Siberian Meat Grinder – Metal Bear Stomp – L’orso metallico vi calpesterà.

Siberian Meat Grinder – Metal Bear Stomp

Anno: 2017

Provenienza: Russia

Genere: crossover/ hardcore

Membri: Artemius – basso; Ches – batteria; Yuriy – chitarra e cori; Maximilian – chitarra e cori; Robert – voce; Vladimir – voce

  1. Ruder Than Thou
  2. Hunt The Steel
  3. Metal Bear Stomp
  4. Can’t Stop Won’t Stop
  5. No Way Back
  6. Enter Bearface
  7. No Sleep Till Hell
  8. Style
  9. Get Busy
  10. Face The Clan 2017
  11. Eternal Crusade
  12. Walking Tall 2017

Casa discografica: autoprodotto

Antefatto:

quando vidi dal vivo i Siberian Meat Grinder questa estate al Blue Rose di Bresso era un infrasettimanale, perciò di gente ce n’era pochissima e quella poca che c’era non si muoveva. Insomma, una vera e propria sconfitta. A me gli orsi siberiani hanno preso benissimo e il loro spettacolo è stato inappuntabile; i presenti forse non avevano voglia o erano degli sfigati. Che vadano a cagare.

In realtà il gruppo di Mosca è diventato rapidamente una specie d’istituzione underground, grazie alla sua attitudine irriverente, muscolosa e spinta oltremodo verso l’iconicità esagerata delle maschere indossate dai due cantanti. Ciò non toglie che l’efficacia con cui i Siberian Meat Grinder fondono NYH e crossover thrash sia unica. Il loro approccio, indubbiamente accusatorio e minaccioso, in realtà non disprezza le contaminazioni, come si può notare dalle improvvise miscele rap o dagli ancora più rari, ma presenti, sprazzi black metal. Come impatto potrebbero ricordare i S. O. D. di Billy Milano, la cui verve viene ripresa un po’ da Robert e Vladimir, ma qui il terreno esplorato si allarga, e si può dire che con fluidità i Siberian Meat Grinder abbiano creato un suono personalissimo.

Il disco d’esordio ed omonimo, di due anni fa, aveva mostrato le loro qualità ma anche i loro limiti. Si può dire che Metal Bear Stomp non gli si discosti molto. Concentrandosi su ciò che di buono propone il gruppo russo, non si può non notare la qualità delle esecuzioni, la precisione, la personalità e la bravura nel riuscire ad inserire cori epici e moderni allo stesso tempo in strutture musicali più vicine al metal degli anni ’80. Tutto questo senza trascurare anche l’attenzione per gli assoli di chitarra, sempre di ottima fattura nonostante la fulmineità. Ruder Than Thou effettivamente mette in mostra un crossover di scuola S. O. D. , ma con Hunt The Steel emergono i veri Siberian Meat Grinder con tutto il loro potenziale. Cori NYH, grande carica, assoli ispirati. Un punto d’incontro perfetto tra metal e hardcore, con le dovute declinazioni del caso.

Il ricorso continuo al riff trita ossa è una costante di Metal Bear Stomp, mentre i tempi più lenti parlano il dialetto del gruppo di Tom Araya in alcuni pezzi, come nella traccia che da il titolo al disco. Il muro di suono è potente ed inarrestabile, ma la cosa che sorprende di più è la compostezza che mantengono chitarra e voce. La parte vocale specialmente è lineare, oserei dire monocorde, fatta eccezione per i fantastici cori dei ritornelli. In Cant’ Stop Won’t Stop i nostri si lasciano andare pure a memorabili rimandi black metal. No Way Back si propone come nuovo inno hardcore, con la sua infiltrazione rap improvvisa. Nel caso pensiate di aver letto male, vi rassicuro: avete letto benissimo. Si, abbiamo appena ascoltato un po’ di black metal e un po’ di rap e il risultato non ha stonato per niente. Imparate e godetevi lo spettacolo. Dopo gli elogi va fatta una piccola critica. Quello che sembrava essere l’unico difetto dei Siberian Meat Grinder si ripresenta di nuovo. Alla lunga possono annoiare e risultare un po’ ripetitivi. Enter Bearface e No Sleep Till Hell ad esempio, per quello che hanno da trasmettere, potevano anche non far parte del disco. Questo è un aspetto che in assoluto il gruppo deve migliorare. Style, Get Busy ed Eternal Crusade sono comunque ottimi episodi che innalzano la tremenda efficacia e la forza trascinante dello squadrone russo. Per concludere, le riedizioni di Face The Clan e Walking Tall, due capisaldi che hanno contribuito a far conoscere l’inossidabile hardcore dei Siberian Meat Grinder.

Voto: 8

Zanini Marco

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