Sfinge testa di Morto ( Acherontia atropos )

Sfinge testa di Morto ( Acherontia Atropos )

La sfinge testa di morto è un lepidottero appartenente alla famiglia delle SPHINGIDAE.Questa falena, pur vivendo prevalentemente in Africa e in Asia occidentale, è diventata famosa in tutto il mondo grazie al film “Il silenzio degli innocenti”, anche se non è l’unico caso artistico in cui la nostra falena viene utilizzata. La macchia che ha sul dorso a forma di teschio è fonte d’ispirazione. Il maestro Alan Poe ad esempio ne scrisse un racconto. Ma andiamo a conoscerla meglio dal punto di vista naturalistico, lasciando per la parte finale dell’articolo alcune citazioni, dove possiamo trovarle fuori dal contesto naturale.

Il nome comune della falena come abbiamo detto è Sfinge testa di morto. LINNAEUS nel 1758 classificandola l’ha chiamata ACHERONTIA ATROPOS, tirando in ballo quindi il fiume infernale Acheronte e ATROPOS che è il nome di una delle tre moire Greche ossia Atropo (le altre due sono LACHESI e CLOTO). Queste tre creature avevano il compito di decidere la lunghezza della vita degli esseri umani. Cloto era colei che teneva il filo della vita. LACMESI lo avvolgeva al fuso stabilendo quanto filo spettasse al singolo uomo e Atropo con un colpo di forbici lo tagliava mettendo fine alla vita. E visto il teschio che ha sul dorso è ben chiaro perchè tra le tre PARCHE sia stata scelta proprio ATROPO. La Sfinge testa di morto è un insetto dalle dimensioni notevoli: lunga 6 cm ha un’apertura alare compresa tra i 3 e i 13 cm per un peso di 1,5 grammi. Grazie a questa sua ampia apertura alare può raggiungere una velocità di 50 km/h. Anche quando si sta sviluppando e si trova nella seconda fase di sviluppo (uovo-bruco-pupa-adulto). Il bruco non delude in dimensioni misurando 13 cm di lunghezza per ben 23 g di peso. Il procedimento che la Sfinge testa di morto fa per passare dallo stato di uovo ad animale adulto è affascinante e merita di essere descritto.Come abbiamo detto le fasi da superare sono 4 e mediamente nell’arco dell’anno si producono per 3 volte. Le uova, primo stadio dello sviluppo,vengono deposte da un esemplare adulto sulla parte interna della foglia in modo singolo, non a grappoli come fanno altri insetti. Palline dal colore grigio-bluastro o verde. Le foglie sulle quali vengono attaccate, saranno cibo del bruco al momento della schiusa (solitamente tra luglio e ottobre). Il bruco prima di trasformarsi in crisalide passa a sua volta quattro fasi, le quali sono riconoscibili innanzitutto dal colore dell’animale. Curioso il fatto che nella seconda fase dello sviluppo, al bruco crescono sul dorso una buona quantità di piccole spine.

La terza fase è ancora caratterizzata da un cambio di colori del corpo mentre nella quarta fase ( quella finale) il bruco raggiunge la lunghezza massima di 15 cm e le spine sul dorso cadono. Il bruco adulto può essere di 3 colori: giallo, marrone o verde.Dopo  questa fase si passa a quella successiva, ossia da bruco a pupa. Per completare questo stadio il bruco scava con le sue possenti mandibole un buco nel terreno profondo dai 10 ai 40 cm., per evitare di ferirsi sfregandosi contro il terreno nella discesa, secerne della saliva che gli protegge il corpo. Questa sostanza costituirà il primo strato del bozzolo nel quale il bruco andrà a completare il suo ciclo di sviluppo con l’ultima fase. La pupa rimane interrata da 20 a 60 giorni poi finalmente sbuca dal terreno nella sua forma adulta.

La sfinge testa di morto è una falena, si muove quindi nelle ore notturne dal tramonto fin dopo la mezzanotte.Durante questo tempo si nutre o si accoppia. Il suo alimento preferito è il miele. Perfora le celle dell’alveare con la SPIROTROMBA della quale è dotata. Se la situazione lo permette entra anche dentro gli alveari. Le api di guardia tentano di fermarla pungendola, ma il suo corpo è resistente al loro veleno e la peluria del quale è coperto riesce a difenderla da molte punture. Vista la sua apertura alare, si fa spazio proprio frullando le ali. Una volta dentro l’alveare, è in grado di produrre delle molecole che simulano gli acidi grassi delle api riuscendo così ad essere scambiata per una di loro e mangiare il miele in quantità. E’ golosa anche del polline di diversi fiori, tra qui il gelsomino, e può nutrirsi della linfa degli alberi o della frutta in decomposizione. Per quanto riguarda l’accoppiamento questo avviene tra due esemplari che si uniscono coda contro coda o fianco a fianco. L’incontro è di durata variabile da qualche ora a tutta la notte.

La caratteristica più inquietante della sfinge testa di morto è la sua capacità di emettere un grido con la faringe che ricorda per intensità lo squittio di un topo. Il suono viene prodotto dall’espulsione veloce dell’aria facendo così vibrare una piccola lamina situata all’imboccatura della faringe. Usa questo grido anche per spaventare eventuali nemici essendo lei del tutto priva di “armi” per difendersi. Nel caso il suono non fosse sufficiente a scoraggiare l’aggressore, solleva le ali e secerne attraverso le ghiandole situate sotto i peli dell’addome una sostanza dall’odore nauseabondo che allontana l’aggressore. Come detto in precedenza, questo lepidottero è stato sfruttato da diversi artisti. Ne elencheremo solo alcuni perchè la lista risulterebbe interminabile IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI (LIBRO E FILM) DRACULA DI BRAM STOKER. Nel quadro THE HIRELING SHEPHERD di W.HOLMAN HUNT. In campo musicale la troviamo sulla copertina dell’album HAIL HORROR HAIL della banda metal giapponese SITH.

HAIL HORROR HAIL

THE HIRELING SHEPHERD

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