Assassinio Sull’Orient Express – Fuori il gelo, dentro il fuoco dell’omicidio.

Assassinio Sull’Orient Express

Anno: 2017

Titolo originale: Murder On The Orient Express

Paese di produzione: USA

Genere: giallo

Regia: Kenneth Branagh

Produttore: Ridley Scott, Mark Gordon, Simon Kinberg, Kenneth Branagh, Judy Hofflund, Michael Schaefer

Cast: Kenneth Branagh, Tom Bateman, Penèlope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Josh Gad, Derek Jacobi, Leslie Odom Jr., Michele Pfeiffer, Daisy Ridley, Lucy Boynton, Sergei Polunin, Olivia Colman

Dopo aver brillantemente risolto un furto al Santo Sepolcro di Gerusalemme, il detective Hercule Poirot deve tornare a Londra per affrontare un nuovo caso. L’amico Bouc gli offre un posto sul suo treno, l’Orient Express, promettendogli un viaggio di lusso e tranquillità. Quando però il detective belga sembra beato tra tortine invitanti e la lettura di Dickens, un omicidio scuote i passeggeri.

Si potrebbe dire che Assassinio Sull’Orient Express sia Kenneth Branagh, come quasi tutti i suoi film dove recita, dirige e produce. Il talento britannico è a suo agio nella riedizione del film omonimo del 1974 (a sua volta tratto dall’opera letteraria di Agatha Christie), e si preoccupa di teatralizzarlo il più possibile. La scelta è azzeccata perchè dapprima trasmette bene l’umore degli anni ’30 e in più ci rende partecipi di dialoghi, si fuori dal tempo, ma ben più interessanti di certa mediocrità moderna. E’ un piacere infatti immergersi in un’epoca di maniere ed atteggiamenti ormai dimenticati. In egual misura l’atmosfera che si viene a creare nel treno è così autentica e gradevole che lo spettatore si cala rapito nel mezzo del racconto. Da un punto di vista della recitazione comunque sarebbe ingeneroso ridurre tutto all’indubbiamente straordinario Branagh, fuoriclasse capace di trasformarsi ad ogni film. Il cast infatti è composto da grandi nomi che si dimostrano all’altezza del compito sfoggiando prestazioni da ricordare, tutti indistintamente. La regia è lineare e funzionale al racconto, salvo poi esibirsi in estemporanee raffinatezze come piano sequenze ed inquadrature interne del treno dall’alto (affascinanti ma forse troppo lunghe ed indulgenti).

Il racconto e la qualità complessiva ben si sposano con i modi impeccabili del suo baffuto protagonista, anche se un uso contenuto ma troppo vistoso di effetti digitali stona in un contesto che avrebbe meritato una gestazione più elegante e realistica. Le inquadrature esterne infatti, con annessi paesaggi mozzafiato e valanga, pur essendo fugaci mettono in mostra un’effettistica artificiosa e forse anche un po’ superata. In questo Branagh avrebbe dovuto far più attenzione. Vero anche che la pomposità della recitazione e le reazioni sopra le righe dei personaggi inquadrano Assassinio Sull’Orient Express nella cerchia del grande intrattenimento, che comunque rimane di buon livello. Sicuramente la scena del colloquio tra Poirot e Ratchet (Johnny Depp), di fronte ad un dolce estremamente seducente, che forchettata dopo forchettata li porta al cuore del discorso, fa’ di questo adattamento un’opera da prendere in considerazione tra le migliori uscite dell’anno.

Kenneth Branagh è Hercule Poirot. Un’altra trasformazione sorprendente di un attore che sa fare tutto.

Un’indagine a circolo chiuso, circondata dall’inospitalità dell’inverno e realizzata da grandi interpreti. L’opulenza di Judi Dench, l’eleganza di Daisy Ridley, i tratti maligni di Johnny Depp, la meschinità di Willem Dafoe, la frivolezza di Michele Pfeiffer, l’indole ecclesiastica di Penèlope Cruz, l’instabilità di Sergei Polunin, la fragilità di Lucy Boynton e così via. Personaggi unici e mai caricaturali. Tutto permeato da un ritmo ed un linguaggio narrativo capaci di tenere lo spettatore incollato allo schermo fino alla fine. Per il resto bisogna ringraziare quella geniale e fantastica tessitrice di dilemmi criminali chiamata Agatha Christie.

Zanini Marco

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