Accadde nel 1975. Approfondimento sui fatti di Alberto Zanini pt2

Accadde nel 1975. Approfondimento sui fatti di Alberto Zanini pt2

 

5 giugno rapimento Vittorio Gancia e morte di Mara Cagol

Dopo l’evasione di Curcio del 18 febbraio 1975, le Br organizzano, a scopo di lucro, il sequestro di Vittorio Vallarino Gancia.

Il pomeriggio del 4 giugno l’Alfetta Alfa Romeo dell’industriale viene, prima fermata da uomini vestiti da operai e quindi tamponata da un furgone. Dopo aver infranto il lunotto posteriore con un martello, un uomo incappucciato costringe Gancia a salire sul furgone che velocemente riparte verso la località Arzello di Melazzo, nei pressi di Acqui Termi, dove sorge la cascina Spiotta.

Casualmente poche ore prima del sequestro, una Fiat 124 ha un incidente con una Fiat 500. Sulla 124 ci sono due fiancheggiatori delle Br con il compito di controllare la zona. Preoccupati di essere scoperti si offrono di pagare subito senza ricorrere all’assicurazione e quindi si allontanano velocemente. Il comportamento insospettisce il giovane ragazzo alla guida della 500, che avvisa i carabinieri. Poco dopo viene individuato Massimo Maraschi, uno dei due fiancheggiatori.

Nel frattempo avviene il sequestro di Gancia e i carabinieri, già messi in allarme da vari episodi sospetti, si attivano per controllare la zona. Una Fiat 127 senza contrassegni con a bordo il tenente Umberto Rocca, il maresciallo Rosario Cattafi, e gli appuntati Giovanni D’Alfonso e Pietro Barberis passano davanti alla cascina Spiotta. Insospettiti i carabinieri entrano nel cortile e il maresciallo Catafi, dopo aver suonato, vede aprire la porta da un uomo che lancia una granata, la quale esplode colpendo il tenente Umberto Rocca. Nel frattempo dalla casa escono due donne e un uomo che ingaggiano uno scontro a fuoco con Cattafi, già ferito dallo scoppio della granata, mentre D’Alfonso, purtroppo, viene colpito a morte. Barberis rimasto a presidiare l’ingresso del cortile spara a Mara Cagol colpendola a morte sotto l’ascella e al polmone. Il tenente Rocca, portato in ospedale, perde un occhio e un braccio.

Mara Cagol

12 giugno assassinio di Alceste Campanile

A vent’anni Alceste frequenta il movimento politico di destra, Fronte della gioventù, salvo poi in seguito avvicinarsi, con grande disinvoltura, alla sinistra di Lotta Continua. Questa sua oscillazione ideologica potrebbe essere la causa della sua morte, avvenuta la notte del 12 giugno, quando viene trovato cadavere in una strada di campagna, tra Montecchio e Sant’Ilario, in provincia di Reggio Emilia. La perizia balistica accertò che il ragazzo fu colpito alla testa e al cuore da due colpi di pistole diverse.

Gli inquirenti seguirono due piste contrapposte: quella di destra e quella di sinistra senza riuscire a trovare un assassino.

Ma nel 1990 viene arrestato Paolo Bellini, un ex squadrista di Avanguardia Nazionale chiamato la Primula Nera. Un killer, passato con estrema indifferenza dai delitti politici a quelli della n’drangheta, diventato collaboratore di giustizia. Bellini tra gli altri omicidi confessò anche quello di Alcide Campanile avvenuto nel 1975 in collaborazione con il camerata Roberto Leoni, che comunque smentì decisamente. La Primula Nera riuscì ad evitare la condanna per questo omicidio grazie alla prescrizione.

15/16 giugno Tre anni dopo le elezioni politiche in Italia si tengono quelle amministrative Regionali, Provinciali e Comunali.

Ritenuto un importante test politico, le elezioni vengono temute da quasi tutti gli schieramenti politici per vari motivi. Il voto allargato per la prima volta ai diciottenni viene visto con preoccupazione ma anche con speranza. Alla fine il Pc brinda alla sorprendente vittoria e Berlinguer raccoglie il più grande risultato della storia. Il Partito Comunista diventa il primo partito nelle grandi città. Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze e Genova. Ma anche Venezia, Cagliari, Ancona e Perugia. Diventano rosse, sancendo un risultato imprevisto anche 5 Regioni.

