Pallbearer – Heartless – Recensione musica

Pallbearer – Heartless

Anno: 2017

Provenienza: USA

Genere: progressive, doom

Membri: Joseph D. Rowland – basso, voce e sintetizzatori; Devin Holt – chitarra e voce; Brett Campbell – chitarra, voce e sintetizzatori; Mark Lierly – batteria

Casa discografica: Nuclear Blast

  1. I Saw The End
  2. Thorns
  3. Lie Of Survival
  4. Dancing In Madness
  5. Cruel Road
  6. Heartless
  7. A Plea For Understanding

Foundations Of Burden, del 2014, mi aveva colpito con i suoi richiami alla vecchia scuola doom metal. Insomma, lo spettro dei Candlemass era dietro l’angolo. Ora però il quartetto dell’Arkansas ha preso molto le distanze da quelle sonorità. E’ vero, il doom si avverte ancora nelle lunghe partiture cadenzate, ma certamente il lato più tradizionalmente metal è venuto meno. Si può dire piuttosto che i Pallbearer abbiano preferito accostarsi agli anni ’70 rifacendosi al progressive e al rock classico. Un’operazione che chiede indubbiamente una certa sapienza musicale ed una maturità non indifferenti. Ebbene, i Pallbearer hanno superato questo banco di prova e ne sono usciti grandi vincitori.

Heartless è un disco si potente, ma soprattutto poetico, nei testi e nelle musiche, melodico e di grande classe. Insomma, una roba per palati fini. Un capolavoro a cui probabilmente un appassionato di metal classico rimarrà indifferente. Ma mi auguro di sbagliare! Perchè dischi del genere sono una manna dal cielo e dovrebbero uscire più spesso (e ve lo sta dicendo uno a cui piacciono gli Anal Cunt!). Di sicuro, per chi è rimasto ammaliato dall’ultimo Reflections Of A Floating World degli Elder, basteranno pochi secondi di I Saw The End per capire quanto valgono i Pallbearer. Suoni fantastici, avvolgenti e profondi. La traccia d’apertura si pone come crocevia tra i viaggi psichedelici dei Mastodon, le architetture dei Metallica che furono e gli arpeggi serpeggianti dei Tool. Una fusione riuscita che rimane subito impressa. Pur rimanendo sulla stessa onda il gruppo si allarga ai territori eterei e desertici dello stoner che si fondono con il doom creando un diamante grezzo di hard rock spaziale. Thorns è semplicemente da pelle d’oca.

profoundlorerecords.bandcamp.com/album/heartless

Si passa per le bellissime ed ispirate linee melodiche di Lie Of Survival. In questo pezzo emerge chiaramente l’etica compositiva dei Pallbearer: ricerca dell’orecchiabilità a cui si arriva attraverso la scrittura musicale e non con i ritornelli ruffiani e scontati. Per quanto i lunghi componimenti di Hartless si somiglino e le linee vocali tendano a sdoppiarsi, la qualità e la piacevolezza di ciò che viene proposto è così di livello che non ci si pensa. Ascoltate la vena progressiva di Cruel Road per crederci, o la stessa Heartless dove le trame di chitarra confluiscono in un paesaggio etereo e contemplativo che si libra in un apocalisse doom. Per altro il riff malinconico e sofferto del finale è la prova di tutto il sentimento infuso dai Pallbearer, che si dimostrano sicuramente molto sensibili a differenza del titolo del disco. La lezione di musica si chiude con una suite di dodici minuti intitolata A Plea For Understanding dove gli statunitensi sfoderano grande intimismo e sofferenza. Un esempio fulgido si alta classe musicale. Un disco imprescindibile che tutti quelli che amano la musica con la M maiuscola devono ascoltare ed acquistare nel suo mastodontico formato doppio LP.

Voto: 10

Zanini Marco

Precedente Berlusconi. ascesa e discesa di un politico chiacchierato. (tredicesima parte) Successivo Perturbator - New Model (EP)

Lascia un commento

*