Zanzara tigre – Aedes albopictus – Approfondimento

01La zanzara tigre.

La zanzara tigre è un insetto ematofago, che il nostro territorio ha involontariamente importato con un carico di pneumatici provenienti dal Giappone o almeno così si racconta. In tutti i casi cambia poco sapere come sia arrivata in Italia. Ora c’è, e quindi andiamo a conoscerla meglio. Il nome scientifico della zanzara tigre è Aedes albopictus (Sikusa 1894). L’animale adulto come dimensioni va dai 0,4 ai 0,8 mm. Il colore dominante è il nero interrotto da delle linee bianche che danno il nome comune all’insetto.

zanzara tigre

Descrizione della zanzara tigre.

Per comodità suddivideremo il corpo delle zanzare in macro aree: il capo, il torace, l’addome e le ali, seguendo una direzione di descrizione capo-coda.

Il capo

La testa di un esemplare maschio presenta una linea verticale, centrale, di scaglie bianche, che si estende dall’apparato boccale sino allo spazio tra i due occhi. È interessante notare che nella femmina questa linea è anche presente, ma composta da scaglie di colore scuro.

L’apparato boccale è composto da diversi segment e varia di dimensione in base al sesso della zanzara: nelle femmine è più piccolo che nei maschi.

Il torace

Sempre continuando nella nostra analisi notiamo che in entrambi i sessi dal torace parte una fascia longitudinale chiara composta di scaglie argentee, che arriva fino al capo.

Le ali della zanzara tigre presentano dimensioni proporzionali al corpo, misurano indicativamente 3 mm di lunghezza.

Il carattere peculiare delle ali sono le macchie, composte da scaglie di colore argento, che si trovano lungo il bordo delle ali stesse, e conferiscono il tipico aspetto a “pois”.

Dal torace partono tre paia di zampe. È interessante notare come l’ultimo paio, il terzo partendo dal capo, presenta dei colori diversi rispetto ai primi due.

L’arto degli artropodi è composto da diverse parti. Nello specifico, partendo dal torace, notiamo che il femore, linea di scaglie colore argento mentre la tibia è uniformemente nera. La zampa termina con dei segmenti chiamati tarsi con anellature di scaglie bianche ad eccezione del primo segmento di colore uniformemente chiaro.

L’addome

La segmentazione esterna non rispecchia una uguale compartimentazione interna. Nelle zanzare tigre i segmenti addominali presentano delle bande trasversali di scaglie argentee. Nella parte inferiore dell’esemplare queste bande sono separate e assumono la caratteristica forma di macchie triangolari.

Prestiamo maggiore attenzione agli esemplari femmina in quanto è lei che ci punge per nutrirsi e procreare.
Il ciclo vitale della zanzara tigre è molto simile a quello delle zanzare diciamo italiane, essendo insetti appartenenti allo stesso genere. Le zanzare si riproducono in volo come altri insetti volanti. Le femmine sessualmente mature, grazie ad un ronzio particolare, diverso dalle zanzare ancora non mature per la riproduzione, attirando il maschio segnalando la loro presenza. La singola femmina si accoppia con più individui maschi ma è solo il primo accoppiamento ad essere fecondo. Il tutto avviene nel giro di pochi secondi. Una volta fecondata dal maschio, tocca alla femmina portare a termine il processo per lo sviluppo delle uova. Ha bisogno di nutrirsi con almeno 5 mg di sangue, ecco perchè solo le femmine della zanzara pungono. L’assunzione del sangue (ossia del cibo) da parte della zanzara permette all’ovo di giungere a maturazione. Assunto il cibo necessario, è il momento di deporre.

La deposizione avviene nei pressi di piccole raccolte d’acqua stagnante (i sottovasi sono l’ideale). Mediamente ogni esemplare depone tra le 40 e le 80 uova, in casi eccezionali arriva a 100. La zanzara può deporre ogni tre o cinque giorni e la vita media della femmina in condizioni normali varia dalle 4 alle 6 settimane. La zanzara tigre punge prevalentemente di giorno e anche questo ci permette di distinguerle dalle altre. Le uova deposte nell’acqua subiscono la prima mutazione passando da uovo a larva acquatica che si sviluppa in 4 fasi, identificabili da altre 4 mute fino al raggiungimento dello stadio di pupe. Raggiunto tale sviluppo (tempo 48 ore) nasce l’esemplare adulto che abbandona l’esuvia (l’involucro della pupa) nell’acqua.

Due giorni dopo esser diventate zanzare raggiungono la maturazione sessuale e il ciclo riprende.

Il dimorfismo sessuale, ovvero la differenza tra maschio e femmina, negli esemplari di zanzara tigre non è molto pronunciato rispetto a quello che possiamo osservare in altre specie di insetti.

Morfologia delle Larve.

Le larve si presentano particolarmente piccole, infatti per effettuare una determinazione accurata è necessario addirittura uno stereomicroscopio, che permetterà di ingrandire il campione dalle 30 alle 80 volte.

Per andare ad identificare correttamente la larva dobbiamo osservare tre zone anatomiche: il capo, il torace, e l’addome.

Il capo presenta delle setole frontali doppie o, in certi casi con molte punte, le antenne che sono lisce e con setole semplici.

Anche il torace presenta, delle setole semplici, alcune volte con diverse punte. Il fatto che questi «peli» abbiano questa forma è un fattore di identificazione in quanto altre specie, e.g. Ae. geniculatus , mostrano setole con sezione ottagonale.

L’addome ci fornisce un altro elemento identificativo molto importante: una sola grossa spina formata da scaglie, in numero variabile da 6 a 13.

La zanzara tigre fuori dall’Italia è veicolo di malattie molto pericolose. Come avete visto dalla velocità di riproduzione è un animale infestante, dal quale comunque sarebbe semplice liberarsi adottando piccoli accorgimenti come ad esempio quello di non lasciare acqua stagnante nei sottopiatti delle piante.

Aedes albopictus e la trasmissione delle malattie infettive.

Aedes albopictus è vettore del virus Chikungunya Le zanzare Aedes albopictus possono trasmettere il virus Chikungunya entro due giorni dal pasto di sangue infetto.

Il virus Chikungunya è stato segnalato in Europa per la prima volta nel 2007 dopo un’epidemia che ha colpito l’Oceano Indiano (2005-2007), che ha causato milioni di casi e un significativo impegno per i servizi sanitari.

Il focolaio verificatosi in Italia, nella regione Emilia-Romagna, è stato il primo caso di trasmissione autoctona di  questo virus in Europa.

Un viaggiatore infetto di ritorno dall’India ha diffuso l’infezione alla popolazione locale di zanzare Aedes albopictus.

Ma questo non è il solo virus che può trasmettere, segnaliamo la zanzara tigra come vettore secondario di Dengue, della Febbre gialla e del virus Zika più altri 22 arbovirus.

Se individuate un infestazione di Zanzara tigre è consigliabile farlo presente all’azienda sanitaria che dovrebbe (putroppo non sempre lo fa) intervenire per la bonifica del luogo.

Sandra Pauletto

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