Intervista ad Antonio Vasselli autore de “Uno spritz per il commissario Mezzasalma”

MezzasalmaAntonio Vasselli classe 1958 è nato a Palermo ma vive a Saronno, appassionato di noir coltiva l’arte della scrittura e il sogno di diventare scrittore fin dalla più tenera età. Collabora sia come vignettista per il Giornale di Sicilia sia all’interno di varie rubriche letterarie per il giornale web “Tv Saronno”.

La sua avventura narrativa inizia subito con il commissario Mezzasalma di cui ha già scritto diversi episodi, tutti editi dalla Robin Edizioni,  l’ultimo dei quali (al momento 2017) è “Uno spritz per il Commissario Mezzasalma” che abbiamo recensito.

Ora abbiamo la fortuna di conoscerlo meglio attraverso una breve intervista:

Inizio subito complimentandomi per il tuo ultimo libro, ma parliamo un po’ di te. So che nasci prima come vignettista per un giornale siciliano e che hai collaborato con altri giornali. Come nasce la passione della scrittura?

Sì, nel mio Dna c’è la vena ironica che accompagna l’arte, sia del vignettista che dell’appassionato di scrittura. Da giovanissimo, presi un po’ per volta, confidenza con il foglio di carta e la penna. In punta di piedi ho cercato dentro di me la voglia di scrivere storie e farle vivere con dei personaggi. La passione per la scrittura è la passione per la vita e per tutto ciò che mi incuriosisce.

 

Come è nato il primo libro del Commissario Mezzasalma?

Inizialmente nelle prime bozze, il protagonista, era un ispettore della Mobile, ma poi decisi di dargli un ruolo più autorevole e divenne il Commissario Mezzasalma. Nel primo romanzo c’è la mia parte più grezza che doveva essere sbozzata, c’è quella parte di me che stava cercando il suo linguaggio, c’è una parte di me incerta e zoppicante. Però, mi appartiene e grazie alla passione per la scrittura, al continuo lavoro sui testi successivi, credo di avere trovato il passo adeguato.

 

È nata subito l’idea di farlo diventare una serie?

È difficile ammettere che sia nata come una serie, ma di fatto l’idea è sopraggiunta in modo spontanea, tanto da considerarla quasi una certezza per i miei personaggi che si ritrovano puntuali sulla scena del crimine.

 

Quanto c’è di te nei tuoi libri?

Tanto, anzi, tantissimo. Chi mi conosce nella quotidianità ritrova assonanza con il mio protagonista. Tra le pagine dei mie romanzi ci sono numerosi personaggi reali, con tanto di nome e cognome. Ho giocato a cambiare i ruoli, cosicché ho reinventato tutto.

Parliamo della tua ultima fatica che tra l’altro ho recensito e apprezzato molto. Raccontaci come è nato e qualche simpatico retroscena.

Grazie per il complimento. L’incipit è stato casuale, nel senso che presi in prestito un libro di poesie di Giacomo Leopardi, presso la Biblioteca di Casa Morandi a Saronno, e sui bordi delle pagine trovai degli appunti scritti a matita. Scorrendo le pagine, mi accorsi che tali note erano indirizzate a una bella donna. Un uomo annotava i propri giudizi nell’osservare una donna. Il libro, aveva una datazione molto vecchia e quindi l’avere letto quegli appunti segreti mi emozionò. Pensai di ricamarci sopra una storia legata al passato. Una storia d’amore che tenesse i fili e i personaggi legati tra passato e presente, in un mix di emozioni che doveva coinvolgere il lettore. Il retroscena simpatico è la ricerca del titolo. Un caro amico saronnese, Mario, mi fece apprezzare l’aperitivo Spritz, tanto che un bel giorno disse: <Antonio, il prossimo romanzo noir che scriverai lo devi intitolare “Uno spritz per il commissario Mezzasalma”>.

 

Hai già qualche altro progetto in corso?

Sì, sono alle prese di un testo spy thriller che assorbe molto lavoro, a cui presto dedizione e passione da diversi anni. Adesso, mi trovo nella situazione che precede la chiusura del romanzo; come dire, ho ricevuto l’Ok dalla torre di controllo per atterrare a breve, ho iniziato la discesa, ma non vedo ancora la pista.

 

Ed ora la domanda che facciamo a tutti glia autori che intervistiamo. Quale libro consiglieresti di leggere ai nostri lettori?

Uno spritz per il commissario Mezzasalma”, naturalmente ci scherzo su. Un libro che consiglio ai lettori? “Blues in nero”, di Antonio Bocchi, Salani Editore. Il suo modus operandi mi ha preso sin dal’inizio…

Grazie per la disponibilità e un grande in bocca al lupo dai gufi narranti!

Teresa Breviglieri

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