Approfondimento: Matteuccia di Francesco la strega di Todi

Matteuccia di Francesco la strega di Todi

La strega è una figura che nell’immaginario collettivo da sempre richiama una vecchia arcigna dai poteri malefici, capaci di trasformarti in un rospo con sortilegi ed incantesimi.

Nella realtà le streghe, o meglio le donne marchiate con l’epiteto di streghe, il 90% delle volte erano semplici esperte erboriste, capaci attraverso l’uso di decotti naturali di curare malesseri e malattie che la scienza non sapeva, o faceva finta di non conoscere, le cui cause venivano attribuite alla presenza di qualche forza maligna superiore. 

Quindi per la scienza, chi con “intrugli” d’erbe era in grado di curare queste malattie, non poteva che essere in combutta con il diavolo ed essere  una strega.

In questo articolo affronteremo la storia della prima strega italiana che ha il triste primato di essere la prima strega condannata al rogo in Europa: Matteuccia di Francesco la strega di Todi.

Nasce nel 1328 a Ripabianca di Todi, (provincia di Perugia), si interessa alle erbe già da piccola così da guadagnarsi una volta adulta il “titolo” di Dominae erborum,  ossia Signora delle erbe.

I suoi infusi e decotti aiutano tutti coloro che si rivolgevano a lei per problemi fisici o emotivi.

Di bocca in bocca la fama di Matteuccia uscì ben presto da Todi per diventare popolare in tutta l’Italia centrale.

Tutti andavano da lei, Matteuccia non faceva discriminazione sociale, accoglieva ed aiutava tanto il ricco quanto il povero. Tra i suoi più facoltosi ed assidui “clienti”, dicono che ci fosse anche Andrea Fortebraccio,  meglio noto come Braccio da Montone. L’uomo, un capitano di ventura, era una personalità di spicco e politico di grande potere.

Non era ben visto dalle istituzioni religiose, in quanto da ateo convinto  si vantava di non aver rapporti con la Chiesa da più di trent’anni. Sarà molto probabilmente proprio per colpire Andrea Fortebraccio che la povera donna verrà bruciata.

Matteuccia non si limitava fare la Dominae Herbarum, ma era anche incantatrix, ossia si  avvaleva di tutta una serie di oggetti e rituali per le sue cure, rendendo scontato, per chi ci credeva, che la donna fosse una strega e rendendo fin troppo facile il compito alla chiesa e alla Santa Inquisizione.

Si dice che Matteuccia fosse in grado di agire sia in presenza del “paziente”, che attraverso oggetti che gli appartenevano. Durante i rituali teneva in mano una candela accesa recitando delle preghiere popolari e in certi riti sputando per terra tre volte, invocando la SS. Trinità. Tra le attività di Matteuccia c’è anche quella di togliere il “malocchio e fatture”, insomma come non considerarla strega?

Purtroppo non c’era soltanto chi credeva nei poteri di Matteuccia e dei suoi rituali ed intrugli. C’era anche chi non gradiva i  consigli che dava alle donne che si rivolgono a lei. I mariti erano i primi a mal sopportare che la loro moglie si rivolgesse a Matteuccia,in quanto la Dominae Herbarum spesso dava loro consigli che ora potremmo definire femministi,  sconvolgenti per donne che vivevano nel 1300.

Quindi vuoi per i consigli, vuoi per le pratiche “strane”, vuoi per l’amicizia con Andrea Fortebraccio, la Chiesa la accusò di stregoneria.

Ma letteralmente chi è una strega? L’etimo della parola è collegato al verbo stridire con il significato di emettere grida. Un’altra ipotetica etimologia  riconduce strega al termine  straigon, ossia vampiro.

La strega nel medioevo era colei che grazie all’aiuto del “diavolo” e delle forze del male poteva prevedere il futuro, influenzare il presente, controllare l’anima degli uomini di donne e bambini usando i suoi poteri fondamentalmente per scopi malefici: far andare male i raccolti o morire i bambini in culla.

