Stranger Things – Prima Stagione – Folgorante. Destinata all’immortalità.

Stranger Things – Prima stagione

 Stranger Things-Prima Stagione

Anno: 2016

Titolo originale: Stranger Things

Paese di produzione: USA

Genere: fantascienza, drammatico, orrore

Ideatore: Matt Duffer, Ross Duffer

Cast: Winona Ryder, David Harbour, Finn Wolfhard, Mille Bobby Brown, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Natalia Dyer, Charlie Heaton, Cara Buono, Matthew Modine

Episodi:

1. Capitolo primo – La Scomparsa Di Will Byers

2. Capitolo due – La Stramba Di Maple Street

3. Capitolo tre – Luci Natalizie

4. Capitolo quattro – Il Corpo

5. Capitolo cinque – La Pulce E L’Acrobata

6. Capitolo sei – Il Mostro

7. Capitolo sette – La Vasca Da Bagno

8. Capitolo otto – Il Sottosopra

 

6 Novembre 1983, Hawkins, Indiana, un uomo sta’ scappando da qualcosa nei corridoi di un laboratorio. Un’interferenza nella rete elettrica immerge l’ambiente nella quasi totale oscurità. Raggiunto l’ascensore l’uomo sembra salvo, ma viene trascinato dall’alto e scompare. Approfittando dell’accaduto, una ragazzina fugge dal laboratorio. Nella stessa cittadina, Mike Wheeler sta giocando a casa sua con gli amici fraterni Dustin Henderson, Lucas Sinclair e Will Byers. Quando gli ultimi tre rincasano, Will vede qualcosa tra gli alberi. Di lì a poco, anche lui sparisce misteriosamente. Quando la notizia della scomparsa di Will raggiunge anche Mike, Dustin e Lucas, questi si precipitano a cercarlo, ma scovano, in mezzo alla foresta, la ragazzina. Lei non parla, ma gli altri decidono di chiamarla Undi, dal numero undici che ha tatuato sul braccio. Mike inoltre accetta di nasconderla a casa sua, nonostante la diffidenza di Dustin e Lucas. L’apparizione di Undi e la scomparsa di Will in realtà sono eventi collegati. Lei, dotata di poteri incredibili, sa’ dov’è finito e aiuterà i ragazzini a cercarlo, ma non sarà semplice.

Stranger Things-Prima Stagione
Lucas, Dustin, Mike e Undi. Quando si dice il gruppo fa’ la forza.

Questa è la storia di Stranger Things, serie di otto episodi approdata quest’anno sulla piattaforma di streaming Netflix. L’opera si è fatta velocemente largo tra il pubblico e si può dire che abbia raggiunto lo stato di culto. Gli ideatori, i gemelli Matt e Ross Duffer, hanno deciso di dare alla luce Stranger Things per ricordare lo spumeggiante cinema degli anni ’80. Il loro lavoro, per risultare fedele, è stato curato nel minimo dettaglio, a partire dalle coordinate stilistiche e dalle scelte del cast, passando per le musiche, fino all’estetica e ai costumi. Il mondo di Stranger Things pesca a piene mani nella letteratura di Stephen King e nel cinema fantascientifico di John Carpenter, Steven Spielberg e Ridley Scott. E’ evidente che da parte dei Duffer Brothers ci sia un’ossessione per E. T. – L’Extraterrestre, considerate le ricorrenti citazioni all’interno della serie. Non mancano poi chiari riferimenti a Stand By Me, I Goonies, La Cosa e Alien; pare che ai giovani interpreti sia stato chiesto durante le audizioni di re – interpretare proprio spezzoni di Stand By Me. Il cast, composto principalmente da giovanissimi attori emergenti, è guidato da due che negli anni ‘80 hanno costruito la propria carriera.
La prima è Winona Ryder, in apparente ricerca di riscatto. In questa occasione infatti l’attrice americana pare in grandissima forma, forse come mai è stata prima. Calata perfettamente nella parte, la Ryder interpreta Joyce Byers, madre protettiva e amorevole, dilaniata dalla scomparsa del figlio più piccolo. Fragile ma al tempo stesso determinata e in definitiva madre esemplare, Winona sfoggia una prova di grande intensità mettendoci tutta se stessa.

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Millie Bobby Brown è Undi. La ragazza dai superpoteri di Stranger Things.