Fanfani è il grande sconfitto, ma anche Moro viene aspramente criticato dagli  esponenti dell’area cattolica della Dc, ritenendolo il responsabile della debacle.

24 giugno indipendenza Mozambico

Il Mozambico è una colonia portoghese fin dagli inizi del 1500. Ma dagli anni sessanta il desiderio di indipendenza diventa molto forte e Frelimo (Frente de Libertaçao de Moçambique) si coalizza con altri gruppi di liberazione per intraprendere la lotta armata. L’Unione Sovietica, la Cina e paesi scandinavi sostengono la indipendenza del Mozambico, che viene raggiunta il 25 giugno 1975. Il Mozambico non ha una classe dirigente forte e il Portogallo lascia il paese in una situazione complicata dal punto di vista governativo ed economico. Il primo Presidente del Mozambico indipendente diventa il generale Samora Machel.

Il partito di governo Frelimo, marxista, si allinea con l’Unione Sovietica e questa alleanza crea preoccupazione agli Stati Uniti, al Sudafrica e alla Rhodesia. Nasce quindi il movimento anti comunista del Renamo (Resistencia Nacional Moçambicana). Il Mozambico viene scosso dalla guerra civile che durerà 15 anni, finché nel 1992 viene raggiunto un accordo di pace grazie alla mediazione del governo italiano.

25 giugno precipita aereo a New York durante l’atterraggio. 110 morti e 14 i soli superstiti.

6 luglio indipendenza isole Comore

Le Isole dell’Arcipelago delle Comore si trovano nell’Oceano indiano tra il Mozambico e il Madagascar. Abitate fin dal VI secolo da popolazioni africane, furono invase e sottomesse dagli arabi nel IX secolo. In seguito arrivarono anche gli europei per interessi commerciali. Nel XIX i francesi occuparono e sottomisero i sultanati arabi e colonizzarono le isole. Le Comore solo il 6 luglio del 1975 riuscirono ad ottenete l’indipendenza.

17 luglio aggancio navicelle americana e russa

Il 15 luglio dal Cosmodromo di Baikonur parte la Soyuz-19 con a bordo Aleksey A. Leonov e Valery N. Kubasov. Poche ore dopo dal Kennedy Space Center viene lanciato nello spazio il razzo Saturn IB con il modulo Apollo. All’interno l’equipaggio formato da Thomas P. Stafford, Vance D. Brande e Donald K. Slayton.

Lo scopo di questa missione è di incontrarsi nello spazio.

Nel 1975 Stati uniti ed Unione Sovietica sono in piena guerra fredda e questa missione riveste grande rilievo politico.

Tecnicamente la missione presenta il grosso problema di aggancio, in quanto le navicelle sono differenti per tipologie costruttive e quindi necessitano di un adattatore che deve anche essere un modulo airlock per ovviare alla diversa atmosfera delle due navicelle. Per questa missione l’equipaggio sovietico ha imparato l’inglese e quello Americano il russo.

Alle ore 3:17 del 17 luglio 1975 furono aperti i portelloni e i due comandanti Leonov e Stafford si stringono le mani. Per un attimo la guerra fredda viene dimenticata.

26 luglio riforma ordinamento penitenziario

In Italia vige ancora il regolamento carcerario risalente al 1931 in pieno regime fascista. Il condannato per essere rieducato deve passare attraverso sofferenze fisiche e grandi privazioni. Una visione che però si pone in pieno contrasto con quanto stabilisce la Costituzione. L’articolo 27 recita: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso dell’umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Quindi la riforma Penitenziaria viene completamente riscritta.

S’introducono anche le flessibilità dei permessi ai detenuti per consentire di riallacciare i rapporti familiari ed umani in generale, ma anche la liberazione anticipata con un giudice di sorveglianza adibito al controllo comportamentale del detenuto in questione. La riforma si ripromette anche di rieducare ed di reinserire socialmente nel mondo del lavoro, dell’istruzione, dello sport ecc.

