INTERVISTA A IRIS BONETTI: ISOLATI

INTERVISTA A IRIS BONETTI: ISOLATI

                                                                                             Iris     

Dopo avere da poco recensito il volume autoprodotto di Iris Bonetti: “Isolati”, abbiamo il piacere di scambiare con lei una veloce intervista.

Ciao Iris, ben arrivata sulle pagine de I Gufi Narranti, possiamo darci del tu?

 

  • Isolati è il tuo secondo libro per adulti dopo una produzione di testi per ragazzi, quando hai deciso di metterti alla prova con dei testi più elaborati?

La voglia di “maturare” la mia scrittura mi è giunta lentamente lungo il tragitto della mia esperienza di scrittrice per bambini. Qualcosa dentro di me premeva per avere voce, ma ancora non aveva interiorizzato cosa fosse. La decisione vera e propria mi è arrivata in sogno. Non esagero quando lo dico, perché proprio da un sogno ricorrente che è andato avanti per mesi è nato il mio primo romanzo “Empatia”, un thriller distopico pubblicato a luglio 2019. Scene, dialoghi, personaggi e suggestioni hanno preso corpo, è stato come vedere un film. Da lì, il salto e tutto e venuto dietro a ruota.

 

  • L’incidente con l’aereo e il sopravvivere su un’isola, hai più paura di volare o di trovarti su un’isola pseudo deserta?

La paura di volare non l’ho mai avuta in effetti, e non mi è sopraggiunta nemmeno oggi tanto che adoro viaggiare, l’ho fatto da sempre e non potrei farne a meno. Tanti di questi viaggi li ho riversati nell’esperienza sull’isola del mio libro. Paura di trovarmi su un’isola pseudo deserta? Credo sia più un desiderio che ho voluto raccontare.

 

  • Nel tuo romanzo è palese una familiarità con la botanica è una tua passione da sempre o è nata per Isolati?

La passione per la natura, flora e fauna, ha sempre fatto parte di me sin da piccola e non ha fatto che accrescere con l’età. Ho amato questa occasione per poter dare voce in parte anche a loro, anzi, attraverso l’isola immaginaria del mio romanzo, Nawataee, le ho rese anch’esse parte dei protagonisti. Dentro questo romanzo c’è comunque tanta ricerca e studio su ogni elemento che svela tra le sue pagine.

 

  • Quando hai deciso di provare il canale dell’autoproduzione?

 

L’autoproduzione è stata una scelta ben ponderata che ho fatto con questi miei primi due romanzi (Empatia e Isolati) perché, nell’attesa dei tempi lunghi di trovare un Editore in questo difficile e spesso “chiuso” mondo editoriale, sentivo il bisogno di confrontarmi con un pubblico più ampio rispetto ai primi beta reader a cui ho dato in pasto i miei lavori. Un pubblico di sconosciuti e anche lettori forti a volte, che giudicassero in maniera sincera e critica i miei romanzi. Un confronto diretto con il pubblico per avere una misura delle mie qualità o meno, per capire se fossi sulla strada giusta. Il loro entusiasmo mi porta oggi a crederci e a gettarmi in una nuova avventura: il terzo romanzo.

 

 

  • Nel tuo libro ci sono tanti personaggi, vuoi raccontarci come hai scelto chi avrebbe dovuto salvarsi dall’aereo?

La scelta di dare vita a sei personaggi così differenti tra loro, non solo per paese di provenienza, ma di vissuto, l’ho fatta per consentirmi di raccontare al meglio determinate riflessioni e concetti che avevo da esprimere. Raccontarli attraverso il loro agire, il loro sentire. Due tra questi concetti che ho particolarmente a cuore sono il “cambiamento” che ognuno di noi è in grado di fare avendo i giusti strumenti, e la femminilità interiore di noi donne, che nulla ha a che fare con ciò che mostriamo o i diritti che acquisiamo dal mio modo di concepirla, ma con un sentimento istintuale più profondo e ancestrale che è quello di amare per dare  e proteggere la vita.

 

 

  • C’è tra i tuoi personaggi qualcuno con il quale hai avuto più difficoltà a rapportarti?

Quello con cui inizialmente ho faticato a rapportarmi è stato il narco trafficante Javier, il personaggio più controverso. Scrivere di lui nel capitolo a lui dedicato nel quale ho dovuto descrivere uno spaccato del mondo della droga messicana e il loro agire, mi ha urtato e confesso che non vedevo l’ora di terminarlo per passare oltre. Scoprire tanto orrore e bruttura umana tutti assieme mi ha scosso. Poi proseguendo sull’isola, Javier lentamente ha saputo conquistarmi, fino a divenire il personaggio più appagante “narrativamente” parlando che abbia mai descritto e letto. Mi ha rapita e in parte cambiata. Una cosa che non so se si ripeterà. Sto cercando questo coinvolgimento forte e potente in molte storie che leggo, e spero presto di ritrovarlo.

 

  • E al di là della protagonista femminile c’è di te qualcosa anche negli altri personaggi?

Al di là in effetti di Avril, l’unica povera donna che ho obbligato a vivere questi confronti e difficili dinamiche di gruppo, nella quale in effetti ho messo molto di me, negli altri personaggi maschili non trovo caratteristiche che mi appartengono. Sono stati solo validi strumenti narrativi con cui raccontare miei pensieri e riflessioni, attraverso le loro azioni.

 

  • Essendo autoprodotto come procedi per la promozione del libro? Fai delle dirette FB o altro?

Per la promozione di questo mio romanzo utilizzo molto i social, FB e INSTAGRAM, dove posso incontrare le lettrici e con loro scambiare, là dove me li offrono, interessanti e importanti giudizi al mio lavoro. Di certo l’autoproduzione limita il rapporto diretto e fisico col pubblico, come invece avviene con le presentazioni presso le librerie a opera degli Editori, ma è quella la mia prossima meta e spero che il felice tam tam che si sta generando tra i lettori e coloro che parlano di libri nei propri blog attorno a “ISOLATI”, arrivi alle orecchie “impegnate” di qualche valido editore.

 

  • Da piccola hai letto libri di avventura o preferivi Piccole donne?

Ho sempre amato entrambi i generi, sia di avventura che d’amore, i due principali ingredienti della vita.

 

Ti ringraziamo per la tua disponibilità e ti aspettiamo con il tuo prossimo romanzo sulle pagine de I Gufi Narranti.

Sandra Pauletto

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