Pirati Dei Caraibi – La Vendetta Di Salazar – Recensione film

Pirati Dei Caraibi – La Vendetta Di Salazar

 

Anno: 2017

Titolo originale: Pirates Of The Caribbean – Dead Men Tell No Tales

Paese di produzione: USA

Genere: avventura, fantastico

Regia: Joachim Rønning, Espen Sandberg

Produttore: Jerry Bruckheimer

Cast: Johnny Depp, Javier Bardem, Brenton Thwaites, Kaya Scodelario, Kevin McNally, Geoffrey Rush

 

Will Turner è ancora prigioniero della maledizione che lo lega all’Olandese Volante. Suo figlio Henry però lo raggiunge dicendogli che il Tridente di Poseidone può spezzare tutte le maledizioni, permettendogli di essere libero. Will però non gli crede e lo allontana, ritornando negli abissi con la sua nave e la sua ciurma dannata.

Nove anni dopo Henry è su una nave inglese che capita nel Triangolo del Diavolo, un’insenatura in mezzo al mare conosciuta per le maledizioni che attira su chi lo attraversa. Infatti, in men che non si dica, la Royal Navy viene assaltata dalla Silent Mary del Capitan Salazar con la sua ciurma di pirati fantasmi. Il fluttuante capitano fa’ a pezzi l’equipaggio inglese ma risparmia Henry per fargli recapitare una minaccia di morte a niente meno che Jack Sparrow. Il più briccone di tutti i pirati è sull’isola di Saint Martin, con la sua improbabile compagnia, a tentare di rapinare una banca; la stessa isola dove sono condannati a morte Carina Smyth, l’astronoma considerata una strega e, appunto Henry, per tradimento. I destini dei tre sono curiosamente incrociati. Per loro inizia un’avventura che li porterà a conoscere i più incredibili segreti del mare.

Jack Sparrow (Johnny Depp) in un ampio rimando all’inizio della sua vita da Capitano.

La regola quando si vede un film dei Pirati Dei Caraibi è sgombrare la mente da qualunque preoccupazione e sedersi comodi per gustarsi un sano prodotto di intrattenimento. E’ così dal 2003, quando esordì La Maledizione Della Prima Luna, primo capitolo della saga diretto da Gore Verbinski. Così, il mito è sopravvissuto fino ad oggi, arrivando a cinque film, che hanno sempre saputo divertire il pubblico con qualità. Lo spirito giusto dei Pirati Dei Caraibi potrebbe essere ricercato ne La Mummia di Stephen Sommers del 1999, che a mio parere ha fatto da apripista a questo modo di concepire il cinema d’avventura/ fantastico. Finzione, unita a un recupero storico, condita da una forte dose d’ironia, a volte un po’ trash ma senza mai dimenticare la qualità visiva e scenografica. La nuova coppia di registi, misconosciuti norvegesi, si è dimostrata fedele al modello e ha portato sul grande schermo l’ennesima spassosa e meravigliosa avventura di Capitan Jack Sparrow e soci. La sceneggiatura è stata relegata alla finzione pura, dove tutto sembra campato per aria solo ed unicamente per arrivare ad una conclusione accettabile per il cuore e meno per la testa; simpatico comunque il diverbio continuo tra l’ostinata ricerca scientifica di Carina e il sovrannaturale che gli si continua a palesare di fronte. I nemici sono un equipaggio di fantasmi, stavolta accompagnati anche da squali fantasmi, come a sottolineare anche la scarsa dose di originalità della storia palesemente recuperata da La Maledizione Della Prima Luna. Tutto architettato e riproposto su una storia tipicissima in cui come sempre i pirati sono pronti a tradirsi, ma poi finiscono per combattere fianco a fianco, in nome di una stiracchiata ma continua fratellanza. Eppure La Vendetta di Salazar c’è, lì davanti, in testa ad una corrida di prodotti cinematografici che pensano ad intrattenere più che a pensare. Basterebbe l’inizio con la scena della rapina in banca: divertente, entusiasmante, inverosimile e geniale. Nella sua innegabile tipicità questi pirati dei Caraibi, uno più improponibile dell’altro, a parte il cattivo di turno, ci fanno emozionare con le musiche, ci fanno ridere con un umorismo azzeccato ed irresistibile, ci fanno meravigliare per i paesaggi mozzafiato, gli effetti speciali e i costumi sempre di ottima fattura. Intrattenere si, ma con una grande cura dei particolari visivi. Una sinfonia di navi che fuoriescono dall’acqua colpendoci con ettolitri di salsedine, combattimenti, inseguimenti, sequenze dal dinamismo rocambolesco, unico desiderio di vivere un’avventura in nome del menefreghismo piratesco e al diavolo la Corona.


Stavolta pure la storia d’amore tra i due nuovi fidanzatini è stata lasciata a margine, che giusto per non ricordare troppo qualcosa di già visto, è stata svuotata di ogni pathos e affondata nell’anonimato d’intesa e di caratterizzazione dei personaggi stessi; tanto poi alla fine l’amore storico della saga si ricongiungerà in un’enfasi volutamente eccesiva. Il palcoscenico viene quindi lasciato del tutto al re di questa serie, Jack Sparrow, il pirata che ci ha consegnato uno dei più grandi interpreti d’intrattenimento degli ultimi anni. Johnny Depp è Jack Sparrow. Jack Sparrow è Johnny Depp. Poche trasformazioni nel cinema sono state così riuscite. Il fatto è che Pirati Dei Caraibi continua a funzionare perché è fatto apposta per essere ciò che molte saghe non sono, cioè una totale parodia di se stesso, quasi incapace di prendersi sul serio. Quindi, imboccate il viale del vostro cinema, prendetevi i pop corn e tornate giovani e spensierati. E’ tempo di agguantare il timone, all’orizzonte c’è una nuova avventura.

Zanini Marco

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