A bocca chiusa Ed 2019 – Intervista all’autore Stefano Bonazzi

Intervista a Stefano Bonazzi autore de: A bocca chiusa – Romanzoa bocca chiusa

  • Ciao Stefano, bentornato sulle pagine dei Gufi Narranti. Sono passati un paio d’anni dalla nostra prima chiacchierata che ti vedeva autore di un romanzo A bocca chiusa e ora ci rivediamo per la riedizione di quel romanzo, ma sappiamo che nel mezzo è nato “L’abbandonatrice”. Vuoi dirci qualcosa di quel libro?

 

Grazie a voi per l’ospitalità, ricordo ancora la passione e il calore con cui avete accolto la prima versione di A bocca chiusa, quindi per me è sempre un piacere tornare a trovarvi su queste pagine! L’abbandonatrice è il secondo libro che ho pubblicato ed è una storia completamente diversa dal precedente anche se alcuni legami tra le due letture persistono, soprattutto il concetto di incomunicabilità nel contemporaneo. Anche in questo romanzo di formazione infatti, i tre protagonisti (Davide, Oscar e Sofia) vivono alienati dalla società attuale, rifugiandosi in una sorta d’intimo triangolo intriso d’arte, insicurezze e paure. Lo stile e le atmosfere però sono nettamente diverse: mentre in A bocca chiusa si percepisce un minimalismo narrativo nei dialoghi, nei luoghi e nelle citazioni (circa una manciata in tutto il libro), ne L’abbandonatrice le città, i nomi e i riferimenti artistici hanno un ruolo fondamentale nelle vicende. Mi piace considerarlo un romanzo di formazione e de-formazione al tempo stesso, un piccolo tributo all’arte, alla fotografia e al jazz, il tutto cosparso d’insicurezze e tangenziali sotto cui rifugiarsi a urlare.

  • A bocca chiusa è un libro che colpisce e resta in testa anche a distanza di anni, da cosa nasce l’idea di una riedizione piuttosto che di un seguito?

Non potrei mai scrivere un seguito di quella storia. La spina dorsale di A bocca chiusa è talmente semplice e minimale che se vi andassi a costruire attorno una struttura narrativa più complessa ne snaturerei l’anima. La riedizione nasce invece dalla voglia di riportare in libreria un romanzo che ha più di cinque anni sulle spalle e di cui il cartaceo era ormai introvabile. Dopo l’uscita de L’abbandonatrice molti lettori mi hanno chiesto come poter recuperare il libro precedente, abbiamo quindi pensato, assieme all’editore, di unire l’occasione, alla possibilità di rivedere completamente il testo originale, ripulendolo, correggendolo e inserendo anche un capitolo inedito. Quella che esce oggi in libreria è una sorta di “versione 2.0”.

  • Parliamo della nuova copertina così diversa tra un’edizione e l’altra, cosa puoi dirci?

Oltre al testo, abbiamo pensato di rinfrescare anche la parte grafica. C’erano varie idee in cantiere ma alla fine è stata scelta quella a mio avviso più calzante e immediata. A bocca chiusa è la storia di un dramma giovanile, un noir dell’anima con forti tinte psichedeliche, quindi penso che quest’immagine calzi a pennello con la tematica. Spero piacerà anche ai lettori!

  • Tu se non sbaglio sei anche grafico delle copertine. Vuoi raccontarci qualcosa di questo lavoro così particolare?

In realtà io realizzo immagini digitali per esposizioni personali, l’idea di utilizzarle anche come copertine di libri o di dischi non è partita da me: le prime mi furono richieste da editori e amici scrittori e da lì in poi si è avviato un piacevole passaparola, ma i lavori originali restano comunque pensati per la stampa fotografica e solo in seguito vengono adattati a copertine.

  • Hai in programma date in giro per l’Italia per ripresentare A bocca chiusa?

Sì, ci sono un po’ di date in ballo. È incredibile il calore e il sostegno che sto ricevendo in questi giorni da amici, blogger e librai, soprattutto se pensiamo che si tratta di un libro già edito in relazione un panorama editoriale come il nostro! Sono molto felice e onorato di tornare a parlarne e spero che questo “mini tour” porti a nuove collaborazioni e conoscenze.

  • E infine dicci perché chi ha letto la prima stesura del libro non deve perdersi questa riedizione.

La prima edizione è stata anche il mio primo romanzo, quindi una pubblicazione non prima di imprecisioni e ingenuità, nate principalmente da una stesura impulsiva e viscerale. Riprendendolo in mano dopo cinque anni ho sentito il bisogno di modificarne alcuni passaggi e ricontrollare parola per parola tutto il manoscritto in un lavoro che mi ha richiesto quasi sei mesi (in pratica il tempo per la scrittura di un nuovo romanzo!). I lettori che hanno amato la prima versione spero possano percepire la mole di lavoro che si nasconde dietro questa ristampa.

  • Visto che A bocca chiusa è una riedizione stai già lavorando a qualcosa di completamente nuovo?

Sì, ci sono un paio di storie già concluse, una manciata di racconti brevi che usciranno quest’anno per alcune antologie e qualche idea nuova nel cassetto. Il tutto però senza fretta e senza affanno. Mi piace prendermi i miei tempi, pensare alla scrittura, oggi, come piacere, lasciando le ombre al passato.

Grazie per la tua disponibilità, arrivederci a presto sulle pagine dei Gufi Narranti.

A bocca chiusa – Stefano Bonazzi
Casa Editrice: Fernandel
Anno edizione: 2019
Nuova edizione: 24 gennaio 2019
Pagine: 256 p., Brossura
Il libro è disponibile anche in formato digitale
Per chi volesse leggere l’intervista precendente fatta in occasione della prima vesione del romanzo lasciamo il link
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