Matthew Modine, autore invece di una prova piuttosto anonima, è l’antagonista a capo del laboratorio da cui scappa Undi. Con lei ha un rapporto particolare, un po’ come quello tra Frankenstein e il suo mostro. Non solo i senatori del grande schermo si fanno notare in Stranger Things, anche Millie Bobby Brown (Undi) si cala bene nella ragazzina con i superpoteri e pur essendo quasi del tutto silenziosa dimostra il carisma e la giusta brutalità per la parte. Su questo personaggio è stato fatto anche un bel lavoro da parte dei creatori della serie, che sono riusciti nel difficile compito di non rendere patetico il rapporto tra Undi, i suoi poteri e ciò che la circonda, anzi a tratti sa’ anche spaventare. David Harbour (già visto in The Green Hornet, nei panni di Scanlon) è Jim Hopper, il poliziotto che darà l’anima per trovare Will. Indubbiamente sono però gli attori più giovani a costituire la grande forza emotiva e non solo di Stranger Things. Mike, Dustin e Lucas sono il vero ponte che riporta il 2016 a quei tempi ormai dimenticati. Tempi in cui,in assenza di grandi tecnologie, bastava agguantare il manubrio di una bicicletta per andare all’avventura. Nei ragazzi un po’ più cresciuti della serie sembra invece di rivedere la gioventù bruciata di Christine La Macchina Infernale. Intorno ai personaggi che compongono questo nuovo universo ci sono le forze del male, rappresentate da mostri di varie forme, che siano scienziati senza scrupoli o vere e proprie creature raccapriccianti che cacciano le loro prede come Lo Squalo di Spielberg.

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Potere ai giovani. Al centro Jon Keery (Steve) e Natalia Dyer (Nancy).

Per quanto concerne la trama, Stranger Things segue la filosofia tipica delle serie, cioè colpi di scena continui che possano tenere lo spettatore incollato ed emotivamente coinvolto fino alla fine, ed in questo Matt e Ross Duffer ci sono riusciti benissimo. Per quanto mi riguarda, riascoltare a posteriori Elegia dei New Order, presente nella colonna sonora,mi garantisce sempre una bella scarica di emozioni. Ma in fin dei conti questa serie sembra proprio fatta per questo, cioè per scavarti un solco molto profondo dentro e per essere ricordata a lungo, molto a lungo. Particolare fondamentale in questo caso è il rapporto molto sentito che Stranger Things ha con le sue musiche, tra cui spiccano The Clash, Jefferson Airplane, Toto, Foreigner, Joy Division, New Order, Corey Hart tra gli altri. Per le musiche originali invece sono stati interpellati Michael Stein e Kyle Dixon, due ex membri del gruppo synth Survive, innamorati delle atmosfere ipnotiche e sintetiche degli anni ’80. La loro composizione per la sigla originale è pronta a diventare un simbolo così come quella di Ai Confini Della Realtà. Infine, per accompagnare la sigla di ogni puntata, la Imaginary Forces ha deciso di ispirarsi ai lavori grafici di Richard Greenberg (Alien, I Goonies) e ai titoli delle copertine di Stephen King.

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Undi e Mike. Sembra ci sia del tenero.

Insomma, un lavoro fantastico e dettagliatissimo destinato a riportare ai giovani con la giusta sensibilità, un vecchio spirito d’avventura,purtroppo andato perduto. Attenzione però, pensare che Stranger Things sia solamente un’egregia operazione di copia e incolla degli anni ’80 è sbagliato. Il suo vero successo infatti non sta’ nell’imitazione estetica ma nella ben più importante svolta fondamentale della trama. I fratelli Duffer infatti vanno a recuperare una tematica così vecchia e fuori moda, ma al tempo stesso così genuina e brillante, che è impossibile non amarla! Il passaggio tra una dimensione e l’altra è affrontato in maniera così infantile ma allo stesso tempo scientificamente concepibile che è al principio della cultura nerd. Diventa poi chiara la strada intrapresa vedendo i personaggi principali giocare a Dungeons & Dragons ed utilizzarlo per cercare di spiegare ciò che sta succedendo nella realtà…o nelle due realtà.

Nel finale forse, per quanto riguarda la narrazione, Stranger Things perde un po’, ma la serie è stata concepita per auto concludersi e per uno come me che non ama le minestre riscaldate è un’ottima cosa. Matt e Ross hanno comunque già annunciato che ci sarà una seconda stagione, perciò non resta altro che attendere e sperare che il formato originale non venga esasperato o rovinato. Nel frattempo vi consiglio di godervi questa prima stagione perché promette grandi emozioni.

 

 Marco Zanini

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