Le storie di Kina scritto da Monica Seri edito da Edizioni Argentodorato

Le storie di Kina scritto da Monica Seri edito da Edizioni Argentodorato

kinaIl libro di Monica Seri è adatto a tutte le età, nonostante le apparenze.

Sfogliandolo sembra di tener tra le mani un classico volume per bambini, dove le immagini predominano sul testo che è limitato a qualche riga in rima a fine pagina. Ma leggendolo l’idea cambia. Pur nella brevità degli episodi, Monica riesce ad aprire e chiudere storie che fanno riflettere lasciandosi dietro una scia di buonumore. È difficile non sorridere leggendo le avventure e disavventure di Kina, che scoprimo essere maggiorenne perché guida la macchina, ma portebbe avere qualunque età, come per qualunque età è adatto il libro.

Disegni essenziali ma espressivi completano gli episodi oltre alle parole. Spassose soprattutto le espressioni illustrate della protagonista Kina che essendo sempre coinvolta in situazioni per lei complicate, si ritrova disegnata con le facce più esilaranti.

Vale la pena acquistarlo per poterlo sfogliare di tanto in tanto per ritrovare il sorriso.

Per i più studiosi, essendo il testo in rima, è possibile divertirsi imparandolo a memoria, ottimo esercizio per la mente di grandi e piccini.

Testo ideale anche da adottare nelle scuole infantili e primarie.

Ora abbiamo la fortuna di scambiare due parole con l’autrice.

Ciao Monica possiamo darci del tu?

Ciao, assolutamente sì!

Raccontaci com’è nata Kina

Kina è nata osservando la realtà che mi circonda, soffermandomi soprattutto sui telegiornali, i quali mi hanno fatto riflettere e arrivare alla conclusione che in questo mondo siamo costantemente bombardati da notizie negative, che purtroppo ci fanno scivolare verso pessimismo e sfiducia nei confronti di questa umanità, o almeno hanno questo effetto su di me!

Perciò sono arrivata alla conclusione che ci volesse qualcosa che riuscisse a sdrammatizzare la realtà quotidiana, suscitando nelle persone un maggior sentimento di leggerezza e minore ansia verso il futuro che ci attende.

Qualcuno lassù nei Cieli disse “A ciascun giorno basta la sua pena” e con Kina vorrei che le persone potessero riuscire a prendersi un po’ meno sul serio, qualora le cose non vadano secondo i loro desideri, perché la vita è imprevedibile ed è necessario prendere quello che ci accade con un sorriso, o almeno provarci.

Per riuscire a suscitare questi sentimenti, ho creato questo buffo personaggio, Kina, alla quale ne capitano di tutti i colori, ma che con eroico coraggio e ottimismo, riesce a ribaltare la sua pessimistica visione iniziale e a ricavare dall’accaduto il meglio, che andrà ad aggiungersi al suo bagaglio di esperienze di vita.

Cosa c’è di te nel personaggio che hai creato?

Di me in Kina c’è moltissimo. Il nome stesso di Kina è una parte del mio!

Io mi chiamo Monica, che può trasformarsi in Monichina e poi in Kina.

Tutto ciò che le capita non è frutto di fantasia, ma sono fatti realmente accaduti alla sottoscritta, che li ha fatti diventare immagini e poi testi. Ho preso spunto dalla mia realtà quotidiana per cercare di trasmettere questo mio messaggio di spensieratezza, che trova le radici nella filosofia del fanciullino di Pascoli, il quale disse (nel caso qualcuno non lo sapesse) che in ognuno di noi vive un fanciullino, che piange ed esulta con noi quando siamo bambini, ma che poi, viene messo a tacere nell’età adulta.

Potrei dire che Kina sia un mio alterego, con lei riesco a dire cose che magari da sola non riuscirei a comunicare. Anche io ovviamente ho le mie giornate no, giornate ombrose e momenti in cui sono tutto fuorché ottimista; ma Kina aiuta anche me a ricordare di non fare la vittima e cercare sempre il lato positivo delle cose.

Perché hai scelto le rime come tipo di testo?

Ho scelto le rime perché sono musicali; mi piacciono perché durante la lettura creano un suono, una melodia che mi culla. È stata una scelta istintiva, non ho dovuto riflettere a lungo se usarle o no, era la via giusta, la più naturale per questo tipo di storie, poiché la rima rievoca le filastrocche dell’infanzia e inconsciamente immerge ancora di più il lettore adulto in quel mondo che ha soffocato, mentre con il bambino riesce ad instaurare ancor più affiatamento.

È nato prima il disegno o l’idea del personaggio?

È nata prima l’idea del personaggio, anche se in realtà è stato un processo molto fluido, nel senso che dopo aver pensato a Kina, subito nella mia mente si è dipinta la sua immagine, che essendo lei il mio alterego, si è basata sul mio aspetto, sui miei capelli ricci, sulle mie lentiggini e sul portare spesso la gonna.

