Famiglia EcoBio ep. 2 – Rispetta la natura, pulisci il territorio, mangia la verdura!

Famiglia EcoBio episodio 2 – Rispetta la natura, pulisci il territorio, mangia la verdura!

 

 

La prima cosa che fece Teo appena aprì gli occhi fu di guardare fuori dalla finestra.

Nuvola era già in giardino a rincorrere le farfalle, il cielo era limpido e il sole scaldava l’aria.  “Evviva” disse Teo vestendosi in gran velocità.

In cucina mamma Susy aveva già preparato la colazione con lo yogurt e i frutti di stagione.

“Buongiorno mamma, buongiorno papà” disse Teo: “Allora oggi si va vero? Posso venire anch’io vero? E Nuvola viene con noi vero?”.

Suo padre sorrise, “Eh quanta energia di prima mattina! Quante domande! Sì certo parteciperemo tutti alla giornata: Rispetta la natura, pulisci il territorio,  anche Nuvola verrà con noi”.

A Teo brillarono gli occhi per l’emozione, era fiero di partecipare ad una simile attività, aiutare i grandi a tener pulito il boschetto del paese era una cosa che lo riempiva di orgoglio, già pregustava la gara culinaria dove partecipava anche la nonna con i suoi buonissimi sformati.

“Speriamo vinca la nonna” disse Teo finendo di far colazione, sua mamma sorrise ma con un leggero disappunto “Speriamo che vinca il migliore” gli disse.

Finita di far colazione, Teo prese il guinzaglio di Nuvola, sistemò nello zainetto i guanti e i sacchi per la spazzatura differenziata che avrebbe raccolto nella mattinata. Purtroppo di gente incivile ne esiste ancora tanta e già sapeva che i camion  chiamati per ritirare il materiale riciclabile  sarebbero andati via pieni di roba. Mentre Teo in giardino chiamava Nuvola per portarla con loro, anche mamma e papà erano pronti. Tutti e tre montarono in sella delle loro bici  pedalando allegramente mentre le orecchie del cane, sistemato nel cestino di Teo,  svolazzavano come farfalle nel vento.

 

Appena giunti all’entrata del boschetto dove sarebbe avvenuta la pulizia si recarono  dall’organizzatore per chiedere a quale zona erano stati affidati. Teo e Nuvola e gli altri bambini presenti dovevano raccogliere le lattine e immondizia di piccole dimensioni, stando ben attenti a separare gli elementi riciclabili: vetro, plastica, carta, alluminio (cioè le lattine) da eventuali altri tipi di “sudiciume”. Gli adulti avevano il compito di occuparsi di una zona un po’ più interna che era stata usata da cittadini maleducati come vera e propria discarica abusiva dove si trovavano rifiuti ingombranti: vecchia mobilia, elettrodomestici rotti ed arrugginiti, abbandonati lì senza alcun rispetto per la natura.

Teo fece subito amicizia con gli altri bambini, correva felice di qua e di là raccogliendo lattine, cartacce e separandole con attenzione.

Per quanto fosse triste vedere quante  persone avessero buttato immondizie nel verde, i bambini si divertivano sapendo di compiere una buona azione per tutta la comunità, vivevano la raccolta come una caccia al tesoro.

Nuvola correva libera con altri cani, quando fiutava qualcosa che le sembrava utile alla raccolta del suo padroncino, abbaiava e scodinzolava allegramente.

Gli adulti  avevano il loro gran da fare per trasportare e trascinare quegli scheletri di frigoriferi arrugginiti e pneumatici abbandonati e alla fine della mattinata erano tutti stanchissimi ma soddisfatti come gli organizzatori mentre i camion della raccolta differenziata chiamati sul posto, se ne andavano con i sacchi pieni di roba, e un altro grande camion portava via il lavoro svolto dai genitori.

Una volta partiti i camion tutti coloro che nella mattinata avevano fatto gli ecospazzini, rimontarono sulle bici per raggiungere “La festa della verdura” dove si teneva la gara culinaria alla quale partecipava anche la nonna di Teo.

C’erano molti tavoli disposti su due lunghe file dove i nonni avevano sistemato i loro cibi biologici, alla fine della fila c’era un tavolo con i giudici e nel mezzo un tavolo dove si sistemavano i cittadini per poter anche loro assaggiare quei manicaretti (come giuria popolare).

