Nuclear Devastation – Inferno

Nuclear Devastation – Inferno

 nuclear-devastation-inferno-2016

Anno: 2016

Provenienza: Olanda

Genere: thrashblack

Membri: Jelle – basso; Geor – chitarra e voce; Lemmy – batteria; Tadzio – chitarra

Casa discografica: Wolves Of Hades

 

  1. Slitted Tongues
  2. Enslaved By Sorrow
  3. Baptised In Hellfire
  4. Rotting In Guilt
  5. Extinction And Decay
  6. Inferno
  7. Abandon All Hope
  8. Plague By Neglected Hopes

 

Nuclear Devastation è un gruppo di Amsterdam formatosi nel 2010 ad un concerto dei Violator, e questo lo si poteva immaginare dal nome. Oltre all’amore per l’appena citato gruppo brasiliano, questi ragazzi olandesi vengono portati ad unire le forze legati dalla passione per la vecchia scuola del metal estremo e per quei gruppi che negli ultimi anni si sono dimostrati tanto audaci da mischiare thrash, death metal scandinavo, crust e black metal senza troppi patemi e con grandi risultati! Nel momento della loro nascita i Nuclear Devastation propongono un impasto sonoro in cui risalta soprattutto il thrash metal e il crust. Tra il 2012 e il 2014 vedono la luce un demo, uno split con i conterranei Primal Order, un EP e un altro split con gli americani Ramlord. Ora, anno domini 2016, ecco il loro primo disco sulla lunga distanza, Inferno. Le capacità e le influenze del gruppo si sono evolute, includendo una gelida ventata di fresco e spettrale black metal a permeare il tutto che ha saputo colpire nel segno. D’altronde l’intro strumentale Slitted Tongues chiarisce subito le intenzioni dei Nuclear Devastation: un giro di chitarra losco e cattivo si insinua tra le ossa provocando lunghi brividi di sudore freddo. Di grande effetto. Le contaminazioni sonore emergono nitide nel primo vero e proprio pezzo di Inferno, Enslaved By Sorrow. L’atmosfera è paludosa e stagnante. Tra la foschia si intravede una figura cadaverica. Una chitarra spettrale irrompe nelle nostre orecchie all’improvviso. La produzione non è perfetta ma da un punto di vista dell’impeto e della potenza i nostri ci sanno fare eccome. Un grande pezzo, a metà tra il post black metal dei Downfall Of Gaia, il thrash e il crust, che convogliano nello stesso epicentro di malvagità in una notevole sintesi stilistica.

Oltre a conoscere le tattiche giuste del coinvolgimento i Nuclear Devastation sono musicisti assolutamente capaci e non c’è solo cacofonia e disordine nelle stilettate impazzite che producono. L’intreccio di chitarra psicotico di Enslaved By Sorrow infatti è eccezionale. Come definire il suono dei quattro di Amsterdam? Furioso, imprevedibile e tagliente. Cercando la varietà compositiva l’arpeggio sognante con cui si apre Rotting in Guilt centra in pieno l’obbiettivo. Doloroso l’assolo di chitarra lancinante che squarcia il cielo per far scendere una vera e proprio apocalisse. Una furia incontrollabile. Extinction And Decay mette in mostra growl e velocità estrema. Un po’ confusionario, ma nel finale il lavoro di chitarra solista è molto espressivo. La traccia che porta il titolo del disco ha un riff sconvolgente e orrorifico. Una tempesta che sfocia in un pesantissimo doom marcio e paludoso. Il finale è uno spietato martirio alla velocità della luce. Spettacolo puro, una manna dal cielo per tutti gli appassionati dell’ultra velocità! Dopo aver scatenato l’Inferno vero e proprio i Nuclear Devastation non si accontentano e imbastiscono un pezzo cattivo e violentissimo, Abandon All Hope. Stupiscono poi con un riff spettrale e frammentato molto interessante. La chiusura del disco è affidata a Plague By Neglected Hope, una bufera black metal classica, niente di trascendentale rispetto a tutto ciò che di notevole è stato fatto nel resto di Inferno.

Inferno è un ottimo disco, dove i Nuclear Devastation riescono a mostrare le loro ottime capacità tecniche e la loro creatività. Come detto all’inizio della recensione, questi giovani metallari si fanno portabandiera di un modo di intendere il metal estremo personale e non omologato e in questo lavoro lo confermano a pieno titolo. L’operato di gruppi come Black Breath o All Pigs Must Die, sono stati un vero e proprio insegnamento. Scegliendo accuratamente le coordinate desiderate i Nuclear Devastation hanno forgiato uno stile loro, che per ora non conosce simili. La loro scelta oltre ad essere estremamente azzeccata è quindi totalmente moderna ma indubbiamente ancorata al passato. Un ottimo esempio di come la vecchia scuola possa continuare ad evolversi per non creare solo dei gruppi clone. Un gruppo da seguire, che mi piacerebbe molto vedere dal vivo! Ora si tratta solo di raffinare il tocco, ma Inferno è comunque un ottimo esordio!

 

Voto: 9

 

Zanini Marco

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