Darwin – Recensione fumetto di Daniele Iannantuoni

Titolo:  Darwin

Editore: Bonelli Editore

Anno: Giugno 2012

Volume:  copertina flessibile di 288 pagine

Copertina e disegni : Luigi Piccatto ( in collaborazione con Renato Riccio per gli sfondi e Matteo Santaniello per i neri e gli effetti speciali)

Sceneggiatura : Paola Barbato

 

Giugno è notoriamente il mese di inizio estate. Le scuole chiudono, le giornate si allungano e il sole scalda le nostre giornate. E’ tempo di uscire, andare nei parchi, andare al mare o semplicemente stare nel giardino di casa a godersi il cielo azzurro. C’è più tempo per uscire, per giocare e anche per leggere. Questo la “Sergio Bonelli” lo sa bene ed infatti è immancabile l’appuntamento con “I Romanzi a fumetti”. Appuntamento che per le prime uscite è stato annuale, per poi cambiare cadenza e diventare quadrimestrale  ed infine mensile quando la Bonelli ha deciso di “sostituire” i ROMANZI con delle mini serie.

Oggi parliamo di “Darwin” fumetto edito nel 2012. L’aspetto è proprio quello di un romanzo: un bel volume corposo che ci fa ben sperare. La prima cosa che  colpisce è la copertina e se “mastichiamo” un po’ del “mondo Bonelli” riconosciamo subito i tratti realistici di Luigi Piccatto.

Per chi non lo conoscesse accenno:

autore classe 1954 abbandona la facoltà di medicina per dedicarsi alla sua più grande passione: il fumetto.

Così debutta per “Corrier Boy” disegnando Chris Lean, fino a diventare uno dei disegnatori di riferimento della serie del famigerato Indagatore dell’incubo Dylan Dog nel 1986.

Nella casa editrice milanese, Piccatto viaggia alla velocità della luce, disegnando sia per la serie mensile, che speciali, almanacchi e spin-off, raggiungendo con i suoi albi anche paesi d’oltre oceano come USA e Brasile.

Oltre che a Dylan Dog, Piccatto presta la sua penna anche per la serie Damian e Magico Vento.

A fronte di questa carriera viene onorato con diversi premi tra cui “Fumo di China”  e il “Gran Guinigi” come miglior disegnatore realistico nel 2006.

In “Darwin oltre a Luigi Piccato per i disegni, abbiamo la sceneggiatura  di Paola Barbato, anche per lei mettiamo due righe di presentazione:

nasce nel 1971 e fin da subito si accorge che la sua più grande passione è la scrittura. Scrive per sè stessa, mettendo su carta pensieri ed emozioni, trasformandoli in diari, sceneggiature, racconti ed addirittura un romanzo. Tutto questo per il piacere di farlo, senza avere l’idea di trasformare questa sua passione in un “lavoro vero”. Fino a che dopo una vigilia di Natale, si fa convincere da “una signora” a presentare alle varie case editrici milanesi, qualche suo lavoro. Così, come spesso capita, quasi per caso, lascia dei suoi scritti nella portineria della Bonelli e qualche mese dopo si trovava  a scrivere per una collana parallela a quella di Dylan Dog in cui il protagonista era il suo assistente Groucho.

Da lì ad inserirsi nella serie di testa il passo fu breve e nel 1999 debutta con l’albo n. 157 “Il sonno della ragione” diventando a tutti gli effetti parte integrante dello staff di DYD.

La sua carriera di scrittrice la vede così impegnata nel descrivere le avventure dell’indagatore di Londra e in altri progetti come i “Romanzi a fumetti” scrivendo “Sighma” nel 2008  e appunto “Darwin” quattro anni dopo.

Oltre a questo la vediamo impegnata in scrittrice di romanzi con il suo primo “Bilico” pubblicato nel 2006, “Mani nude” nel 2008 e “Filo rosso” nel 2010, come co-sceneggiatrice per una serie su Sky (Nel nome del male) e come produttrice del fumetto on line “Davvero”.

 

Ora che abbiamo conosciuto gli autori di “Darwin” possiamo occuparci del fumetto.

La cosa che salta all’occhio è il titolo: “Darwin” che spicca su una scena post-apocalittica. Una Parigi distrutta da non si sa ancora cosa, ma che è rappresentativa di un forte cambiamento. L’immagine associata al titolo sicuramente ci fa pensare ad una “lotta alla sopravvivenza”, una sorta di passaggio evolutivo, teoria che viene studiata e pubblicata per la prima volta da Charles Darwin nel 1859 in “L’origine della specie” , dove descrive l’evoluzione di gruppi della stessa specie tramite la selezione naturale, più comunemente conosciuta come “la legge del più forte”.

Chi sa meglio adattarsi ai cambiamenti ha più possibilità di superare e sopravvivere durante e dopo un periodo di forte trasformazione che porta ad uno stravolgimento delle condizioni di partenza.

 

Niente di più attuale! Otto anni dopo la sua pubblicazione  anche noi abbiamo vissuto un cambiamento epocale, di quelli che si scriveranno sui libri di storia, che rappresentano quegli scalini sociali, politici ed economici, che una volta superati non possono essere ripercorsi.

