Milly la formica curiosa fiaba di Sandra Pauletto

03Milly la formica curiosa  fiaba di Sandra Pauletto

Il sole era alto nel cielo, e nella tana delle formiche c’era gran fermento. Era il primo giorno di primavera e dopo il lungo inverno le formichine sarebbero uscite per cercar provviste.

Milly era piccolina e questo sarebbe stato il suo primo viaggio nel prato. Non aveva mai visto cosa c’era fuori, ma nelle interminabili giornate d’inverno ne aveva sentito parlare dal resto della colonia.

Gerry il capo, diede le ultime raccomandazioni e quattro formiche liberarono l’uscita.

Milly essendo la più piccola era quasi l’ultima della lunghissima fila. Era emozionantissima e controllava più volte che lo zaino da riempire fosse a posto, ma soprattutto, si accertava di avere con lei il fischietto fatto con un chicco di riso, che avevano tutti i piccoli per chiamare aiuto in caso di bisogno.

Erano uscite quasi tutte, e Milly poteva vedere con i suoi occhi il blu del cielo, cominciò ad avere paura si fece coraggio stringendo il fischietto che teneva al collo.

formica

Le formiche dietro di lei ridevano dalla gioia e spingevano per l’impazienza, tanto che Milly fu quasi scaraventata fuori.

L’aria le mosse le antenne, tutto era verde ed immenso, c’erano mille profumi e mille cose da vedere, ma doveva star al passo con le altre formiche finché Gerry non avrebbe scelto le zone dove raccogliere le provviste.

Milly faceva fatica a seguire le sue compagne perché procedevano quasi di corsa, e lei perdeva tempo nel guardarsi intorno curiosa com’era.

Mentre proseguiva il cammino sentì una stupenda musica, si guardò intorno ma non vide nulla.

Devo assolutamente scoprire cos’è questo suono meraviglioso” disse, e rallentò un po’ sperando che nessuno se ne accorgesse, “Mal che vada saprò trovare la strada di casa”pensò.

Le altre formiche camminavano rapide a testa bassa una dietro l’altra, e nessuno si accorse che la piccola si era nascosta sotto un petalo di margherita.

Appena fu certa di non esser vista Milly si addentrò nel prato. Voleva far presto così sarebbe riuscita a raggiungere nuovamente il suo gruppo senza farsi scoprire.

formica

Correva veloce voltandosi di tanto in tanto per non perdere di vista le sue compagne, ma, di colpo, la musica cessò. Milly si fermò aspettando che riprendesse.

Stava ferma in attesa, e ad un tratto si sentì chiamare:

Hey tu!” Milly si paralizzò, temeva che Gerry si fosse accorto della sua assenza e avesse mandato qualcuno a prenderla.

Guardò a destra e a sinistra ma non vide nessuno. “Quassù” continuò la voce. Milly alzò la testa lentamente, in un primo momento non riuscì a vedere nulla perché il sole l’accecava, poi vide su di lei due occhi che la guardavano.

Da dove vieni non ti ho mai visto da queste parti”disse la voce. Milly cercava rapidamente di collegare l’immagine della creatura che la guardava alle lezioni fatte a scuole dove le imparavano da chi stare alla larga, ma non le venne in mente nulla.

Mi chiamo Milly rispose e tu chi sei?”

Alla creatura si illuminarono gli occhi mentre tratteneva a mala pena un sorriso maligno.

Non mi conosci? Sono Organ il suonatore.”

Milly ancora una volta pensò alle lezioni a scuola, il suo aspetto le era famigliare ma non si ricordava se l’aveva visto sul libro bianco dei buoni, o su quello nero dei cattivi.

Eri tu che suonavi?”chiese

Sì”, e così dicendo risalì il filo sottilissimo che lo teneva a mezz’aria, e quando scivolò giù produsse un suono delizioso. Milly spalancò la bocca affascinata, non aveva mai sentito niente di simile. Organ continuava le sue acrobazie su quel filo producendo sempre suoni diversi.

Che te ne pare?” Le chiese dopo un po’

Oh sei davvero bravo” rispose Milly

Stavo pensando che potresti aiutarmi” gli disse Organ

E in che modo?”

Scommetto che hai una bellissima voce potresti cantare per me”

Milly piena di gioia si riempì i polmoni d’aria per cominciare a cantare, ma Organ gli fu addosso in un attimo e le chiuse la bocca con quella sua zampaccia lunga e pelosa.

Non qui”, le disse, “rischiamo di farci sentire da qualcuno, e in primavera due animaletti piccoli come noi, devono stare molto attenti”.

