Valerian E La Città Dei Mille Pianeti – Sfavillante ma narrazione deludente.

Valerian E La Città Dei Mille Pianeti

Anno: 2017

Titolo originale: Valérian Et La Cités Des Mille Planètes

Paese di produzione: Francia

Genere: fantascienza

Regia: Luc Besson

Produttore: Luc Besson, Virginie Besson – Silla

Cast: Dane DeHaan, Cara Delevingne, Clive Owen, Rihanna, Ethan Hawke, Sam Spruell, Kris Wu, Alain Chabat, Mathieu Kassovitz, Herbie Hancock, Rutger Hauer, Ola Rapace, Stefan Konarske, Gavin Drea, Eric Lampaert, Irene Palko, Sam Douglas, Claire Tran, Alexandre Willaume

Dal 1975 in poi, nello spazio è andato costruendosi un agglomerato di navicelle cresciuto esponenzialmente fino a diventare Alpha, la città dei mille pianeti. Un crogiolo di specie provenienti da tutti gli angoli dell’universo che sono arrivate a stringersi la mano per unirsi in nome della pace galattica. Un evento apocalittico e drammatico sconvolge però l’armonia dell’universo. Il pianeta Mül viene spazzato via misteriosamente e la sua popolazione dovrebbe essere completamente annientata. A circa trent’anni dalla catastrofe però gli agenti spaziali Valerian e Laureline sono sulle tracce di un oggetto molto prezioso appartenente a questa civiltà dimenticata. Durante l’operazione si scopre che alcuni abitanti di Mül sono ancora vivi. Ora la trama si complica e i due agenti vogliono scoprire il mistero che avvolge la faccenda.

Dane DeHaan (Valerian) e Cara Delevingne (Laureline).

Il Luc Besson appassionato di fantascienza che ricordiamo era quello de Il Quinto Elemento. Un piccolo capolavoro nel suo genere, che poteva contare su di una trama non molto originale nei contenuti ma sicuramente stravagante ed insolita nella messa in scena, con effetti speciali per l’epoca riusciti ed un cast capace di mettere testosterone, azione ed una bella dose di sana ironia. Il regista francese aveva già abituato il suo pubblico ad opere impeccabili e spietate come la pietra miliare Leon. In Valerian E La Città Dei Mille Pianeti quello che ritroviamo è un cineasta che volge il suo sguardo ad un passato dimenticato e per moltissimi anni inseguito, ma sempre negato da un insufficiente apporto tecnologico. Ora Besson, con i mezzi giusti, ha potuto dare vita al suo sogno di bambino di vedere sul grande schermo i fumetti di Pierre Christin e Jean – Claude Mézières che leggeva. Del suo tratto distintivo sono rimasti più che altro l’abilità nel mostrare le fattezze grottesche e strampalate e lo straripante bisogno di comunicare i sentimenti dei propri personaggi. Per il resto questo ultimo film è inedito nella sua cinematografia. L’operazione di ritorno all’infanzia è stata fatta su tutti i fronti, come si evince bene nella quasi assenza di violenza, nei toni molto pacati e politicamente corretti, nei dialoghi mai allusivi o volgari. Persino l’incanto visivo in cui sono calati personaggi e racconto non è mai aggressivo o troppo cupo, ma estasiante e delizioso. Insomma, l’approccio sembra tradire un po’ quello a cui è abituato lo spettatore tipo, richiamando un pubblico molto più giovane del solito. Scelte di stile che potrebbero essere apprezzabili ma che maneggiate in maniera troppo stucchevole possono anche pregiudicare tutto. Valerian E La Città Dei Mille Pianeti tuttavia fallisce sotto ben altri aspetti. Nonostante l’idea di inserire Space Oddity nell’introduzione sembri promettere bene, i difetti strutturali sono già evidenti. Comparse ed uscite di scena delle coloratissime ed affascinanti specie aliene che sovrappopolano la pellicola vengono mostrate seguendo un alternarsi descrittivo e sistematico mai tradito, come sarebbe stato più indicato fare, dal giusto pizzico di umorismo. Dane DeHaan e Cara Delevingne vanno a comporre una delle coppie meno azzeccate del cinema, dando spesso l’impressione di interpretare male i rispettivi personaggi che finiscono per non apparire in grande sintonia. Lei per alcune mancanze recitative, lui per inadeguatezza al tipo di personaggio. Se gli attori dovevano essere questi almeno un lavoro di caratterizzazione meno superficiale poteva essere fatto; cosa che tra l’altro in questo genere di film non è così complicata.

A partire dal cammeo pressochè inutile di Rutger Hauer, a quello stereotipato ed insignificante di Ethan Hawke, fino all’interpretazione tronfia di Clive Owen e alla partecipazione fisicamente valida ma bambinesca di Rihanna, il cast si attesta su di un livello mediocre e dimenticabile. Rimangono impressi gli alieni tonti e voraci ma anche esilaranti, realizzati con un pizzico di animatronics che risolleva le sorti di un digitale bellissimo a tratti ma anche troppo cinetico ed approssimativo per essere goduto pienamente. Dinamismo esagerato tirato fuori dal cappello solo in rarissime occasioni visto che Valerian E La Città Dei Mille Pianeti ha un ritmo che rasenta la sonnolenza e rinuncia quasi sempre all’azione. Ad aggravarne l’incedere pachidermico le prove recitative senza guizzi, senza simpatia e troppe volte inutilmente seriose. Il colpo di grazia viene dato poi dalla struttura narrativa che vede l’obbiettivo principale della storia procrastinato al finale per lasciare spazio alle peripezie eccessive e pesanti dei due protagonisti (già, sono due, contrariamente a quello che vuole farci credere il titolo). Molte scene, come l’ingresso di Rihanna, appaiono fortemente decontestualizzate e fini a se stesse, dando l’impressione di un cocktail mal assemblato. Un po’ Avatar, un po’ Star Wars, anche se il fumetto è nato prima di questi grandi nomi. Alcune fasi strizzano comunque l’occhio al succitato Il Quinto Elemento ma qui c’è un discorso di coesione che è venuto pesantemente meno, in tutti gli aspetti. Il trailer prometteva bene e faceva spalancare la mascella, ma le quasi due ore e mezza di film rovinano tutta l’agognata magia.

Zanini Marco

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