3 agosto Un aereo della Royal Jordan Airliness si schianta al suolo in Marocco.188 le vittime, e nessun superstite.

4 agosto Sospesa produzione Fiat 500

FIAT-500 nel 1957

Nel 1957 l’Italia attraversa un buon periodo economico. La Fiat decide di produrre una macchina che diventerà un simbolo di un epoca. La prima Fiat 500 è una macchina con motore posteriore, con due sedili e una panchetta posteriore, omologata per due persone. Costa 490 mila lire, quando un impiegato guadagna 90 mila al mese. Un prezzo ritenuto eccessivo ed infatti dopo pochi mesi viene abbassato, ma le vendite non risultano soddisfacenti e la Fiat modifica il sedile posteriore rendendolo omologato per altre due persone.

Fiat 500 del 1975

 

Dopo 18 anni e vari modelli prodotti nel 1975 la Fiat sospende la produzione della 500.

20 agosto aereo cecoslovacco precipita a Damasco. Nessun superstite. 128 morti

8 settembre Un terremoto colpisce l’Anatolia Orientale causando la morte di quasi 2000 persone

29 e 30 settembre. Massacro del Circeo

Sera del 29 settembre 1975.

Roma, bar del Fungo all’Eur.

Due giovani ragazze, dei rioni popolari della capitale, Rosaria Lopez di 19 anni e Donatella Colasanti di 17 vennero invitate da tre ragazzi, della Roma bene, ad una festa che si sarebbe tenuta nella villa Moresca al Circeo di proprietà della famiglia Ghira.

Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira non fanno fatica a convincere le ragazze, che però, una volta giunte davanti alla villa, si rendono conto che in realtà è disabitata e non sembra ci sia una festa.

Guido e Izzo, convincono ugualmente le ragazze ad entrare.

Ghira, attardato da un impegno di famiglia, li raggiungerà in seguito.

Izzo e Guido tentano un primo approccio sessuale, che però viene vanificato dal netto rifiuto delle ragazze, entrambe vergini, che non si fanno convincere neanche dall’offerta di molti soldi. I ragazzi, irritati, chiudono Donatella e Rosaria in bagno, dove vi rimangono tutta la notte.

Al mattino dopo, per le ragazze, incomincia l’inferno. Picchiate e violentate per tutto il giorno. Quando arriva Andrea Ghira Donatella e Rosaria vengono drogate.

quindi Izzo e Guido portano Rosaria al piano di sopra, dove la sventurata ragazza viene affogata nella vasca da bagno, mentre Donatella, rimasta con Ghira, dopo un tentativo, andato a vuoto, di fuggire viene colpita violentemente alla testa.

La Colasanti capisce che fingendosi morta può sperare di salvarsi.

Alle 21 del 30 settembre i tre ragazzi avvolgono i corpi delle ragazze in due teli di plastica e li caricano nel bagagliaio della 127 di Guido.

Ritornati a Roma, i ragazzi, convinti ormai della morte delle ragazze, alle 23.30 parcheggiano in via Pola e tranquillamente, vanno a mangiare in pizzeria.

Donatella cerca di attirare l’attenzione picchiando contro il portellone del bagagliaio e un metronotte sente i lamenti di una ragazza e allarmato, chiama i carabinieri che arrivano velocemente.

Aperto il bagagliaio, ai soccorritori appare Donatella in stato di choc, con gli occhi sgranati e con il viso completamente imbrattato di sangue, mentre, purtroppo, per Rosaria Lopez non si può fare altro che constatarne la morte.

Gianni Guido, proprietario della vettura, viene fermato subito e poco dopo anche Angelo Izzo, invece Andrea Ghira, probabilmente avvisato da qualcuno, riusce a far perdere le sue tracce.

Gianni Guido figlio di un importante dirigente di banca, pariolino e compagno di classe di Angelo Izzo al Liceo Classico. Diciannovenne all’epoca dei fatti, simpatizzante della destra violenta degli anni 70, andava in giro con il classico giubbotto di pelle nera dal quale occhieggiava minaccioso il calcio di una pistola portata con ostentazione.

