Recensione: Generazione Perduta di Gianluca Malato (self publishing)

Generazione Perduta di Gianluca Malato (self publishing)

Generazione perdutaIl nuovo romanzo di Gianluca Malato, Generazione perduta, ci catapulta nel mondo complesso, spesso poco esplorato, degli adolescenti odierni. La storia ha come sfondo una Roma fredda e piovosa, cupa, malinconica e sonnolenta. Qui si muove il protagonista, Marco, adolescente figlio di genitori alle prese con il disagio di una condizione economica familiare assai precaria. Si obbliga a frequentare un paio di ragazzi ricchi come se questo lo potesse aiutare un giorno ad ottenere un riscatto sociale. Li frequenta malvolentieri e ancora malvolentieri sopporta le loro bravate che suscitano in lui grande disappunto. Oltre a questa situazione già di per se poco piacevole deve fare i conti con una persona che si fa chiamare “il curatore” che tramite Instagram lo costringe a fare cose pericolose, dolorose ed umilianti, il tutto in nome del progetto Blue Whale. L’unica luce nella sua condizione disperata è Betty, ragazzina di cui è innamorato anche se non corrisponde ai canoni di bellezza che il gruppo di amici approverebbe. L’amore per Betty sarà la spinta a cercare di cambiare le carte in tavola, per cercare di ribaltare il banco e cercare una via d’uscita da quell’inferno. Romanzo che indaga il disagio di una generazione di adolescenti iperconnessi, lasciati troppo spesso soli ed inascoltati, indifesi, fragili, non preparati ad una vita che può facilmente trasformarsi in inferno. Ci ricorda anche il famoso fenomeno del Blue Whale che qualche anno fa sconvolse l’opinione pubblica di tutto il mondo e di cui si è un po’ perso traccia ultimamente. Ragazzini ricchi annoiati e viziati sempre in cerca di un nuovo sballo, di un nuovo limite da superare un’asticella sempre da alzare, ragazzi in precarie condizioni economiche continuamente succubi della vita, a dover mettere insieme i pezzi di un futuro che non sembra mai promettere nulla di buono, ragazze che devono fare i conti con un mondo che non accetta le loro imperfezioni che non capisce la loro bellezza, che le rende schiave di cliché irraggiungibili, personaggi senza scrupoli che su queste disperate umanità specula e si approfitta. Tutto questo è la base su cui scorre “Generazione perduta”, un libro che ho trovato interessante e ricco di motivi di riflessione. Durante la lettura si è immersi in una continua carambola di situazioni, un prisma di rifrazione attraverso cui il racconto si separa in rivoli di sensazioni e di emozioni forti, sempre seguendo Marco alla ricerca di una pace che forse, prima o poi, troverà. Scritto bene, buoni i dialoghi, e  con riflessioni del protagonista sempre molto coinvolgenti.

Il linguaggio informale e molto discorsivo regala al romanzo un bel ritmo ed una fluidità di lettura che fanno sì che il lettore si divori il romanzo tutto d’un fiato. Ne consiglio senz’altro la lettura soprattutto a tutti quei lettori che da un romanzo vogliono, oltre ad una bella storia, anche spunti di riflessioni ed uno sguardo sull’attualità.

David Usilla

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