Sighma Fumetto Bonelli editore

SIGHMA

Sighma, fumetto singolo, autoconclusivo di 288 pagine, edito da Sergio Bonelli Editore, esce nelle edicole italiane verso la fine di ottobre del 2008, dalla mente e la matita di Paola Barbato solitamente presente nei testi di Dylan Dog e Stefano Casini familiare agli appassionati di Nathan Never di cui cura i disegni.sighma

Fumetto di chiara impronta distopica, originale solo nell’ambito del graphic novel in quanto l’argomento non aggiunge nulla alle più classiche tematiche del genere: perdita della memoria, microchip, tanto per citarne alcuni.

Infatti è del 1946 uno dei primi film che si occupano di amnesia del protagonista ed è: “Il bandito senza nome” del regista Mankiewcz. Ma Sighma (nome che il protagonista da a se stesso in quanto, non ricorda più come si chiama, e ha un Sighma tatuato sul petto) non prende spunto solo da quel film, ancora più palesi sono i richiami legati alla saga The Bourne Identity dello scrittore statunitense Robert Ludlum.

L’inizio del fumetto è accattivante e silenzioso, sette pagine d’ immagini, in assoluta assenza di parole e suoni, trasportano il lettore, come in una bolla di sapone, attraverso tavole raffiguranti una realtà vuota e immobile, finché la bolla scoppia e tutto prende vita grazie ad un appunto che il protagonista troverà frugando nella tasca dei pantaloni, facendoci precipitare in una babele di suoni, parole e azioni in netto contrasto con le vignette precedenti.

Si scoprirà presto che in questo futuro tutti gli esseri umani sono controllati dalla Milizia attraverso un microchip piantato nella testa. Sparsi per la città, al posto delle telecamere, ci sono svariati DECRID, ossia lettori di schede, che automaticamente rivelano identità della persona che si trova nei pressi. I potenti possono accedere ad un numero illimitato di dati perché nel chip vengono archiviati anche i ricordi, mentre le persone comuni possono solo conoscere i dati anagrafici.

Sighma per un motivo inizialmente sconosciuto, non ha il chip.

Interessante, anche se ancora una volta non molto originale, la struttura della città in cui la storia si svolge poiché è costruita su livelli.

Nei piani più bassi “al livello zero” ci sono le persone più povere sia economicamente che in senso morale. All’ultimo piano, l’opposto, secondo i criteri della Milizia. Questa struttura trova un’analogia con il poema dantesco, in cui l’Inferno è pari al livello zero e man mano che si sale si arriva alla beatitudine eterna con il Paradiso. Anche in “Sighma” chi sta sulla vetta è più potente e felice.

A livello grafico Casini tratteggia i vari livelli della città usando segni e sfondi scuri e cupi per i livelli bassi e illuminando e schiarendo man mano che salgono. Siccome siamo abituati a vedere questo disegnatore sempre alle prese con tavole piene di movimento, è legittimo chiedersi quanto possa esser stato agevole per lui tratteggiare Sighma in tutte le vignette in fase introspettiva. Facciamo quindi i complimenti a lui in quanto, pur essendo fuori dalle suoi schemi congeniali ha fatto davvero un buon lavoro.

Sandra Pauletto

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