Angelo Izzo di 20 anni, famiglia della borghesia romana con il padre costruttore, appassionato di arti marziali, a tredici anni entra nell’associazione studentesca di destra Giovane Italia, ma ben presto viene allontanato dal gruppo, assieme ad Andrea Ghira, per ripetuti furti di motorini. La sua mente perversa bramava la donna dominata, schiava e posseduta con violenza e sadismo. Infatti prima del massacro del 29 settembre aveva già subito la condanna a due anni e mezzo con la condizionale per stupro di due donne

Andrea Ghira, figlio di un imprenditore edile e campione olimpico di pallanuoto, scorrazzava per le vie di Roma, senza patente con la Jaguar rosa del padre, frequentava gli ambienti dell’estrema destra e a diciannove anni ricevette la prima denuncia per violenza e l’anno un’altra per rapina, per la quale venne condannato a 5 anni, in seguito in parte condonata.

Per festeggiare l’evento organizzò, con i suoi amici, la serata del massacro del 30 settembre 1975.

Il 29 luglio 1976 il processo di primo grado si conclude con la pena di ergastolo per tutti e tre. In contumacia per Ghira che rimase latitante fino alla morte, avvenuta per overdose nel 1994 in Marocco nell’enclave spagnola di Melilla.

In seguito vennero avanzati dei dubbi da parte degli avvocati della Colasanti sull’attendibilità della morte di Ghira, e nel 2016, dopo la riesumazione del corpo e l’esame del DNA, venne ufficialmente confermato che il corpo seppellito era quello di Andrea Ghira.

Il 28 ottobre 1980 l’Appello confermò i due ergastoli per Izzo e Ghira, mentre a Gianni Guido la pena venne ridotta a 30 anni per il pentimento e per l’indennizzo accettato dalla famiglia di Rosaria Lopez. Ma nel 1981 Guido evase e riuscì a scappare in Argentina fino al 1994 quando venne arrestato ed estradato in Italia. Dopo 14 anni anni a Rebibbia, Guido venne affidato ai servizi sociali.

Il 25 agosto 2009, grazie all’indulto, Guido diventa definitivamente libero 8 anni prima della fine della sua condanna.

Condannato all’ergastolo, Angelo Izzo in galera, conobbe Giovanni Maiorano, un pentito ex affiliato della Sacra Corona Unita. Nel 2004 gli venne concessa, con estrema leggerezza, la semilibertà da scontare lavorando presso la cooperativa “Città Futura”, e rientrando di sera in galera.

Il 28 aprile 2005 Izzo trovò anche il tempo di uccidere Maria Carmela e la figlia di 14 anni Valentina. Maria era la moglie del compagno di cella Giovanni Maiorano. Due giorni dopo le vittime vennero trovate sepolte nel giardino di una villetta fuori Campobasso morte soffocate da sacchetti di plastica nastrati sul collo e con le braccia bloccate dietro la schiena.

Per questi omicidi Izzo ricevette l’ennesimo ergastolo.

Donatella Colasanti, sopravvissuta al massacro del Circeo, si dovette arrendere al male più vigliacco il 30 dicembre 2005, a soli 47 anni.

10 dicembre l’Italia viene invasa dai miniassegni. La elevata inflazione porta alla scarsità degli spiccioli e per ovviare a questo problema, l’Istituto Bancario San Paolo, ed in seguito anche altre banche, immette in circolazione dei piccoli assegni di carta del valore di 50, 100, 150, 200, 250 e 300 lire. All’epoca un caffè costava 100 lire.

30 settembre precipita un Tupolev ungherese s’inabissa nel mere davanti a Beirut. 50 morti

29 ottobre viene ucciso Mario Zicchieri

L’ennesimo assassinio assurdo di uno scontro ideologico altrettanto assurdo, figlio degli anni di piombo. Il pomeriggio del 29 ottobre, Mario Zicchieri, 17 anni, si trova davanti alla sede del MSI in via Gattamelata a Roma, con altri due camerati, quando, da una 128 scendono due uomini con occhiali scuri e cappelli e fecero fuoco sui tre ragazzi, Mario Zicchieri viene colpito all’inguine e perde la vita, Marco Lucchetti rimane ferito mentre, il terzo, Claudio Lombardi riusce a sottrarsi alla sparatoria salvandosi. Sebbene la matrice politica risulta chiara agli inquirenti, l’attentato non viene rivendicato da nessuno.