Leggendo queste pagine ho rivissuto i primi mesi del 2020, quando quasi all’ improvviso la nostra vita è cambiata: per la prima volta siamo stati costretti a rimanere in casa, tempestati di immagini e notizie di tragedie al di fuori della nostra porta di casa. Disordini, morte e disperazione hanno scandito le nostre giornate, velate dalla paura di ricevere quella telefonata che non vorresti mai ricevere, pensando per tutto il giorno ( e anche la notte!) al futuro, così incerto e a tratti impossibile da immaginare in un mondo dove tutti erano obbligati a stare lontani gli uni dagli altri.

L’incertezza della vita come l’abbiamo sempre conosciuta è uno dei temi trattati nell’albo, un fumetto molto disegnato, con scene scure e misteriose, ma ricco di parole che raccontano un uomo nuovo: l’adattamento del più forte verso un mondo che è cambiato e che è “andato avanti” (come direbbe Roland, l’ultimo dei pistoleri raccontato da Stephen King), un mondo che non può e non deve tornare indietro, se non vuole ripercorrere la stessa strada che l’ha portato alla distruzione.

Storia come queste in realtà non sono molto originali: ne abbiamo viste e lette a centinaia di vicende a tema post apocalittico, con ambientazioni di un futuro che sembra essere tornato al passato: la stessa saga della “Torre nera” di Stephen King, o la serie  Bonelli  “Brendon” o per chi piaceva “Ken il Guerriero”, tutte ambientazioni di un futuro dove le certezze di oggi vengono meno a fronte di un nuovo inizio.

In “Darwin” si vede una Parigi completamente distrutta, una città che non ha più una sua identità, in cui i classici sciacalli approfittano della situazione per impadronirsi dei pochi beni rimasti, cadendo in comportamenti che probabilmente il giorno prima avrebbero criticato.

Nella prefazione del romanzo si citano film a cui può essere ispirato la scena d’azione  come “28 giorni dopo” di Danny Boyle (a chi non sono venuti subito in mente gli zombie di Romero?), “Io sono leggenda” libro scritto da Richard Matheson e film con protagonista Will Smith. Pur essendo considerata “UNA STORIA INEDITA”  c’è anche molto di “Matrix” e di “Fuga da New York” tutte opere di un’altra generazione!

Credo che come storia non sia niente di originale: quelli che ho scritto sono una piccola parte di ciò che potrebbero essere le idee di ispirazione per questo fumetto e se l’avessi letto solo qualche mese fa, avrei provato sì piacere nella bella scrittura e nel disegno realistico, ma niente di più.

L’averlo letto nel “settembre 2020” mi da’ tutto un altro senso: ricordo ancora la notte del 7 marzo, quando hanno dichiarato la Lombardia “zona rossa” : la fuga verso casa (quella sera ero ad un pub con gli amici e alla notizia della chiusura ho cominciato ad avere “paura” di stare fuori e sono corso a casa), le persone che invadevano le stazioni e le strade per scappare, i supermercati presi d’assalto e le file interminabili per fare scorta di qualsiasi cosa… e poi il silenzio.

Giorni e giorni di silenzio in cui l’uomo terrorizzato stava in casa mentre la natura ricominciava a prendersi i suoi spazi, tornando ad una vita più libera e salubre. Oggi siamo in una fase di stallo, ancora incerti sul futuro, ma sembra che quella paura ci abbia   lasciato del respiro e come nelle storie e nella vita vera ( c’è poi molta differenza?!) stiamo vivendo un momento di pausa, di ricostruzione di un qualcosa che andava cambiato e la Natura ci ha fatto vedere bene come. Tutto ciò che stiamo vivendo lo possiamo vedere leggendo la storia di cui trattiamo e mai anno migliore può essere il 2020 in cui leggere o rileggere una storia di per sè “banale” ma che sembra ricordarci più che mai che niente è certo, tutto cambia e che dobbiamo essere sempre pronti ad adattarci a nuove condizioni per non rimanere indietro nella grande corsa dell’evoluzione.

La storia è autoconclusiva, non ci sarà un seguito, ma finisce con un nuovo inizio, fatto di incertezze, dubbi e paure, ma che se rischiarato dal sole di un nuovo giorno porta opportunità, idee e cambiamenti che potrebbero farci scoprire nuove realtà sia a noi che ai protagonisti della storia di cui vi ho appena raccontato.

 

E’ difficile dare un voto a questo fumetto: la storia è davvero vista e rivista e molti di noi che hanno superato i trenta lo potranno confermare, ma letta quest’anno credo di poterle dare un 8 per avermi fatto riflettere nuovamente su certe questioni:

Il vivere qui ed ora, il non sprecare le opportunità di qualsiasi tipo, il non rimandare cose che possiamo fare oggi e soprattutto coltivare e frequentare le persone che amiamo davvero senza darsi sempre troppo tempo per incontrare un genitore, un amico o un familiare. Quest’anno ci ha insegnato che non sempre si può fare una cosa “domani” e che forse è meglio fare oggi quello che ci sentiamo di fare, prima di vivere nuovamente un altro salto evolutivo che ci farà fermare, distruggere per rinascere.

Daniele Iannantuoni

 

 

 

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