Franco Battiato – La Voce Del Padrone – L’album pop più riuscito di Battiato.

Franco Battiato – La Voce Del Padrone

Anno: 1981

Paese di provenienza: Italia

Genere: pop, new wave

Membri: Franco Battiato – voce; Alberto Radius – chitarra; Filippo Destrieri – tastiera; Paolo Donnarumma – basso; Alfredo Golino – batteria; Claudio Pascoli – sax; Donato Scolese – vibrafono; i Madrigalisti di Milano – cori

Casa discografica: EMI

  1. Summer On A Solitary Beach
  2. Bandiera Bianca
  3. Gli Uccelli
  4. Cuccurucucu
  5. Segnali Di Vita
  6. Centro Di Gravità Permanente
  7. Sentimento Nuevo

Ormai insidiate le sonorità più pop al passo coi tempi, Battiato realizza con La Voce Del Padrone il capitolo più commerciale ma allo stesso tempo riuscito della sua carriera. Il disco ha segnato non solo un punto d’arrivo per il cantautore ma anche un traguardo per la musica italiana. Summer On A Solitary Beach è la perfetta fotografia del momento di Battiato. Ascoltandola oggi si potrebbe definire uno dei primi vagiti hipster con quei suoni così rilassati e sofisticati allo stesso tempo. A parte una presunta paternità del genere, una canzone gradevolissima, fatta di note di tastiera e basso delicate che creano un’atmosfera solare e conciliante. Un pop accattivante quanto poetico.

E’ solo l’inizio di una scaletta composta da brani diventati quasi tutti celebri. Uno di questi è sicuramente Bandiera Bianca. Già ne L’Era Del Cinghiale Bianco Battiato aveva sfoggiato una vena critica che in questa canzone riprende attaccando il terrorismo, la politica e la sete di denaro. In questo pop delizioso il cantante cita anche gli eroi musicali degli anni ’70, tra cui The Doors, Bob Dylan e Alan Sorrenti, mentre svaluta Beethoven, Sinatra e Vivaldi in passaggi del testo spassosi diventati storici. Ne Gli Uccelli, pur mantenendo un approccio leggero, sempre con grande vena poetica viene esaltato il volo. L’approccio molto maturo e autoriale denota un tipo di sensibilità quasi inedito. Oggi sicuramente potrebbe essere considerata una canzone datata ma per chi sa capire rimane bellissima. Cuccurucucu è un altro melting pot di sensazioni e rimandi alla cultura pop che vanno da Mina ai Beatles e dai Rolling Stones a Bob Dylan. Il titolo stesso cita una canzone del cantautore messicano Tomás Méndez.

Le atmosfere cosmiche di Segnali Di Vita, parte del disco passata inosservata ma sempre degna di nota, traghettano l’ascoltatore verso un’altra famosissima canzone di Battiato, Centro di Gravità Permanente. Bella e ballabile, mette in risalto uno stato d’instabilità emotiva da cui l’autore spera di allontanarsi trovando dentro di sé un luogo di pace. Le figure da lui enunciate sono quelle che immagina di incontrare in questo spazio irreale del suo inconscio in cui vorrebbe vivere da solo osservatore. Sentimento Nuevo non può che chiudere tutto rimarcando una poetica e una passione che qui vanno a diretto servizio del sesso, decantato con toni intellettuali e raffinati. La Voce Del Padrone, un disco ormai di un’altra epoca, ma in cui sono evidenti i tratti inconfondibili di qualcosa che è pervenuto negli anni ad altri musicisti capaci di apprenderne e rielaborarne le dinamiche. Da qui la sua importanza innegabile.

Voto: 10

Zanini Marco

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