Assassinio nel Vicolo della Luna di Giulio Piccini (Jarro) (Gilgamesh Edizioni)

Assassinio nel Vicolo della Luna di Giulio Piccini (Jarro) (Gilgamesh Edizioni)

Gilgamesh edizioni ripropone all’attenzione dei propri lettori Assassinio nel vicolo della Luna, romanzo polizesco scritto nel 1883 da Giulio Piccini (Volterra 1849 / Firenze 1915), meglio conosciuto come Jarro.  Questo è uno dei primi esempi di narrativa poliziesca della letteratura italiana, ed è il primo volume di una quadrilogia che ha come figura centrale il commissario Domenico Arganti da tutti conosciuto con il nomignolo di Lucertolo.

Il romanzo, impreziosito dalla presenza di alcune immagini,  è ambientato nella Firenze del 1831, di quando ancora all’unità d’Italia mancavano trent’anni. Ci viene presentata una città dove regna una povertà estrema, dove squallore e sporcizia sono sotto gli occhi di tutti, dove la corruzione, la violenza ed il malaffare la fanno da padrona. Ci presenta un quadro desolante, dove la macchina pubblica è assai deficitaria e dove la polizia è alla stregua di una banda di corrotti incapaci e pericolosi. Ci presenta, e da qui un po’ prende il via anche la storia, il fenomeno, assai in auge nel periodo, della delazione che veniva privilegiata rispetto alla ricerca affannosa della verità.

Il ritratto che ne fa l’autore, come si può intuire, non è certo dei migliori, sicuramente ci porta in una città molto lontana da quella dei fasti del Rinascimento, quella cha sotto i Medici ha visto aggirarsi per le sue strade Leonardo da Vinci, Michelangelo e Raffaello. La descrizione che ne fa l’autore è senza dubbio assai cruda e senza spazio per i giri di parole, non addolcisce certamente la pillola. Anche Lucertolo, il protagonista, di cui in questo primo capitolo della saga abbiamo solo una presentazione abbozzata, è a tutti gli effetti rappresentato come un antieroe, lontano dallo stereotipo del detective geniale alla Colombo per intendersi, come un normale poliziotto dai modi rudi e sbrigativi, non dotato di particolare acume. Il nomignolo, Lucertolo, in toscano descrive un grosso taglio di carne (per la precisione è la parte posteriore laterale della coscia ed è assai voluminosa) e ci fa intendere in maniera direi inequivocabile l’imponenza del suo fisico. Il lettore si scontra con un italiano a cui sicuramente è poco avvezzo essendo comunque un opera di fine 800 e quindi la lettura scorre un po’ meno lineare del solito però, prese le misure alla prosa, la lettura è piacevole e diventa scorrevole. Qualche piccola concessione al dialetto fiorentino aggiunge ritmo al racconto. La storia ha inizio con un uomo che viene trovato, vittima di accoltellamento, in un vicoletto di Firenze, Vicolo Della Luna. C’è nel breve volgere di poche pagine pure un arresto ma un giudice ed un poliziotto non sono convinti che sia stata fatta la cosa giusta, il poliziotto in questione è proprio il nostro Lucertolo. Da qui si dipana la storia che ci porterà ad esplorare una Firenze, come detto, meno conosciuta e sicuramente poco romantica.

La casa editrice Gilgamesh ha il merito di riportare all’attenzione dei lettori un romanzo molto interessante, molto divertente e caratterizzato dai ritmi propri del genere poliziesco infarcito di dialoghi molto ben costruiti che danno pepe alla narrazione. Lettura sicuramente piacevole e di buon valore storico, consigliata.

David Usilla

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