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Destruction – Eternal Devastation – Una maledizione per gli dei.

Destruction – Eternal Devastation

Anno: 1986

Paese di provenienza: Germania

Genere: thrash metal

Membri: Schmier – basso e voce; Mike – chitarra; Tommy – batteria

Casa discografica: Steamhammer

1. Curse The Gods

2. Confound Games

3. Life Without Sense

4. United By Hatred

5. Eternal Ban

6. Upcoming Devastation

7. Confused Mind

L’ascesa dei Destruction passa dal salto di qualità di Eternal Devastation. Il secondo album è infatti portatore di maggiore consapevolezza e di un coraggio evidente nella costruzione strumentale dei pezzi. Eternal Devastation è uno di quei dischi simbolo del movimento thrash reso indimenticabile da brani come Curse The Gods, carico di una tensione e di una catarsi compositiva degna dei migliori esponenti del genere. Al di là della sua articolata introduzione, magistrale, sono la capacità vocale di Schmier, non scontata, e l’originale commistione di thrash metal ed inquietanti riff black metal a rendere questa prima traccia una grande opera d’arte. Se da una parte i Destruction incrementano nettamente la loro preparazione tecnica, dall’altra non si riscontrano miglioramenti in fase di produzione, ancora grezza e piuttosto sporca. Si può dire infatti tranquillamente che fino a questo punto il thrash metal dei Destruction fosse quello più truce e ruvido in circolazione, forse alla pari con quello dei Bathory. La malvagia Confound Games ne esprime appieno questa particolarità attraverso riff serrati e ultra grattati. Mike, meno ispirato con i virtuosismi solisti rispetto ad Infernal Overkill, sembra concentrarsi maggiormente sulla ritmica, che in Eternal Devastation gode di passaggi davvero intriganti e riusciti, come appunto quello nella seconda parte di Confound Games.

Tortuosa al punto giusto, Life Without Sense, è comunque una traccia in cui a tratti la ripetitività rischia di azzoppare il buon ritmo imbastito da Eternal Devastation. E’ anche un momento molto inferiore alla seguente United By Hatred in cui torna prepotente l’abilità solista di Mike, unita ad un’attitudine bestiale che lascia sbigottiti. Eternal Ban, che inizia in maniera non dissimile da United By Hatred, si sviluppa con una precisione e una foga tali da lasciare davvero impressionati. Eternal Devastation infatti, oltre ad essere un lavoro creato con grande abilità, è una delle tante dimostrazioni di autenticità del thrash metal di quegli anni. Nulla era costruito a tavolino e di ogni sentimento di rabbia e frustrazione espresso se ne percepiva l’onestà. Cosa sottolineava perfettamente questo stato d’animo? Proprio la produzione, che qui è adeguatamente sporca.
Con Upcoming Devastation il terzetto tedesco torna sui passi di Thrash Attack, ma è allo stesso tempo uno dei momenti meno entusiasmanti dell’album; di fatto, a mio parere, i pezzi strumentali non sono troppo nelle corde dei Destruction, in quanto non possiedono la fantasia adeguata per tenere alta l’attenzione dell’ascoltatore medio che ricerca nei pezzi strumentali quel guizzo che potevano avere ad esempio i Metallica. Difetto più evidente di Eternal Devastation è infatti a mio avviso una piattezza riscontrabile nelle fasi più intensamente suonate. Conclusione dell’album invece affidata ad una solida e pestata Confused Mind, aperta da un arpeggio degno dei migliori interpreti della vecchia scuola. E’ anche il modo perfetto per i Destruction di dileguarsi nell’ombra di una città in macerie, rasa al suolo dal loro thrash metal devastante.

Voto: 8

Zanini Marco

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