conclude il percorso espositivo.
La mostra è accompagnata da un catalogo realizzato da Marsilio Editori che
presenta le opere del Caravaggio e dei suoi seguaci nella Collezione Longhi,
corredate da una scheda e da una breve biografia degli artisti.

Orario

Tutti i giorni 9.30-19.30
24 e 31 Dicembre 9.30-14.00
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Giorni di chiusura
1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre

Tariffe:

biglietto “integrato” mostre Il tempo di CaravaggioLOCKDOWN ITALIA visto dalla Stampa Estera +  Musei Capitolini (ACQUISTA ONLINE)
Intero € 15,00
Ridotto € 13,00
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza):
Intero € 14,00
Ridotto € 12,00

 

www.museicapitolini.org/it/cartella-stampa/il-tempo-di-caravaggio-capolavori-della-collezione-di-roberto-longhi

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