Comizi D’Amore – Documentario d’inchiesta sulla sessualità in Italia.

Comizi D’Amore

Anno: 1965

Paese di produzione: Italia

Genere: documentario

Regia: Pier Paolo Pasolini

Produttore: Alfredo Bini

Cast: Camilla Cederna, Lello Bersani, Alberto Moravia, Oriana Fallaci, Adele Cambria, Cesare Musatti, Giuseppe Ungaretti, Pier Paolo Pasolini, Peppino Di Capri, Graziella Chiarcossi, Antonalle Lualdi, Giacomo Bulgarelli, Graziella Granata

Dopo i manifesti sottoproletari Accattone (1961) e Mamma Roma (1962), Pasolini allarga il suo raggio d’azione all’intera penisola italiana. In particolare il regista decide di spostarsi lungo lo stivale con l’intento di sviluppare un documentario d’inchiesta che smascheri l’opinione contemporanea degli italiani su sessualità, amore e ciò che comporta il rapporto uomo – donna.

Il documentario ha una struttura in capitoli che seziona il filmato in base al tipo di ricerca che Pasolini svolge e gode di intermezzi/confronto in cui il regista riporta a personaggi autorevoli come Alberto Moravia e Cesare Musatti le risposte ottenute di volta in volta. Basterebbero certi nomi, uniti all’intervento diretto di Giuseppe Ungaretti come intervistato, per avere l’idea di un documentario ai giorni nostri irrealizzabile a livello culturale.

Non è però solo la riverenza per certi pensatori che rende Comizi D’Amore un prodotto molto importante, ma anche e soprattutto la volontà che ha spinto Pasolini ad affrontare la questione, che ci consegna un documento necessario e purtroppo ancora attuale. Il ritratto dell’Italia che emerge sull’argomento è contraddittorio e spesso spiazzante. Al nord Italia la sessualità è spesso un tabù, un tema che mette in difficoltà e si percepisce che non viene vissuta in maniera serena. Gli interventi di Oriana Fallaci e Adele Cambria sembrano sconfessare in parte questa teoria, dicendo che il proletariato gode di una certa libertà sessuale. Tesi messa in discussione quando il regista si immerge nelle campagne emiliane, in cui nella realtà contadina una famiglia è divisa tra la troppa e perciò sbagliata libertà dei giovani rispetto alle più sane restrizioni dei vecchi. Parere comunque non sempre condiviso.

Diciamo che generalmente viene fuori che nessuno ha la stessa opinione, forse proprio perchè ognuno vive il lato sessuale della vita come crede e ha una diversa percezione di esso. Spaventa a tratti la mancanza di educazione sull’argomento nei più giovani, già proiettati verso la creazione di una famiglia. D’altronde si sa, in Italia il concetto di famiglia è molto importante. Forse troppo? In assoluto comunque è nel meridione che si avvertono i problemi più profondi ed insanabili legati ancora ad una percezione arretrata ed ignorante del rapporto tra uomo e donna. Comizi D’Amore è un reportage che ha ormai una valenza storica, nel cui bianco e nero che scolpisce gli anni ’60 in cui gravita, si rimane rapiti dalle facce qualsiasi degli avventori e si assiste ad uno spettacolo reale curioso e sconcertante.

Zanini Marco

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