I Vitelloni – Cinque giovani di poche ambizioni nel provincialismo anni ’50.

I Vitelloni

Anno: 1953

Paese di produzione: Italia, Francia

Genere: drammatico, commedia

Regia: Federico Fellini

Produttore: Lorenzo Pegoraro, Luigi Giacosi, Danilo Fallani, Ugo Benvenuti

Cast: Alberto Sordi, Franco Interlenghi, Franco Fabrizi, Leopoldo Trieste, Riccardo Fellini, Leonora Ruffo, Jean Brochard, Claude Farell, Carlo Romano, Enrico Viarisio, Paola Borboni, Lìda Baarovà, Arlette Sauvage, Vira Silenti, Maja Nipora, Achille Majeroni, Silvio Bagolini, Giovanna Galli, Guido Martufi, Milvia Chianelli, Lilla Landi

In quella che si presume sia la riviera romagnola ci sono cinque ragazzotti con le loro storie: Leopoldo, Fausto, Moraldo, Alberto e Riccardo. Tutto comincia quando, durante la premiazione di Miss Sirena 1953, Fausto, il Don Giovanni del gruppo, si innamora proprio della vincitrice, Sandra. A causa della rapidità con la quale Sandra rimane incinta, Fausto viene obbligato dal padre a sposarla. Tornati dal viaggio di nozze lui trova lavoro da un venditore di cimeli sacri e il matrimonio con Sandra sembra proseguire felicemente. Fausto però non perde il vizio di sciupafemmine, difetto che gli costerà il lavoro e una ramanzina da ricordare da parte di suo padre. Nel frattempo Alberto butta i soldi nelle corse dei cavalli estorcendo i soldi alla sorella. Leopoldo, che ama scrivere commedie, finalmente intravede una possibilità quando il famoso attore teatrale Sergio Natali, giunto in città con la sua compagnia, apprezza le sue opere. Riccardo e Moraldo, rispettivamente quello più anonimo e quello più maturo, osservano le vicende dei compagni.

Fellini inquadra la realtà provinciale dell’epoca attraverso cinque personaggi giovani, precari, spensierati e senza ambizioni. In una parola “vitelloni”! Non impressionò così tanto quando uscì, ma col tempo diventò uno dei lavori più importanti del regista.

Da sinistra: Alberto (Alberto Sordi), Moraldo (Franco Interlenghi), Leopoldo (Leopoldo Trieste) e Riccardo (Riccardo Fellini).

Del film in questione conquista quasi tutto, dalla nostalgica e concitata sequenza iniziale di Miss Sirena 1953, all’istantanea del gruppetto che scruta l’orizzonte in riva al mare. I Vitelloni è il ritratto di una gioventù vuota e abbandonata dal suo Paese, dipinto flebile che culla nella sua nullafacenza, ma arriva a stordire con i suoi divertimenti; proprio come nella scena del carnevale, che comincia come festa partecipata e animatissima ma si conclude come ode alla perdizione, in cui i suoni degli strumenti a fiato accompagnano le ebrezza dei pochi rimasti.

Sono queste le fasi cruciali che ci mostrano il talento di Federico Fellini, che comunque compie anche il miracolo di tirare fuori una interessante storia ironica e agrodolce da un humus narrativo poverissimo. Ruota quasi tutto intorno alla personalità tormentata di Fausto, il donnaiolo, ma sicuramente emerge l’ottima performance di Alberto Sordi nei panni appunto di Alberto, il più scalmanato e immaturo. Fellini, oltre al saggio di cinema realista, ci lascia anche una dedica al mondo teatrale che omaggia con una sequenza piena di fosco romanticismo.

Zanini Marco

 

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