Se invece dovessi parlare dei disegni e dei testi all’interno del libro, allora vi direi che sono nate prima le illustrazioni, perché io ho la necessità di esprimermi prima disegnando e poi dando nomi e parole a ciò che ho creato.

Quando hai capito che disegnare era la tua passione?

Da bambina.

Sin dai tempi delle scuole elementari, la cosa che più mi piaceva era disegnare e non ho mai cambiato idea! Ho sempre avuto il pallino di diventare un’illustratrice ed ora dopo tanti anni, posso dire che questo sogno sta iniziando a concretizzarsi e che non mi sono assolutamente pentita della strada intrapresa.

Hai mai pensato di creare dei cortometraggi animati con Kina come protagonista?

La mia mente si nutre di sogni ad occhi aperti; assolutamente sì che ho pensato a dei cortometraggi animati con Kina! Sarebbe stupendo riuscire a far diventare Kina, il personaggio di un qualche cartone animato. Non ci crederete, ma io da piccola, quando mi cimentavo a creare delle storie a fumetti, che il più delle volte avevano qualche… “vago”… riferimento a Sailor Moon o Piccoli problemi di cuore e affini, fantasticavo sempre dicendomi che sarebbe stato molto bello poter vedere il proprio fumetto diventare un cartone animato.

Chissà che non accada sul serio!

Non è comune poter intervistare un’illustratrice. Puoi indicarci un volume illustrato che secondo te potrebbe avvicinare i lettori all’amore verso il disegno?

Da piccola rimasi molto colpita dai fumetti giapponesi e dai relativi anime in televisione, quando ancora c’era Bim Bum Bam (ah, bei tempi!!)

La mia passione innata e lo sfogliare questi libricini, hanno contribuito molto alla mia crescita.

Ora che sono più cresciuta, i libri che porto nel cuore sono ad esempio Il piccolo principe, di Saint-Exupéry, che con le sue bellissime illustrazioni è fonte di ispirazione; dovreste vederne la versione pop-up, è splendida! Per non parlare della collana di libri “I pinguini” di Anna Milbourne e Serena Riglietti (illustratrice pesarese e mia insegnate all’Accademia di Belle Arti), dove il pinguino protagonista è un batuffolo adorabile, che esplora il mondo.

Ho avuto il grande onore di conoscere l’illustratore, premio Andersen, Roberto Innocenti e le sue illustrazioni di Pinocchio sono un qualcosa di prodigioso, che mi fa rimanere a bocca aperta ogni volta che mi capitano sotto gli occhi.

Per concludere, consiglio vivamente a tutti coloro che sono interessati a questo mondo, di fare un bel giro alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna, che ogni anno attira numerosissime persone da tutto il Pianeta e nei cui ambienti si respira concretamente l’odore della carta e dei libri, un luogo pieno di stimoli e idee!

Monica si racconta :

kina

Bisogna fare della propria vita come si fa di un’opera d’arte.” Così pensava Gabriele D’Annunzio e ho sempre preso questa sua affermazione come un mantra, una linea guida per la mia esistenza. Mi chiamo Monica e sin da bambina ero già sicura che la mia vita sarebbe stata dedicata al disegno e all’arte. Dopo le scuole medie mi sono iscritta all’Istituto d’Arte della mia città, Pesaro, diplomandomi in arte applicata.

Ho proseguito all’Accademia di Belle Arti di Urbino, laureandomi nella sezione di incisione con il professor Gianluca Murasecchi.

Con la fine dell’università ho mantenuto viva la mia passione per l’arte e ho frequentato un corso di fumetto, diretto dal disegnatore Alan D’Amico, dell’associazione ArteM di Pesaro e iniziato a collaborare con la casa editrice NINA Edizioni, anch’essa pesarese, realizzando delle illustrazioni per libri scolastici.

Dal 2015 sono entrata a far parte del team di Officine Creative Marchigiane, innovativa startup pesarese che si occupa di grafica e comunicazione, la quale mi ha accolta e sostenuta nei miei progetti; infatti è grazie a loro che ho conosciuto Eleonora Belletti, editore della casa editrice ferrarese, Argentodorato, alla quale ho proposto il mio primo progetto editoriale, “Le storie di Kina”, pubblicato per la prima volta lo scorso novembre 2016.

Da febbraio 2017 collaboro a distanza, con Officine Informatiche Italiane di Roma, con la quale ho dato via ad un nuovo progetto: il fumetto interattivo “Bolle di sapone”, disponibile solo per smartphone e acquistabile sullo store di Google.

Ho in programma molti altri lavori, nuove avventure di Kina e nuovi progetti editoriali ed ogni decisione finora presa, non mi ha mai fatto rimpiangere ciò che ho fatto e mi auguro con tutto il cuore di poter continuare a dare forma a questo mio grande sogno e fare della mia vita una vera e propria opera d’arte.

 

 

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