Nel 1982 un pentito fece i nomi di Morucci, Seghetti e Maccari come possibili autori dell’omicidio, ma non venne accertata nessuna responsabilità.

30 ottobre A Praga un DC9 si schianta contro una collina. 68 morti

2 novembre muore assassinato Pier Paolo Pasolini

La mattina del 2 novembre una signora trova il corpo senza vita di Pier Paolo Pasolini all’idroscalo di Ostia. Il poeta e scrittore ha il volto sfigurato completamente sporco di sangue. Un giovane ragazzo romano, Pino Pelosi, viene fermato a bordo dell’auto di Pasolini.

Messo alle strette dagli inquirenti, Pelosi ammette di aver ucciso il poeta per difendersi dalle violente avance di natura sessuale. Tutto sembra essere un omicidio riconducibile al mondo degli omosessuali. Pelosi viene condannato per omicidio a 9 anni 7 mesi e 10 giorni. In realtà le cose sembrerebbero essere andate diversamente.

N:B: chi volesse saperne di più nel blog igufinarranti c’è un approfondimento sulla vicenda nella categoria menù approfondimenti –  cronaca anni 70.

Qui il link della prima puntata igufinarranti.altervista.org/delitto-pasolini-approfondimento-di-alberto-zanini-pt-1/

10 novembre trattato di Osimo

Il 10 novembre nella città medievale di Osimo, nelle Marche, si incontrano segretamente il ministro degli Esteri italiano Mariano Rumor e il suo omologo jugoslavo Milos Minic. Lo scopo è di ratificare l’accordo firmato nel 1954 a Londra nel Memorandum d’intesa.

Un piccolo cenno storico per inquadrare meglio la situazione.

Il primo maggio 1945 il IX Korpus di Tito, dopo aver occupato la Dalmazia, Fiume, Istria e la Venezia Giulia, giunge alle porte di Trieste ma non riesce ad occuparla. Tito, frustrato, comanda una rappresaglia feroce nei confronti degli Italiani che in migliaia vengono deportati, crudelmente infoibati ed uccisi.

La tragedia si conclude, finalmente, con il trattato di pace di Parigi del 1947, l’Italia e le potenze alleate decidono che “il Territorio Libero di Trieste”(TLT), deve diventare uno Stato indipendente.

Nel 1954 a Londra viene sottoscritto un nuovo accordo che prevede la TLT divisa in due zone: la Zona A, amministrata dal governo alleato, che si estende da Duino fino a Muggia comprendendo la città di Trieste. La Zona B, che comprende la parte nord-occidentale dell’Istria amministrata dall’esercito jugoslavo.

L’incontro di Osimo, nel 1975, viene deciso in gran segreto e i giornali non danno gran risalto all’accordo disinteressandosi volutamente.

La ratifica in Parlamento, con gran parte della sinistra assente, passa con 349 si e 51 no. Le uniche proteste per aver, di fatto, consegnato alla Jugoslavia degli esuli istriani sono quelle dei missini.

Con questo trattato si sposta il confine a favore della Jugoslavia, che si vede assegnare anche nuovi centri abitati. In pratica viene ceduta tutta l’Istria nord-occidentale oltre a Fiume e Zara, alla Repubblica Federativa Jugoslava.

Molti si chiesero come mai l’Italia fece queste concessioni senza pretendere niente in cambio.

Lo storico Roberto Spazzali azzarda l’ipotesi che fu una sorta di regalo fatto a Tito per il suo distacco dall’orbita sovietica e l’avvicinamento all’Occidente ed all’Europa in generale.

 

fine seconda parte

 

Alberto Zanini

Precedente Da MAGRITTE a DUCHAMP 1929: Il Grande Surrealismo dal Centre Pompidou Successivo Christine - La Macchina Infernale - Una terrificante "motorata" d'amore.

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.