Ekpyrosis – Asphyxiating Devotion – Il primo disco sulla lunga distanza.

Ekpyrosis – Asphyxiating Devotion

 

Anno: 2017

Provenienza: Italia

Genere: death metal

Membri: Marco Cazzaniga – basso; Ilaria Casiraghi – batteria; Nicolò Brambilla – voce e chitarra; Marco Teodoro – voce e chitarra

Casa discografica: Memento Mori

 

  1. Profound Death
  2. Obsessive Christendom
  3. God Grotesque
  4. Immolate The Denied
  5. Incarnation Of Morbidity
  6. Morticians Of God
  7. Depths Of Tribulation
  8. Blasphemous Doom
  9. Unearthly Blindness

 

Del ricco e valido panorama death metal italiano fanno parte anche gli Ekpyrosis di Monza e Lecco. Il gruppo lombardo, composto da musicisti piuttosto giovani, si è affacciato sulle scene nel 2013, rilasciando un paio di demo, In Pulverem Reverteris e Black Aspid Of Doom più un EP, datato 2015, Witness His Death. Già in queste prime occasioni i ragazzi dimostrarono di saperci fare infatti vi consiglio vivamente l’ascolto di queste loro piccole opere. Il loro death metal, ispirato maggiormente dallo stile scandinavo, ha raggiunto la giusta maturazione per essere pubblicato su un disco vero e proprio composto da 9 tracce, Asphyxiating Devotion, titolo indubbiamente brutale ed accattivante. Dello stesso parere è la bella copertina, di Cèsar Valladares.

La traghettata infernale si apre con Profound Death, introdotta da un breve incipit atmosferico dai toni decisamente cupi. L’impianto sonoro sprigiona tutta l’asfissiante devozione al death metal svedese, consegnandoci un’onesta e ben eseguita dimostrazione di amore per la vecchia scuola. Si fa’ ricordare soprattutto la seconda parte, musicalmente più ispirata. Un pezzo da sette minuti, corposo, che sarebbe potuto essere più vario. Anche la seguente Obsessive Christendom non brilla per originalità o grande ispirazione. Complessivamente un pezzo normalmente violento, senza grandi acuti. God Grotesque invece mette in luce una costruzione più efficace, dove gli Ekpyrosis riescono a cattura la mia attenzione. Bella la prima parte, frenetica quanto basta, così come il sulfureo finale doom. Molto bene anche Immolate The Denied, estremamente mortifera ed un esempio di come, quando vogliono, i quattro lombardi sanno tirare fuori un po’ di personalità.

ekpyrosis.bandcamp.com/album/asphyxiating-devotion

Incarnation Of Morbidity spinge pesantemente sui binari della malvagità, senza proporre però spunti interessanti. Le chitarre urlanti di Marco e Nicolò, presenti lungo tutto il disco, donano grande espressività a Morticians Of God, producendosi in riff convincenti. Il punto più alto della canzone arriva intorno a 03:30, dove gli Ekpyrosis sprigionano delle schitarrate molto efficaci e coinvolgenti. Il finale adrenalinico è da tramandare ai posteri. Degno di nota anche l’attacco melmoso di Dephts Of Tribulation. Molto bello il serpeggiante riff principale, così come l’incedere della voce che non può non ricordare Lord Of All Fevers & Plague dei Morbid Angel. Dopo queste due ottime lezioni di death metal blasfemo e putrescente, Asphyxiating Devotion si conclude con due pezzi tutto sommato normali, Blasphemous Doom e Unearthly Blindess, accomunati da una grande veemenza ma anche da poca originalità.

Un disco indubbiamente furente per il quartetto lombardo, che fa’ vedere di saper costruire pezzi violenti ed incazzati. Ricordandomi però di Witness His Death, la mia impressione è che l’ispirazione sia un po’ calata. Nel complesso Asphyxiating Devotion, a parte qualche buon episodio, manca un po’ di personalità, risultando un po’ troppo derivativo. Considerata la buona preparazione tecnica del gruppo, mi aspetto in futuro di sentire qualcosa di più personale, così come lo era stato Witness His Death.

 

Voto: 6

 

Zanini Marco

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