cameraoscura – Quod Est Inferius – Minimale, nero e nichilista.

cameraoscura – Quod Est Inferius

Anno: 2019

Paese di provenienza: Italia

Genere: dark ambient – noise

Membri: Marco Valenti e Eugenio Mazza

Casa discografica: Toten Schwan Records, Teschio Dischi

  1. Atanor
  2. Admixio
  3. V. I. T. R. I. O. L.
  4. Interitus
  5. Attera
  6. Solve
  7. Ultima Necat

cameraoscura è la freschissima collaborazione tra Marco Valenti e Eugenio Mazza. Il primo proprietario di Toten Schwan Records e autore di Tritacarne Fanzine, il secondo già presente nei due progetti musicali Pavor Nocturnus e Sognomeccanico. Ad unirli è la noia ma anche l’urgenza di fondere le proprie impressioni sonore. Tra la Toscana (terra d’adozione di Marco) e Milano (città di Eugenio) si crea un vuoto e profondo abisso di materia nera in cui cascano i due musicisti con le loro produzioni, che vanno ad alimentare questa caduta nella totale perdizione. Accompagnato da una cornice grafica capace di mettere in soggezione ad opera di Coito Negato (già al lavoro per gruppi come Nudist, Hate&Merda, Gufonero ecc..), Quod Est Inferius poggia su una superficie dark ambient, ma vive di improvvisi sprazzi che rimandano alla techno, al noise e all’industrial. Infatti, per quanto il disco si presenti per larghi momenti minimale, trova il suo punto di forza nel sapersi sfaccettare al momento giusto seguendo sempre un filo conduttore.

totenschwan.bandcamp.com/album/tsr-100-quod-est-inferius

Dovendo far riferimento inevitabilmente al titolo, che tradotto sarebbe “ciò che è più in profondità”, è chiaro che non si poteva che partire da tinte estremamente dark e negative e infatti Quod Est Inferius adempie perfettamente al suo scopo. Il magma putrido suggerito è già ben evidente nell’iniziale Atanor, dove i pochi elementi e l’impianto minimale, intimoriscono l’ascoltatore che comincia a domandarsi irrequieto a cosa stia andando in contro. Suoni tenebrosi traducibili in: eco del vento, sgocciolio misterioso, qualcosa che crepita da qualche parte nell’oscurità, tra cui si scorge una voce avvolta dalla tenebra più profonda. E’ una discesa in un baratro inconoscibile ma spaventoso, in cui i cameraoscura con il minimo addobbo musicale ottengono il massimo risultato: incuriosire ed angosciare. L’operazione di sintesi di Admixio è simile anche se acquisisce una maggiore poeticità, dovuta a note essenziali ma fantastiche nel creare un clima freddo e invernale volto a trasmettere sentimenti depressi e malinconici. Sembra quasi di aver raggiunto il black metal dalle tendenze più atmosferiche e suicide e forse sarà per questo che pare di essere persi in una bufera di neve.

Dall’inverno delle nostre esistenze si passa alla pura notte di V. I. T. R. I. O. L. in cui se ne possono percepire le fredde luci. Da brividi. Elettrici tappeti di synth ci conducono ad un crescendo emozionante e degradante. Sfumando ancora di più nell’approccio elettronico, Interitus annega tutto in acque rave con fraseggi ballabili ma sempre stranianti e bizzarri. Con Attera invece si assiste ad una vera e propria esplosione noise/ industrial metropolitana, un flagello sporco come marciapiedi insanguinati e monolitici palazzi di cemento. Solve è un breve intermezzo di tastiera che ci traghetta ad Ultima Necat, un finale tragico e oscuro che descrive perfettamente la parabola esistenziale di cameraoscura. Una narrazione nera e nichilista che rifiuta l’elevazione e richiama nei suoi cupi rintocchi l’umano declino. Per cameraoscura un lavoro fatto col cuore. Certo, un cuore oscuro ma che pulsa ancora di una sostanza tanto disperata quanto ispirata.

Voto: 9

Zanini Marco

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