Analisi silloge: “Fin dove giunge il canto dell’iperboreo – Nicola Feruglio – Aletti. 

Analisi silloge: “Fin dove giunge il canto dell’iperboreo – Nicola Feruglio – Aletti. 

 

“Fin dove giunge il canto dell’iperboreo” è una silloge scritta da Nicola Feruglio e pubblicata nel 2021 dalla casa editrice Aletti.  Nella silloge si trova la dedica alla tradizione iperborea, tramandata dal classicismo, vale a dire la Grecia antica, fino a quella più contemporanea. Il poeta Feruglio spiega che questa civiltà ha conosciuto nella spiritualità e nell’umanità le vette più alte. La prefazione di Hafez Haidar discute a proposito di come il protagonista sia coinvolto in questa ricerca quasi metafisica e nello sforzo di rinvenire un barlume o una scintilla della civiltà iperborea nella nostra attuale, almeno in alcuni uomini.

La silloge prende spunto da una vera e propria iniziazione attraverso il canto dell’Iperboreo che ispira il poeta Nicola Feruglio. Si tratta di un popolo al nord della Grecia, forse corrispondente alla Groenlandia o alla Russia, dove gli abitanti si distinguono per particolare saggezza e spiritualità; essendo le loro caratteristiche nordiche, alcuni autori letterari ed esoterici ne hanno tratto, in modo sbagliato, la tipologia classica della razza ariana. Il nazismo inoltre ha letto, deviandone i significati, le dottrine occultiste di Madame Blavatsky che conosceva questa trattazione, traendone malvagità e mistificazione.

In realtà, secondo il poeta Feruglio, questa civiltà ha dato poi i semi di conoscenza a Erodoto, Platone, Pitagora e ad altri autori dell’Antica Grecia. Per Platone il Mondo delle Idee era un mondo di commistione fra simboli e archetipi, al quale ogni anima, dopo la morte, accedeva; al momento di una nuova nascita l’anima incarnata non ricordava più questo luogo metafisico. La metempsicosi infatti riguardava la sopravvivenza della psiche dopo la morte e la rinascita in un altro corpo fisico.

Non solo autori classici, ma anche moderni. Parliamo di Nietzsche, della figura dell’Anticristo, del sopravvivere alle leggi morali della religione, del poter andare oltre la morale comune, e dell’Oltreuomo che, attraverso la volontà di potenza, travalica ogni limite e confine. Quindi tutto è un continuo cercare l’Assoluto, divenendo Anticristo, intendendo un uomo che viene iniziato alla potenza e alla volontà. Vengono meno, secondo Nietzsche, tutta una serie di istituzioni come la politica, in parte la scienza, la religione cadendo in uno stato di nichilismo che però è solo apparente. Solamente l’Anticristo può agire, essendo uomo non comune, unico e predestinato, attraverso la sua volontà di potenza.

Il poeta Feruglio riferisce che gli uomini hanno “ipertrofiche voci”, forse riferendosi al fatto che molti parlano ma comunicano ben poco, hanno pensieri distorti a volte, ma soprattutto risultano molto lontani dalla corrente gnostica.

Nei primi anni di vita, viene identificato il canto dell’iperboreo nei giovanissimi, forse riferendoci al fatto che i bambini sono esseri puri, fonti di luce vera, perché conservano quella ingenuità che è tipica di chi ancora non è contaminato. Gesù Cristo asseriva che per entrare nel Regno dei cieli, bisognasse conservare quell’aspetto candido, scevro da qualsiasi contaminazione malvagia.

“Verrà il giorno in cui/ogni creatura-non umana/pronuncerà il suo vero nome”: si comprende che il poeta Feruglio è alla ricerca dell’essenza, del suo vero nome non “gettatogli addosso”, ma il nome inviolabile inciso nell’anima e nella coscienza. Lo gnosticismo fa riferimento alla Sophia, che ha donato la vita a due Eoni, riproducendosi. Ma i più importanti Eoni sono Cristo e lo Spirito Santo, le cui anime aleggiano nella preghiera universale del Padre Nostro.

Molti uomini cercano la verità e la vita spirituale al di là della materia, il fuoco sacro. Sulla croce di Gesù Cristo crocifisso, la scritta INRI potrebbe essere letta così: Igne Natura Renovatur Integra, vale a dire che tutto il creato sarà rinnovato, ma potremmo dire purificato, attraverso il Fuoco, quest’ultimo identificato secondo diverse tradizioni allo Spirito Santo o dal fuoco come elemento primario in tradizioni alchemiche.

Dalla silloge emerge quanto il poeta Feruglio ricerchi il vero volto, la vera essenza, la personalità che appartiene a ogni uomo, non solo attraverso una ricerca propriamente spirituale/esoterica ma anche attraverso una ricerca, potremmo dire, analitica /psicologica.  L’inconscio, tipico di ogni uomo, è costituito da archetipi e simboli, che possono comparire durante la notte o in alcuni stati di coscienza alterati (basti pensare all’assunzione di sostanze allucinogene). Ogni uomo ha sempre ricercato di rubare l’Universo e trasfigurarlo, in parte, nella propria anima, secondo la propria cultura e tradizione.

Consiglio questa silloge a chi si occupa di esoterismo, di meditazione o di occultismo. Si tratta di una silloge di ricchi riferimenti alle civiltà antiche e di deduzioni spirituali. Ho apprezzato, oltre che la ricerca esoterica, la ricerca analitica, il riferimento anche all’adolescenza, alla giovinezza, la completezza del sapere delle varie culture differenti dalle nostre. Il linguaggio è costituito da versi liberi e aulico. Il poeta Feruglio riporta la propria parola alle tradizioni esoteriche antiche, alla cultura e al sapere di Platone, di Pitagora fino ai filosofi più moderni e contemporanei.

 

Eloisa Ticozzi

Precedente Exodus - Fabulous Disaster - Rock e metal per un disastro favoloso. Successivo Recensione: “Il Pensionante"- Alfred Hitchcock

2 commenti su “Analisi silloge: “Fin dove giunge il canto dell’iperboreo – Nicola Feruglio – Aletti. 

  1. Piera Salvatori il said:

    “Fin dove giunge il canto dell’iperboreo” è l’ultimo libro di Nicola Feruglio.
    Antologia poetica che scava nell’interiorità umana,
    fino alle radici iperboree e sciamaniche dell’occidente.
    Inseguendo un “canto” che ogni uomo può riconoscere, Feruglio intesse uno spazio poetico che genera continui legami tra luoghi,
    dimensioni della vita, precetti filosofici, fenomeni estatici, fatti storici e biografici.
    La prefazione di Hafez Haidar testimonia come questo grande accademico, abbia colto “l’essenza”, non solo di questo testo poetico,
    ma dell’intero pensiero dell’autore, riconoscibile già nel saggio
    “L’energetismo segreto della vita” (2015).
    Un testo quello di Feruglio, in grado di sancire il matrimonio
    tra l’aurorale e l’escatologico.
    Piera Salvatori
    (Ufficio Stampa)

  2. Giuseppe D'Agostino il said:

    Una raccolta di poesie ricchissime, profonde, che attraverso un mito fondativo della cultura europea (gli iperborei) genera un emozionante dialogo di analogie e connessioni tra il principio e la fine della civiltà. Tutte le poesie e la prefazione del prof. Haidar (candidato al nobel nel 2017) mi hanno colpito e coinvolto con i loro contenuti mitici, filosofici, quantistici ed escatologici. Come affermato più volte dall’autore, Nicola Feruglio, la poesia è davvero da riscoprire come fonte primigenia di condivisione del sapere.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.