Il Papa reggente all’epoca dei fatti era Martino V. e sarà attraverso i suoi delegati che si darà il via, con l’uccisione di Matteuccia, a quella che poi verrà chiamata “caccia alle streghe”.

Gli atti del processo di Matteuccia sono custoditi NON in Vaticano come si potrebbe pensare, ma nella biblioteca di Todi. Riportiamo di seguito solo le prime righe della documentazione del processo, chi fosse interessato alla lettura integrale può scaricare il documento pdf attraverso il link.

PROCESSO-ALLA-STREGA-MATTEUCCIA-DI-FRANCESCO

Matteuccia viene giudicata colpevole dal tribunale dei “Malefici”.

Grazie al documento, il più vecchio nel suo genere, veniamo a conoscenza di tutta una serie di notizie che diventeranno un classico per tutti i processi futuri. Il fenomeno dei processi per “stregoneria” non sono da attribuirsi banalmente al medioevo, in quanto si celebrarono dal 1488 fino alla metà del 1700, per un totale sommario di circa 110.000 esecuzioni.

Tutti i processi di cui ci è giunta traccia sono con sentenza di colpevolezza e successiva morte sul rogo, minimo 110.000 donne quindi sono state bruciate vive.

Ci si chiederà perché una morte così atroce.  Matteuccia (e tutte le altre), furono bruciate vive, perché nella credenza popolare era il solo modo sicuro di annullare per sempre una strega. Tutti gli altri metodi avrebbero potuto essere annullati del potere della seguace del “demonio”.

Come abbiamo detto Matteuccia di Francesco, la strega di Todi, è stata la prima donna italiana ed europea a venir giustiziata, ma questo è il solo (triste) primato che le spetta, in quanto (fortunatamente) non sarà l’Italia a portare al rogo il maggior numero di donne, bensì la Germania, con indicativamente, 50.000 casi. In Italia ci sono tracce di circa 5.000 roghi. Quasi tutti al nord. Questo numero è strano se pensiamo che l’iter necessario per individuare e condannare le streghe era stato istituito in Italia.

Pare che la ragione sia da attribuirsi al fatto che il Papa temesse rivolte popolari e scredito della sua figura, pertanto cercò di ridurre al minimo i roghi in nel suo territorio arrivando addirittura a non eseguire nemmeno una condanna a Roma.

Per concludere ricordiamo che durante il processo, le “streghe” venivano torturate nei modi più atroci.  Secondo la logica dell’epoca, le loro grida ne dimostravano la colpevolezza, se fossero state innocenti, Dio avrebbe impedito loro di soffrire, dicevano. 

Matteuccia fu sottoposta a interrogatori continui in modo da impedirle di dormire per giorni e giorni.

Di conseguenza  la donna inizia a soffrire di allucinazioni, attribuite “ovviamente” alla presenza del diavolo, ma non basta, viene sottoposta alla tortura della corda: appesa, legata con le mani dietro la schiena. La conseguenza di questa pratica è la disarticolazione ossea, che portava dolori allucinanti.

Matteuccia, torturata, cede e confessa qualsiasi accusa le venga mossa, purché il supplizio finisca

Matteuccia di Francesco è riconosciuta come strega e accusata anche di convivenza con il diavolo”.

Si racconta che la donna si cosparse di un unguento fatto di grasso di avvoltoio, sangue di nottola e sangue di fanciulli lattanti pronunciando la formula magica:

unguento unguento

mandame alla noce di Benevento

supra acque et supra ad vento

et supra ad omne maltempo

Le viene posta sul corpo una mitria, le vengono legate le mani dietro la schiena, viene condotta al luogo dell’esecuzione. È il 20 marzo 1428, la donna ha quarant’anni e brucia sul rogo, con la sola reale colpa di possedere la conoscenza, di studiare il potere delle erbe e aver aiutato altre persone. Purtroppo, secondo il “tribunale”  la donna agiva con il favore del  diavolo e contro il volere di Dio.

Sandra Pauletto

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