Teo era seduto con i genitori al suo tavolo mentre gli addetti consegnavano le porzioni.

Ce n’era per tutti i gusti: sformato ai funghi, pasta integrale con il pesto, germogli di soya, risotto agli asparagi, insalata mista con aceto balsamico, per non parlare dei dolci fagottini alle mele, crostate di marmellata fatta in casa, cestini con tutta la frutta.

Teo appena servito si mise a mangiare quelle prelibatezze, andava matto per la verdura, gli piaceva molto ed era anche abbastanza bravo a raccoglierla quando cresceva nell’orto biologico che aveva papà.

Il bambino mangiava di gusto, guardandosi attorno attirato da tutti quei colori e dal vociare dell’altra gente, che come lui mangiava cercando di valutare quale fosse il più buono.

Ogni portata aveva un numero che corrispondeva all’autore del piatto, lui avrebbe voluto sapere che numero corrispondeva alla pietanza della nonna, ma suo padre glielo tenne nascosto, in modo da non influenzarlo nel giudizio. Quando sarebbero finite tutte le porzioni, ciascuno doveva mettere in un sacchetto apposito il numero della pietanza preferita, chi riceveva il numero maggiore di voti,  che sarebbero stati contati dai giudici presenti, vinceva la gara.

Teo era molto attento ad assaporare pomodori biologici e cetriolo con aceto di mele, quando posò lo sguardo su un tavolo più in fondo, dove c’era un ragazzino della sua stessa età con cui aveva fatto amicizia durante la raccolta dei rifiuti.

Teo stava per mettere in bocca l’ennesima forchettata quando si accorse che il suo amico non aveva ancora toccato cibo e stava piangendo. Preoccupato chiese il permesso alla mamma per poter andare da lui per vedere che cosa fosse successo, ovviamente la madre acconsentì.

Quando il bambino, che si chiamava Gianni, vide arrivare Teo si asciugò gli occhi con il braccio e parve sollevato.

“Che succede?” chiese Teo appena arrivato lì.

verdura

“Non mi piacciono queste schifezze, non le voglio mangiare” rispose il bambino piagnucolando.

Teo rimase senza parole e chiese: “Ma cosa non ti piace in particolare?”. Lui ad esempio non andava matto per il cavolfiore e se poteva ogni tanto lo rifiutava sostituendolo con qualche altra verdura, anche se a dire il vero il più delle volte gli toccava mangiarlo.

“Tutto” rispose Gianni “la verdura a me non piace, non la mangio, mi fa schifo, ma qui non c’è neanche un hamburger, delle patatine fritte, dei sandwich e io sto morendo di fame”.

Teo non credeva alle sue orecchie.

“Ma se hai fame mangia! Guarda che son buonissime queste verdure”. Il suo amico iniziò a piangere ancora di più “Ma allora neanche tu mi capisci!! Le verdure non mi piacciono son cattive” Teo allora chiese: “Ma le hai assaggiate proprio tutte e davvero neanche una ti piace?”

Gianni lo guardò meravigliato: “Assaggiarle?? Ma io non le ho mai assaggiate! Son cattive come potrei mai assaggiarle?”.

Teo iniziava a non capirci più nulla il suo amico aveva fame e non mangiava, diceva che le verdure gli facevano schifo senza in realtà averle mai mangiate, non sapeva proprio come aiutare Gianni, ma poi gli venne un’idea. “Non muoverti di qui” e corse via fra i tavoli. Tornò dopo qualche minuto in compagnia della nonna che nel tragitto era stata informata di tutto. La signora si sedette vicino a Gianni ancora in lacrime e gli disse “Visto che non mi sembra di disturbare il tuo pranzo ti posso raccontare una storia?

Il bambino si asciugò le lacrime e si soffiò rumorosamente il naso, Teo si sedette vicino a lui ed entrambi ascoltarono la fiaba della nonna.

Micky e Dennis erano due amici inseparabili, stavano sempre assieme andavano a scuola assieme, erano compagni di banco, giocavano nella squadra di pallacanestro, erano addirittura nati lo stesso giorno! Le loro mamme infatti erano diventate amiche proprio mentre aspettavano di darli alla luce, ed erano da poco anche vicini di casa.

Ma pur essendo uguali in tutte queste cose Dennis ammirava il suo amico perché a lui tutte le cose riuscivano meglio.

