Intervista a Iris Bonetti – Empatia – Youcantprint

Intervista a Iris Bonetti – Empatia – Youcantprint

Abbiamo da poco recensito “Empatia” (Youcanprint) di Iris Bonetti e abbiamo ora la possibilità di fare quattro chiacchere con lei per poter approfondire un po’ di più le tematiche del libro e per conoscerla meglio.

 

Buongiorno Iris, bentornata e grazie per aver accettato di chiacchierare con noi. Mi permetto di darti del tu se per te non è un problema:

  • Come è nata l’ispirazione per scrivere un romanzo così peculiare, così lontano dai classici thriller che leggiamo normalmente?

L’idea di questo libro probabilmente nasce da un profondo desiderio di cambiamento. Dalla voglia di vedere evolvere questo mondo inaridito, che sembra aver perso l’umanità e la coscienza. Lo dico perché la storia di “Empatia” nasce da un sogno ricorrente durato circa un paio d’anni, fino a che non ho deciso di trasformarlo in un romanzo.

  • È un romanzo in cui si parla di scienza e di scienziati. Che rapporto hai tu con la scienza e con il mondo scientifico?

Il mondo della natura e della mente umana, in particolare, mi affascinano da sempre. L’idea che i sentimenti possano essere ridotti a semplici reazioni chimiche del nostro organismo, mi colpisce e mi porta a farmi molte domande su chi siamo. Di sicuro la scienza apre molti orizzonti, i più dei quali, ancora da scoprire. La scienza è la risposta terrena al “divino” che è in noi.

  • La parola empatia, dal greco es (dentro) e pathos (sentimento, sofferenza), può dare una definizione scientifica all’amore. Lo si legge in questo tuo splendido libro. Ci spieghi meglio il concetto?

L’empatia è la capacità di “sentire” l’altro, percepire le sue emozioni e farle nostre. Non è l’amore, ma di certo è quella capacità, più o meno forte in ciascuno di noi, che ci permette di raggiungere con più facilità quel sentimento. È un dono che ci ha fatto l’evoluzione. A noi, il giusto modo per utilizzarlo.

  • In questo libro sei riuscita a rendere semplici, alla portata di tutti, argomenti anche molto complicati e complessi. Quanto tempo dedichi alla ricerca ed alla preparazione quando scrivi un libro?

Ogni libro, a seconda dell’argomento trattato, che sia di natura scientifica, storica o poliziesca, necessita indubbiamente di un’approfondita ricerca, se si vuole renderlo credibile e possibile. Per “Empatia” mi sono documentata leggendo diversi testi e attraverso il confronto con conoscenti nell’ambito scientifico e medico. È stato molto interessante. Oserei dire la parte più soddisfacente per me, una parte preparatoria che è durata all’incirca tre/quattro mesi prima della stesura.

  • La tua scrittura così chiara, così intensa, così precisa mette il lettore in condizione di aver la sensazione di vedere un film. Questo mi ha dato lo spunto per chiedermi chi potrebbero essere gli attori ideali ad interpretare i tuoi personaggi. Tu chi vedresti nei panni dei personaggi principali di questo libro?

Beh, ti ringrazio per la similitudine che hai trovato tra lo stile di scrittura e una pellicola cinematografica. In effetti amo i romanzi in cui l’azione non da tregua e si muove velocemente. Sono contenta di essere riuscita a raggiungere questo risultato.

Per la verità, ho immaginato solo l’attrice che potrebbe incarnare la protagonista Sara: si tratta di Anne Hathaway. Trovo che il suo viso abbia il giusto mix tra bellezza e purezza.

  • Pensi che un giorno Sara e Marc torneranno con nuove avventure oppure ritieni che la loro storia possa dirsi conclusa?

Purtroppo, per quanto in molti mi abbiano chiesto un proseguo, credo che la storia sia giusto che si concluda in questo modo, lasciando aperta la porta verso un futuro incerto ma con qualche speranza in più. Mi piace immaginare che il proseguo, forse, potremo costruirlo noi nella realtà. Perché no? Tutto è possibile.

  • Hai già qualche idea per un nuovo libro? Ci puoi anticipare qualcosa?

EMPATIA è stato il mio primissimo libro di esordio. In realtà dopo di lui ho scritto ISOLATI, un romanzo di avventura. Ad oggi ho terminato un terzo romanzo, un thriller intitolato “La genesi del male” che vorrei pubblicare questa volta con un Editore e non più in Self. Spero di riuscirci. Nell’attesa, sto ultimando anche il terzo romanzo: “L’effige del diavolo”, proseguo della Genesi, che vede lo stesso protagonista ex ispettore: Leonardo Landi.

Grazie mille a Iris Bonetti per essere tornata a trovarci e speriamo vivamente di averla nuovamente nostra ospite

David Usilla

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