Milly annuì con un cenno del capo e in un secondo si sentì sollevata da terra.

Dove mi stai portando?” Chiese Milly spaventata

Andiamo in un posto dove potrai strillare, volevo dire cantare quanto vuoi, e nessuno potrà sentirti”rispose lui.

Sentendosi in trappola fra le zampe di Organ, Milly si pentì amaramente di aver lasciato il gruppo per la sua curiosità. Mente camminavano verso la nuova destinazione, lei cercava con tutte le sue forze di ricordare dove aveva visto la foto di Organ. Si ripeteva mentalmente il suo nome per aiutare la memoria: “Organ, Organ, Organ…” ad un tratto tutto le fu chiaro! Quella creatura aveva invertito le lettere del suo vero nome e lei era caduta nella sua trappola! L’essere non si chiamava Organ ma bensì RAGNO! Il più terribile nemico delle formiche! Ecco perché lui si era così meravigliato quando non era stato riconosciuto! Tutte le formiche sanno chi è il ragno, e si guardano bene dall’ avvicinarlo, ah se solo avesse studiato di più ora non si troverebbe in questo terribile guaio!

Il ragno non sapendo di esser stato smascherato continuava la sua sceneggiata:

Vieni piccola Milly, vieni a cantare per me”.

La formica era morta dalla paura, ma sapeva che per salvarsi doveva usare il cervello. Il cuore le batteva forte, forte, e temendo che lui potesse sentirlo si portò una zampa al petto per attutire il rumore, e le sue mani trovarono il chicco di riso! E’ l’unica speranza di salvezza pensò.

Siamo arrivati”disse il ragno indicando un alberello cavo. Milly lo seguì. Dentro era molto buio e puzzolente, Milly cominciò a tossire:

Non riesco a cantare qua dentro” disse fra un colpo di tosse e l’altro, “per favore Organ restiamo qua fuori sul ramo, ti prometto che canterò a bassa voce in modo da non farci correre rischi”.

Va bene, ma ora, mentre suono, tu canterai per me” e con la scusa di accompagnare con la musica il suo canto cominciò a tessere la tela sotto di lei, in modo da poter spingerla dentro prendendola di sorpresa.

Milly cominciò a cantare sottovoce sempre tenendo d’occhio il ragno, che ignaro di esser stato scoperto si occupava soltanto della sua tela, limitandosi a farle dei complimenti per la voce di tanto in tanto. La formica dopo un po’ che cantava disse:

Hai suonato davvero una musica bellissima, chissà se riesco a ripeterla con il mio fischio”, e senza aspettare risposta prese il chicco e ci soffio dentro più forte che poté. Il ragno che aveva ormai quasi terminato la sua trappola le piombò di fronte guardandola minaccioso:

Che cosa pensi di fare?” Le chiese in un ghigno, la formichina indietreggiò balbettando qualcosa.Il ragno le si avvicinava con fare minaccioso, Milly cercò con gli occhi una via di fuga e vide con orrore l’enorme tela appiccicosa sotto di lei. Non aveva più spazio per muoversi perché se fosse indietreggiata ancora sarebbe finita dritta nella tana del ragno. Restarono fermi a guardarsi, la formica tremava terrorizzata, mentre il ragno certo di esser stato scoperto non usava più i suoi modi gentili, ma sbavava pregustando la gustosa cena.

formica

Quando Milly ormai era certa che il ragno l’avrebbe uccisa, sentì dei rumori sul ramo sopra di lei, alzò gli occhi e vide Gerry e la sua squadra armati di un grosso sasso. A Milly si illuminò il volto dalla gioia, il ragno notato il cambiamento di espressione alzò anche lui lo sguardo, giusto in tempo per vedere la grossa pietra che cadeva sulla sua testa e buttarsi giù dal ramo. Milly che non aspettava altro, corse su più veloce che poté e si riunì al gruppo. Il ragno che era riuscito ad evitare il sasso, vedendo la quantità di formiche rinunciò al contrattacco e si ritirò correndo nel prato. Le formiche vedendolo scappare gridarono tutte assieme un grande “Urrà!”, e si abbracciarono felici.

Da quel giorno Milly fu messa in testa al plotone, in modo da esser tenuta sottocchio in tutte le escursioni fino a quando non divenne più grande, e inoltre avendo capito quanto fosse importante studiare si mise d’impegno e diventò anche la più brava della classe, sapeva rispondere a tutte le domande ma soprattutto… a quelle sui ragni!

formica

Precedente Dylan Dog Le notti della luna piena Successivo Il guaritore ferito di Francesco Boer

Lascia un commento

*