Micky era in assoluto il più veloce nella corsa, nonostante Dennis e i suoi compagni di squadra magari si allenassero più di lui.

Micky era anche il più bravo a scuola, era sempre preparato e ad ogni interrogazione prendeva sempre il voto migliore di tutti e Tennis sapeva che l’amico non passava di certo più tempo di lui sui libri. Micky aveva una vista di falco, era il primo a vedere l’autobus in lontananza, il primo a scorgere l’arcobaleno dopo la pioggia, il primo a vedere le formiche uscire dalla loro tane.

Ma pur essendo uguali in tutte queste cose Dennis ammirava il suo amico perché a lui tutte le cose riuscivano meglio.

Eppure nonostante avesse tutte queste qualità stava anche molto simpatico a tutti, magari l’idea di un bambino che vince sempre ed è anche il più bravo a scuola potrebbe sembrare antipatico, invece lui era amico di tutti, aiutava i compagni sia nello sport che a scuola e se poteva ogni tanto di nascosto dalla maestra suggeriva pure… (ma questo non ditelo in giro…).

Dennis si impegnava in tutte le cose, ma si accorgeva che oltre a non ottenere gli stessi risultati dell’amico, faceva pure il triplo della fatica.

“Ma come fai?” gli chiese un giorno non potendone più. Micky lo guardò senza capire.

“A far cosa?” “A esser sempre il migliore e a non rendertene conto!” protestò Dennis.

L’amico fece spallucce “ma io non faccio nulla di speciale, siamo sempre insieme, mi conosci bene io e te facciamo le stesse cose”. “Sì” lo interruppe Dennis “lo so, solo che a te riescono meglio”.

“Io credo che sia per le cose che mi fa fare sempre mio padre” disse Micky un po’ sottovoce.

L’amico si fece attento “Ecco!” gli disse “lo sapevo che avevi un segreto, doveva esserci!! Ti prego Micky, ti giuro non lo dirò a nessuno, dimmi cos’è che ti fa fare tuo padre? Qual è il trucco per essere i più veloci, i più bravi a scuola, nel salto, nella mira, in tutto insomma.

Dimmi il tuo segreto ti supplico dimmi che ti fa fare tuo padre che io evidentemente non faccio?”.

Micky si fermò e disse: Mangiare le verdure.

Dennis non credeva alle sue orecchie. “Tutto qui?” esclamò incredulo.

“Sì” gli rispose l’amico “Mio padre me ne fa mangiare ogni giorno perché dice che il nostro corpo ha bisogno di tanti tipi di carburante per funzionare bene, non come l’automobile che qualsiasi benzina gli metti va avanti. Lui mi dice sempre che ogni parte del nostro corpo ha bisogno delle sua benzina particolare e che nella verdura c’è quello che serve per far funzionare al meglio ogni parte del corpo.”.

“Evidentemente ha ragione” disse Dennis guardando il pavimento, “deve esser proprio lì il trucco perché io non ne mangio mai…”

Da quella sera Dennis iniziò a mangiare le verdure e ogni volta che gli capitava di dover mangiare qualcosa che non gli piaceva si ricordava che non mangiandole privava qualche parte del corpo della benzina migliore. Così imparò ad apprezzare tutte le verdure e ovviamente anche la frutta.

Gianni appena la nonna smise di parlare impugnò la forchetta e mise titubante un pezzo di carota alla bocca. Inizialmente masticò piano poi esclamò “Ma è dolce, è buona!”

“Certo” rispose Teo sorridendo “e fa anche bene alla vista”.

Improvvisamente dal palco della giuria il giudice prese la parola: “Signore e Signori un attimo di attenzione prego. Dopo aver assaggiato tutte le portate in gara e consultato la giuria ho il piacere di decretare il vincitore del I concorso “Cuoca con fantasia”, è il concorrente con il numero 7.
Teo fece un salto di gioia “Nonna hai vinto!”.

Nuvola che fino ad ora era rimasta tranquilla a dormire sotto la sedia iniziò ad abbaiare e saltare, mentre tutti i presenti applaudivano la nonna di Teo che ritirava la coppa!

Finiti i festeggiamenti la famiglia Ecobio tornò a casa pedalando serenamente, mentre da lontano Gianni li salutava sgranocchiando una mela…

Da un’idea di Cinzia Collu

Disegni Norberto Zarrella

Testo Sandra Pauletto 

 

 

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