S. Pietro Martire debella con l’Ostia il demonio – Vincenzo Foppa

S. Pietro Martire debella con l’Ostia il demonio – Vincenzo Foppa

Milano. Piccoli gioielli d’arte si nascondono nelle sue chiese. Oggi vi racconterò di un affresco davvero particolare che si trova in Corso Ripa Ticinese nella Cappella Portinari, raggiungibile attraverso il Museo di Sant’ Eustorgio. E’ un opera di Vincenzo Foppa (Bagnolo Mella – BS- 1427 / 1515)

La cappella dove si trova l’opera che andremo a conoscere fu iniziata nel 1462 per volere di Francesco Duca degli Sforza.

Il lavoro fu finanziato da Pigello Portinari, ecco perché la Cappella porta il suo nome.

L’affresco che andiamo a conoscere si trova nell’arcata centrale della Cappella Portinari, uno dei più famosi del Rinascimento della città di Milano. L’opera ha tre nomi: quello più accademico ossia: ” S. Pietro Martire debella con l’Ostia il demonio” – Vincenzo Foppa, e poi due popolari: l’affresco della falsa Madonna, o della Madonna Cornuta. Vederlo vi aiuterà a capire il motivo di questi nomi.

Non scandalizzatevi perché l’opera seppur senza ricevere le fondamentali informazioni a riguardo possa apparire blasfema, in realtà non lo è affatto.

Vincezo Foppa nella pala ha affrescato una Madonna con il bambino in braccio, ma….

sulla testa di entrambi spicca un bel paio di corna.

Non è una delle possibili rappresentazioni dei raggi divini come nel Mosè di Michelangelo.

Qui sono esattamente quello che appaiono. Corna, demoniache per la precisione, ma rilassatevi, Foppa non era un satanista anche se magari a qualcuno crederlo ha soltanto scelto di affrescare, forse con spirito goliardico, un particolare momento della vita di S. Pietro Martire, al secolo Pietro Rosini.

Si racconta infatti che tra le varie avventure legata alla vita del Santo, durante una messa da lui ,officiata quando era ancora un “semplice sacerdote”, il diavolo per tentarlo prese le fattezze di Maria con il bambino tra le braccia, ma nel compiere la trasformazione dimenticò di far sparire le corna. Pietro riconoscendo in quel segno un trucco del demonio lo cacciò  alzando l’ostia consacrata.

Esiste tuttavia una seconda interpretazione dell’affresco e riguarda Guglielmina la Boema, interessante figura storia di cui sicuramente ci occuperemo.

La donna visse sempre in odor di santità, ma a causa delle sue idee venne seppur inizialmente sepolta come quasi santa nell’abbazia di Chiaravalle, dichiarata eretica post mortem, recuperati i suoi resti e bruciati assieme a tutto ciò che le poteva appartenere.

Le corna affrescate di Vincenzo Foppa rappresenterebbero quindi la presenza dello spirito di Guglielmina la Boema nell’ affresco raffigurante Maria con il bambino.

A livello artistico possiamo notare come la soluzione prospettica scelta da Vincenzo Foppa fosse alquanto ardita a partire dal punto di fuga e da un innovativo sottoinsù, ossia una scelta dell’autore di rappresentare le figure in prospettiva verticale sostituendola a quella orrizontale più comunemente usata. E’ questo suo modo  di rapportarsi alla realtà che lo differenzia dai pittori del tempo quali Mantegna e Bellini.

Questa grande opera di Vincenzo Foppa è visitabile pagando un biglietto di  6 euro tutti i giorni dalle 10 alle 18 che vi permette di accedere al Museo di Sant’ Eustorgio da dove poter accedere alla Basilica.

Per concludere segnaliamo che quella di cui abbiamo parlato oggi non è la sola rappresentazione di questo dettaglio della vita del santo.

Di grande valore non solo artistico è il lavoro di Antonio Vivarini detto anche Antonio da Murano (Murano, 1418 circa – Venezia, tra il 1476 e il 1484). Nel suo dipinto Maria con il bambino non ha soltanto le corna ma anche due grandi e nere ali di pipistrello. Purtroppo l’opera è in mano a qualche collezionista privato.

Antonio vivarini (Immagine a Sx) Vincenzo Foppa (immagine a Dx)

Sandra Pauletto

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