Recensione: “I tre esorcismi di Rafilina da Torrecuso” – Giuseppe Franza – Ortica Editrice

Recensione: “I tre esorcismi di Rafilina da Torrecuso” – Giuseppe Franza – Ortica Editrice

 

Il romanzo storico proposto da Giuseppe Franza ed edito da Ortica editrice è ambientato nel XIII secolo nel Regno di Napoli e per rendere maggiormente il contesto temporale, l’autore in modo molto originale e senza rendere la lettura “pesante” utilizza una scrittura diciamo arcaica.

Dicevamo che la storia è ambientata nel Regno di Napoli, retto dalla Dinastia degli Angioini,  l’ anziano benedettino Padre Ciommo ha il compito di scortare una giovane donna, Rafilina da Torrecuso, alla Capitale per scoprire se, come sembra, la donna sia posseduta dal demonio. Il viaggio che devono compiere lo viviamo assieme ai due protagonisti e a quello che si aggiungerà in seguito.

Viaggio che posso garantire essere tutt’altro che tranquillo…

Un romanzo molto  interessante, che offre un excursus spazio-temporale nell’ Italia del Milleduecento (ancora divisa in vari regni, l’unità arriverà qualcosa come oltre cinquecento anni dopo), facendoci conoscere usi e costumi di un’epoca così lontana, fra dinastie nobiliari regnanti con le loro vite (almeno apparentemente) di alto livello e le misere esistenze del volgo; furiose lotte per il potere di gente avida di denaro, come i pirati saraceni invasori.

Il contesto culturale nel quale ci si muove è, essendo il 1200 di profonda ignoranza e chiusura mentale, Rafilina violenta verbalmente e fisicamente, mostra irriverenza verso la Chiesa e non crede in Dio. Quale miglior conferma della sua possessione demoniaca per l’epoca?

“I tre esorcismi di Rafilina da Torrecuso” è un romanzo che offre uno spaccato anche relativamente al rapporto di sudditanza obbligatoria che le donne erano costrette (o ritenevano normale) avere verso l’uomo.

Lettura sicuramente originale sia la sua stesura che per il contenuto adatta a chi ama la storia e voglia approfondire come si viveva nei periodi così lontani da noi e come a molte cose veniva attribuita una causa (nel bene o nel male) religiosa.

 

Matteo Melis

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