Eddie Bunker – Diffidia (EP) – Post hardcore per un debutto che colpisce!

Eddie Bunker – Diffidia (EP)

Anno: 2018

Paese di provenienza: Italia

Genere: post hardcore

Membri: Michele Somma – voce; Alberto Biasin – chitarra; Jacopo Carlotto – chitarra; Francesco Preto Martini – basso; Marco Zandenego – batteria

Casa discografica: autoprodotto

  1. Il Gioco Perfetto
  2. Trauma
  3. Polonia
  4. Interlude
  5. Pandora
  6. Tarantola

Gli Eddie Bunker sono un gruppo di recentissima formazione (2017) che, in quel di Vicenza, decide di addentrarsi nei territori del post hardcore utilizzando il nome di un ex attore (è stato Mr. Blue in Le Iene di Tarantino), scrittore e criminale americano. Cinque musicisti con un urgente bisogno di dire qualcosa dato che nel giro di un anno danno alla luce il loro primo EP, che noi de I Gufi Narranti non potevano lasciar passare inosservato. Eccomi quindi pronto a recuperarlo, nonostante gli ormai sei mesi di ritardo. Per prima cosa bisogna fare i più sentiti complimenti a questi ragazzi e ai Raptor Studio di Vicenza perchè Diffidia è un lavoro autoprodotto e nonostante questo è già di ottima qualità. Stilisticamente se avete presente i Converge, i Botch, ma anche i nostrani Gerda e i purtroppo defunti Ermes, troverete qualcosa in linea con loro, ma che vuoi per il cantato in italiano, vuoi per sopraffine intuizioni nella costruzione del pezzi, non si va ad accatastare nel dimenticatoio.

L’energetico balletto inizia subito con la sgomitante Il Gioco Perfetto, che conquista con la sua ottima conclusione ossessiva e straniante. Nel gioco quasi perfetto architettato dagli Eddie Bunker si ha la sensazione di essere solleticati in continuazione dall’andamento rantolante e irrequieto del basso, che si fa’ terribilmente insidioso in Trauma. Minacciosa e ficcante, la seconda traccia si colora di tonalità malinconiche quando nel finale Michele ci delizia con una linea vocale molto personale, che da’ profondità ad un intreccio che non vuole mai risultare scontato. Polonia, che sembra l’unico momento un po’ sbiadito dell’EP, ci conduce invece in un intermezzo strumentale breve (appunto Interlude) davvero interessante, forse fin troppo sbrigativo considerata l’ottima atmosfera che andava creando, ma che con le sue sonorità cupe e rarefatte cattura subito l’attenzione. La vera sorpresa arriva con Pandora, brano capace di fondere il post hardcore con assonanze quasi garage, filtrate sempre attraverso un sentimento claustrofobico ed inquietante. Oltre alla caparbietà compositiva, ottima anche la gestione di stacchi e ripartenze su tutto il percorso del mini album. Tarantola con la sua potenza coinvolge senza grandi giri di parole e ci fa’ capire che gli Eddie Bunker, nonostante la sofisticata proposta, ci tengono a far sbattere la testa al pubblico immediatamente. Un debutto che lascia ben sperare! Avanti tutta!

Voto: 9

Zanini Marco

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