Il cimitero delle fontanelle a Napoli. Approfondimento di Sandra Pauletto

24Il cimitero delle fontanelle

Siamo nel centro storico di Napoli, nel rione Sanità. Qui sorge un ex cava di tufo chiamata “Cimitero delle fontanelle” attualmente un ossario.

Fontanelle

Sappiamo che la tradizione mortuaria voleva che i defunti trovassero sepoltura negli spazi adiacenti alle chiese, ma questa abitudine poteva funzionare fino a quando aventi esterni non facevano aumentare in modo eccessivo il numero dei morti giornalieri da seppellire. Quando questo avveniva in prima battuta si toglievano i defunti sepolti da molto tempo per lasciar spazio ai nuovi corpi, spostando i resti mortali dissepolti all’ interno di cave, come nel nostro caso, o in fosse comuni. Si racconta che durante un’alluvione che colpì la città di Napoli, dalla cava delle fontanelle iniziarono ad uscire i corpi dei cadaveri trascinati dall’acqua che aveva invaso la cava. I cittadini devoti e superstiziosi, temendo di venir colpiti da qualche maledizione dei defunti ai quali così poco rispetto era stato dato ai loro resti, non uscivano di casa. Per risolvere la situazione venne comandato che delle figure dette popolarmente “Salmatari” recuperassero i cadaveri sparsi e li riportassero alla cava. A lavoro terminato, per evitare che un’ altra alluvione potesse provocare lo stesso incidente, fu costruito un muro a chiusura della cava che così rimase fino a quando non si rese necessario il suo utilizzo in seguito all’epidemia di peste che colpì la città nel 1656 dove all’interno della cava trovarono posto oltre 250.000 corpi.

Poco più di cent’anni dopo, più precisamente nel 1764 in seguito ad una grave carestia l’allora Comitato di pubblica sanità ricorse ancora alle fontanelle per dar luogo di eterno riposo alle popolazioni povere vittime di stenti, e ancora nel 1837 a causa del colera si fu costretti a utilizzare ancora le fontanelle.

La cava in seguito venne abbandonata divenendo una sorta di fossa comune dove i corpi ormai divenuti ossa giacevano mescolati e dimenticati da tutti.

Don Gaetano Barbati

 

 

 

 

Bisogna ringraziare Don Gaetano Barbati (Napoli 9/8/1804 – 5/12/1882) personalità di spicco della Curia Arcivescovile napoletana che nel 1872 assieme a dei cittadini volontari e con l’appoggio del Vescovo Sforza, sistemò le ossa nella cava delle fontanelle trasformandola nell’ ossario che ancor oggi conosciamo.

 

 

 

Filippo Carafa

La catasta formatasi nel tempo era costituita da resti anonimi, ma ora nell’ossario ci sono anche due scheletri di cui si conoscono le generalità in quanto portati lì in un momento successivo sono: Filippo Carafa Conte di Cerreto dei Duchi di Maddaloni che morì il 17 luglio 1797 e Donna Margherita Azzoni in Petrucci morta il 5/10/1795.

 

I loro scheletri a differenza degli altri sono interi e protetti da dei vetri.

Donna Margherita Azzoni

Il cimitero delle fontanelle ha diverse curiosità al suo attivo.

Una era quella di pregare per le anime “pezzentelle” ossia del Purgatorio, e fin qui è pratica diffusa tra i credenti di ogni dove, ma alle fontanelle non ci si limitava a pregare. Era infatti possibile adottare un teschio, ossia prenderlo in casa e sistemarlo su di un altarino eretto in suo onore trattandolo come una sacra reliquia, circondato da candele e rosari. La famiglia che teneva un teschio chiamato in dialetto “Cappuzzella” in casa si impegnava a pregare per la sua anima affinché potesse uscire dal Purgatorio dove stanziava per non aver ricevuto degna sepoltura e una volta giunto al Paradiso intercedere con i santi affinché il devoto che aveva pregato per lui ricevesse qualche segno di riconoscenza.

Il tempo in cui questo scambio doveva avvenire era a discrezione del pregante che nel caso avesse ricevuto il famoso “Segno” poteva dare degna sepoltura alla “Cappuzzella” eleggendolo protettore della casa.

Se viceversa il miracolo o il “Segno” non arrivava, il pregante si liberava del teschio riportandolo alla cava e ne prendeva un altro.

Questa pratica delle adozioni fu vietata dal Cardinal Ursi che per impedirla fece chiudere le fontanelle nel 1969 fino alla sua riapertura nel 2010.

Nel tempo sono sorte molte leggende attorno ad alcuni teschi deposti all’ interno delle fontanelle. Le più famose sono tre.

Il teschio del Monaco, detto anche La testa di Pasquale era venerata dai napoletani perché si diceva che la cappuzzella dava i numeri giusti del Lotto a coloro che si prendevano cura di lui.

 

Il teschio di Donna Concetta, detta anche ‘a capa che suda. Il nome gli è stato dato dalla tradizione popolare in quanto per la conformità e composizione delle sue ossa rimaneva sempre lucida mentre quelle attorno si coprivano di polvere. La tradizione vuole che si possa chiedere una grazia a Donna Concetta e passagli la mano sul cranio, se la mano risultasse poi bagnata significa che il desiderio si sarebbe avverato senza bisogno di pregare ulteriormente la sua anima.

Teschio Donna Concetta

E infine la storia più interessante simile ad una fiaba gotica il Teschio del Capitano.

Si racconta che un futuro sposo ingelosito delle attenzioni che la futura moglie dava alla cappuzzella del Capitano si recò con lei nell’ossario e sperando di far colpo sulla donna conficcò il bastone che aveva con sé nell’occhio del teschio invitandolo a presentarsi nel giorno delle nozze al loro matrimonio. Il fatidico giorno, in chiesa, si presentò un uomo guercio vestito da carabiniere che rimase immobile e in silenzio appoggiato alla porta durante tutta la funzione. Quando il novello sposo si avvicinò per chiedergli chi fosse visto che non lo conosceva e non poteva averlo invitato, l’uomo sempre in silenzio aprì la giacca mostrando lo scheletro e non un corpo come ci si sarebbe aspettato. I due sposi per lo spavento morirono sul colpo. Si dice che i loro corpi siano ancora presenti nella prima stanza del cimitero delle fontanelle sotto la statua di Gaetano Barbati.

Per gli amanti delle serie tv segnaliamo che il cimitero è una delle location scelte per girare l’ultima puntata della serie “Sense 8” prodotta da Nexflit.

Un motivo in più quindi per visitarlo tutti i giorni dalle 10 alle 17

Nel filmato seguente potrete vedere diverse immagni del cimitero delle Fontanelle. Immagini e video sono stati forniti da Gianluca Di Carluccio che si è recato sul posto per noi e che  rigraziamo!

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