Red Sun – The Wind, The Waves, The Clouds – Recensione musica

Red Sun – The Wind, The Waves, The Clouds

Anno: 2017

Provenienza: Italia

Genere: psichedelia, progressive

Membri: Mirco – basso; Fede – batteria; Eno – chitarra

Casa discografica: Desert Fox Records

  1. Artic Wind
  2. Hidden Currents
  3. The Clouds
  4. Holy Mountains
  5. T. J. C. D. Wales
  6. Aurora
  7. Waves Of Sand

E’ opinione comune che la vita dell’appassionato di musica a Piacenza sia difficile. Certo, le dinamiche che portano ad una presa di coscienza del genere sono quelle tipiche di una piccola città: mancanza di locali e spazi dove esibirsi, pochi musicisti e soprattutto poco pubblico. I concerti sono infatti sporadici e si riducono soprattutto ai festival tradizionali. Tuttavia, per quanto a Piacenza alcune correnti musicali non attecchiscano per niente (vedi il metal e l’hardcore), esistono entità di assoluto valore che meritano di essere seguite o scoperte, per chi non le conoscesse! Trimantra, Dead In A Club, Kickstarter Ritual, Cubedivision, Viscera///, Dendrophilia, Diabolico Coupè, The Link Quartet, TeeePeee, Noon, ecc. Dimostrazione che nella provincia emiliana, nonostante le dimensioni contenute, di passione per la musica ce n’è e soprattutto può contare su di una proposta eterogenea, dato che tutti questi gruppi sono diversi! Che questo poi sia unicamente un pregio o un problema è opinabile, ma da’ un’idea chiara della personalità dei musicisti piacentini. Come è insindacabile che una delle realtà più importanti e da preservare siano i Red Sun. Il gruppo è da sempre annoverato tra le fila dello stoner, ma con questo ultimo The Wind, The Waves, The Clouds vira prepotentemente sulla psichedelia, confermando per altro un’evoluzione comune nel loro giro. Sono in tanti infatti ad abbandonare le ormai vetuste sonorità stile Kyuss (era ora, non se ne poteva più in effetti!) in favore di un ritorno ancora più sentito e profondo agli anni ’70, sfruttando finalmente tutto il potenziale che un certo approccio musicale, se modellato con fantasia e personalità, può dare. E allora giù con linee di chitarre ispirate e poetiche. L’iniziale Artic Wind non può che essere captata come una spudorata dichiarazione d’amore per i Pink Floyd.

La bellissima Hidden Currents invece è un esercizio di straordinaria classe, in bilico fra vecchia e nuova scuola progressive e psichedelica. Ai Red Sun non interessano le parole, ma bensì creare una colonna sonora legata il più possibile ai sibili e ai motivi della natura che ci circonda. Ascoltare questo disco è come immergersi in un luogo lontano dallo spazio e dal tempo, dove la pace regna incontrastata senza il caos e la violenza del mondo occupato dall’uomo. Lunghi brani strumentali si traducono dunque in episodi fenomenali come The Clouds, un viaggio che rigenera con le sue atmosfere contemplative e ventose accompagnate da intrecci di chitarra fantasiosi che si producono in un crescendo magico. Holy Mountains, dove per l’unica volta compare la voce, i Red Sun puntano tutto sul buon gusto. Si può dire tranquillamente che in tutto il disco non ci sia un passaggio di chitarra brutto. T. J. C. D. Wales, l’emozionante Aurora e la conclusiva Waves Of Sand completano un quadro emozionante che solo dei musicisti con le palle e una grande dose di sensibilità possono affrescare. The Wind, The Waves, The Clouds nel suo silenzioso e modesto modo di proporsi al pubblico è un’opera eccezionale, che pochi artigiani possono pensare e creare. Uno dei dischi dell’anno.

Voto: 10

Zanini Marco

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