Spider – Man: Homecoming – La versione più romantica ed adolescenziale.

Spider – Man: Homecoming

 

Anno: 2017

Titolo originale: Spider – Man: Homecoming

Paese di produzione: USA

Genere: supereroico, commedia, fantascienza

Regia: Jon Watts

Produttore: Kevin Feige, Amy Pascal

Cast: Tom Holland, Michael Keaton, Jon Favreau, Zendaya, Donald Glover, Tyne Daly, Marisa Tomei, Robert Downey Jr.

 

Adrian Toomes e la sua squadra di operai stanno ripulendo New York dai detriti alieni dopo la battaglia tra i Chitauri e gli Avengers. L’organizzazione Damage Control, guidata da Tony Stark, improvvisamente però li solleva dall’incarico e dichiara il recupero di oggetti extraterrestri un affare dello Stato. Toomes non prende bene la perdita del lavoro e decide con i suoi soci di tenere l’avanzata tecnologia aliena per costruirsi un arsenale e darsi alla delinquenza. Otto anni dopo un Peter Parker quindicenne, spinto da Tony Stark, prende parte alla sua prima missione a fianco di Captain America e compagnia. Poi c’è il ritorno alla vita di tutti i giorni: zia May, l’amico Ned, la cotta per Liz, gli studi alla Midtown School Of Science And Technology, dove Peter si distingue per la sua intelligenza. Cose poco importanti quando si è Spider – Man. L’unica cosa a cui ambisce veramente Peter è collaborare nuovamente con gli Avengers. La sua smania di contribuire nel Mondo come supereroe sembra incontrollabile.

Tom Holland è il nuovo Spider – Man.

Spider – Man: Homecoming è la sua terza incarnazione cinematografica ma si pone esattamente come approfondimento estrapolato da The Avengers (2012) e Captain America: Civil War (2016), dove appunto Spider – Man combatteva a fianco di Iron – Man nella sua prima missione di supporto. Inizia così il nuovo corso con un protagonista mai così giovane, che sa prendere le distanze dai suoi predecessori. Il nuovo Peter Parker, interpretato da Tom Holland, pur essendo il solito secchione imbranato, non è taciturno ed introverso come quello di Tobey Maguire, ne complessato ed inquieto come quello di Andrew Garfield. Quello dell’Homecoming è un ragazzino vivace e sfrontato, soprattutto quando indossa il costume, e in partenza sembra avere le idee chiare su quello che vuole fare da grande: il supereroe. Il giovane virgulto abbagliato dalle luci della notorietà e ansioso di crescere. Differisce anche per la percezione che i suoi amici più stretti hanno di lui: che abbia dei legami con Tony Stark lo sanno tutti, ma sono mascherati da uno stage formativo fittizio per nascondere la sua identità segreta. Cambia poco visto che è considerato dagli altri super come un poppante alle prese con servizi civili troppo impegnativi per lui. Stark difatti è il suo mentore, il padre o la madre che non ha, pronto ad intervenire quando il gioco si fa’ troppo duro. Al nuovo Spider – Man, troppo acerbo per affrontare i veri cattivi, viene riservato il comunque valoroso compito di salvare gli amici dalle situazioni ad alto rischio (quella famosa zona d’ombra in cui deve agire sempre su consiglio di Stark). E’ l’amichevole Spider – Man di quartiere, nel senso più limpido del termine, un eroe a misura d’uomo, o forse sarebbe meglio dire di ragazzino. Non che questo intacchi l’adrenalina del film. Jon Watts (autore del trascurabile horror Il Clown del 2014) qui si dimostra all’altezza e lo fa’ vedere in ottime sequenze d’azione: su tutte quella vertiginosa al monumento di Washington e quella spettacolare del traghetto. Anche da un punto di vista della scrittura Spider – Man: Homecoming si fa’ apprezzare. C’è il recupero evidente delle commedie anni ’80 adolescenziali e questo si traduce in un tono leggero e ironico, magari non al vetriolo come quello di Deadpool e dei Guardiani Della Galassia, ma che comunque funziona e diverte. Intrattenimento che trae soprattutto dai suoi interpreti: Robert Downey Jr., che ormai sta a Tony Stark come Johnny Depp sta a Jack Sparrow; la rivelazione Zendaya nei panni della ragazza ribelle e fuori dagli schemi,;Jacob Batalon che interpreta Ned, il simpatico amico del cuore di Peter; Jon Favreau, il maggiordomo di Stark; un Michael Keaton sempre più convincente nella parte del cattivo e la nuova May, più giovane del solito e ben interpretata da Marisa Tomei. Insomma, un cast ben assortito che sa creare un’atmosfera giusta e nuova intorno al personaggio dell’Uomo Ragno. Atmosfera voluta dalla sceneggiatura a più mani di un film che si pone come nuovo esperimento sulle modalità interpretative del suo protagonista. Tentativo a mio parere riuscito, a cui si può perdonare qua e là qualche perdita di ritmo ed azione, risolti comunque con trovate interessanti e goliardiche. E’qualcosa che ricorda l’adolescenza la volontà di Peter di sbocciare definitivamente per combattere i cattivi, ma è qualcosa di romantico che nell’attesa si debba completare una Morte Nera di Lego.

Si può dire che lo Spider – Man di Jon Watts si conquisti i meriti scelta dopo scelta, snodo dopo snodo, fino a quello più importante, il finale dove Peter deve decidere se diventare un Avenger o no. Ed è proprio in questo punto che Spider – Man:Homecoming, non solo fa’ vedere la sua anima più bella e genuina, ma dimostra di essere ancora molto più interessante di tanti altri supereroi del suo corso.

Zanini Marco

 

 

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