La Truffa Dei Logan – La rivincita di una famiglia di emarginati.

La Truffa Dei Logan

Anno: 2017

Titolo originale: Logan Lucky

Paese di produzione: USA

Genere: commedia

Regia: Steven Soderbergh

Produttore: Gregory Jacobs, Mark Johnson, Channing Tatum, Reid Carolin

Cast: Channing Tatum, Adam Driver, Daniel Craig, Riley Keough, Farrah Mackenzie, Katie Holmes, Katherine Waterston, Dwight Yoakam, Seth McFarlane, Sebastian Stan, Brian Gleeson, Jack Quaid, Hilary Swank, David Denman, Jim O’Heir, Macom Blair, LeAnn Rimes, Jesco White, Charles Halford

Dopo aver visto La Truffa Dei Logan mi è venuto in mente un bell’articolo letto recentemente su Film Tv che parlava de Il Grande Lebowski. Perchè il ritorno di Soderbergh alla regia ha il sapore di quegli anni ’90 dove al cinema la delinquenza e la bassezza venivano portati ad un livello impensabile, quello dell’empatia; vedasi appunto il film dei fratelli Coen, Le Iene e Pulp Fiction di Tarantino, Fight Club di Fincher e Lock & Stock – Pazzi Scatenati, Snatch – Lo Strappo, RocknRolla di Guy Ritchie. Ma d’altronde Steven ci era già entrato in questa nicchia, con gli Ocean’s vari di Clooney e Brad Pitt.

Indimenticabile Daniel Craig nei panni del rapinatore Joe Bang.

La sua ultima prova quindi sa un po’ di “vecchio”. Aspettate un momento: ho virgolettato la parola vecchio perchè è lungi da me considerare una pellicola degli anni ’90 vecchia (nonostante sia ben frequente la stupida usanza di definire passata una cosa realizzata già due anni fa). Chiarite le percezioni temporali e modaiole bisogna comunque ammettere che era già da qualche anno che non si vedevano film così, e questo è un vero peccato! Perchè prendere in esame il mondo criminale e parlarne con questo tono sarcastico, ironico e appositamente caricaturale funziona sempre e La Truffa Dei Logan ne è la riprova. Soderbergh decide di non ripetersi e mescola le carte. E’ sempre di rapine e truffe che stiamo parlando ma ora via gli abiti eleganti, via il retaggio 007 un po’ fighetto, un po’ marpione e dentro con strafottenza e attitudine da veri emarginati della società. I nuovi personaggi sono quegli ingranaggi fondamentali dell’America repubblicana che riconosciamo bene oggi nelle mani di Trump, ma nonostante questo vengono rigettati e maltrattati dal sistema (assicurazioni, assistenza sanitaria). Perciò quello che cercano è vendetta, per riappropriarsi del diritto alla vita che gli è stato tolto, e a questo punto il fine giustifica i mezzi. Non si può certo dire che La Truffa Dei Logan, dal momento in cui accetta di inscriversi perfettamente in un genere, brilli per originalità (specie se si fa’ caso a trama e dialoghi, che sono comunque ben orchestrati). 

Tralasciando poi la sceneggiatura, colma di buchi, è il tratto politico che Soderbergh da’ alla situazione dei Logan a convincere di più, quella necessità di immortalare l’americano medio , ed esaltarlo al di là di ogni possibile contraddizione. Inutile dire che tutto ciò risponde al termine “americanata”, però perdonatemi se la scena della gara di canto della figlia di Jimmy Logan (Channing Tatum), che intona Take Me Home, Country Roads di John Denver, farebbe venire la pelle d’oca a chiunque. Troppo tenera ed emozionante per essere ridotta ad una mera celebrazione dell’americanità. Tutto il film sa essere tenero grazie anche alla simpatia che ci mettono gli attori, nei botta e risposta e nelle battutine divertenti. Jim e Clyde (Adam Driver), con un ginocchio malconcio il primo e senza un braccio il secondo, decidono di dare una svolta alle loro vite tentando il grande colpo ad una celebre gara automobilistica, la Speedway. Jimmy ha tra l’altro appena perso il lavoro proprio per via delle sue condizioni fisiche non dichiarate, ma il suo impiego era proprio come operaio nei sotterranei della Charlotte Motor Speedway. A favore dei fratelli Logan gioca il fatto che al di sotto del circuito, proprio vicino al cantiere, durante i lavori si è aperto un passaggio verso i tubi pneumatici che trasportano il denaro. Il piano sembra studiato nei minimi dettagli e questo comprende far evadere di prigione il noto rapinatore Joe Bang (un grande ed inedito Daniel Craig) per avere un valido aiuto nell’eseguire il colpo. Naturalmente però di questo non dovrà accorgersene nessuno e al termine della rapina Joe dovrà tornare in galera come se niente fosse successo. Ce la faranno gli emarginati discriminati per i loro handicap fisici, fottuti dal sistema, fratelli Logan? Intanto sono sicuro di aver visto un film che rende giustizia ai personaggi e a quell’umorismo tagliente che rappresenta un cinema capace di mettere tutti d’accordo. 

Zanini Marco

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