Hellcrash – Krvcifix Invertör – In guerra contro Cristo.

Hellcrash – Krvcifix Invertör

Anno: 2021

Paese di provenienza: Italia

Genere: speed metal

Membri: Skullcrusher – basso; Hellraiser – voce e chitarra; Nightkiller – batteria

Casa discografica: Red Wine Rites Records

1. War Against Christ (Satan Or Die)

2. Krvcifix Invertör

3. Evil Executioner

4. Hordes Of Satan

5. Into The Necropolis

6. Satanic Heresy

7. Raped By Satan

8. Alcoholic Brigade

9. Mephistopheles

Mi sono ri saltati fuori così, all’improvviso, con questa copertina che non pensavo fosse ancora legale nel 2021. A parte gli scherzi, lo vedete bene, ha un sapore così vintage da mettere in imbarazzo gli Slayer (ogni riferimento a Show No Mercy non è per niente casuale). Hellcrash che avevo scovato nel 2015 acquistando un CD split in cui i suddetti si dividevano lo spazio con i fiorentini Forces (e ricordo bene che in quell’occasione la prova di questi ultimi mi entusiasmò molto di più). Morale della favola: i Forces sono spariti, gli Hellcrash sono andati avanti con qualche cambio di formazione che ne ha sancito un netto miglioramento.

Alla fiera della riesumazione (perché fondamentalmente è di questo che stiamo parlando) gli Hellcrash partecipano in grande stile, con fedeltà e aderenza totali al canone del più sporco e blasfemo speed metal ottantiano (roba da far impallidire gruppi più trash che thrash come i Cranium). Sbagliato pensare comunque che gli Hellcrash facciano del manierismo spicciolo una ragione di vita. Da War Against Christ (Satan Or Die), passando per Krvcifix Invertör e arrivando a Evil Executioner la qualità c’è tutta, nonostante la goliardica follia espressa dai testi. Dai tempi del revival d’altronde la nostra penisola ha potuto godere di ottimi interpreti come Baphomet’s Blood, Noia, Bunker 66, Barbarian, Last Rebels o Madcaps, che si sono rivelati evidentemente maestri per questa nuova promettente entità di Santa Margherita Ligure.

Entrando bene nel merito, aprire bene le orecchie sugli scatenati e caldi riff rock’n roll di Hordes Of Satan, un vero e proprio tributo ai Venom, ma re interpretato con un gusto che molti gruppi anche più blasonati si sognano. Per non parlare dei corposi fraseggi solisti di Satanic Heresy che fanno da contraltare ad un testo che brucia di blasfemia o della magica cavalcata di Raped By Satan, brano scandito da riff velenosi e urgenti e da un tappeto ritmico che non abbandona mai l’ascoltatore con la sua imprevista coda ricca di chitarre caustiche e corrosive. Ai nostri si può perdonare anche una parentesi oltre modo cazzara come Alcoholic Brigade, canzone che finisce per aderire prevedibilmente al classico canovaccio fatto di satanismo, alcolismo e delinquenza. Ciò che conta qui è il gran finale di Mephistopheles, in cui atmosfere lugubri ben si distendono per sette minuti e venti secondi che si abbandonano alle orecchie dell’ascoltatore che viene trasportato in un inferno fatto di magia nera e occultismo.

Un debutto su lunga distanza come non si sentivano già da un po’ per i liguri Hellcrash che con Krvcifix Invertör battono un sonoro colpo insanguinato e cruento dritto al cuore di Cristo. Il metal blasfemo non è ancora morto.

Voto: 8

Marco Zanini

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