Il ritorno del mostro Dylan Dog n.8

dylanTitolo: Il ritorno del mostro

Anno: 1987

Soggetto e sceneggiatura: Tiziano Sclavi

Disegno: Luigi Piccatto

Copertina: Claudio Villa

Eccoci al nostro ottavo appuntamento… ormai abbiamo rotto il ghiaccio e ci troviamo bene immersi nelle avventure del nostro eroe di carta che anche se vive sulle pagine bianche di un fumetto che esce una volta al mese è ormai entrato nelle nostre vite stravolgendole.

Anche la vita della nostra protagonista, Leonora Steele, è stata stravolta sedici anni prima quando visse la strage della propria famiglia nella casa che condividevano condividevano con la servitù.

Ed è proprio uno di loro il fautore del delitto… lo stalliere Damien, amico della allora giovane Leonora, viene accusato di strage e rinchiuso nel manicomio per nobili Harlech. Ebbene sì, Leonora, mossa da compassione, si rese disponibile a pagare l’ingente retta per non far finire sulla forca lo stalliere che tanto normale non era. Compassione molto forte visto che per lo coch Leonora rimane cieca dopo il ritrovamento di tutti i cadaveri.

Ora, come dicevamo, sono passati sedici anni e la bionda benestante si precipita in un giorno qualunque nella casa di Dylan e con modi risoluti e decisi gli racconta la storia della sua vita ed assume Dylan “ordinandoglielo”

Il nostro eroe più che altro sorpreso che irritato chiede almeno su cosa deve indagare e la donna gli rivela una brutta verità… l’assassino della sua famiglia è scappato dal manicomio e l’ultima parola che gli sentirono pronunciare fu appunto: – LEONORA-

Il suo compito è quello di distruggerlo!!!

Ora, ci viene un po’ difficile pensare ad un Dylan che, sempre dalla parte dei più deboli e dei “diversi” venga chiamato a distruggere un individuo che, pur sempre pericoloso,ricopre il ruolo di reietto e disagiato, ma questo è quello che la signora Steele vuole dal nostro, che prima di raggiungere la casa degli Steele, fa una tappa al manicomio per farsi raccontare le ultime vicende.

Lì incontra il dottor Pierce, direttore dell’ospedale psichiatrico e marito di Leonora, che dipinge Demian come un -MOSTRO- , quasi un mutante,come dicevano i latini un “prodigio della natura” in grado di fare cose che gli uomini comuni non riusciranno mai a fare, che è riuscito a fuggire distruggendo il recinto elettrificato e scalando il muro di cinta mentre le guardie gli scaricavano addosso sventagliate di proiettili d’assalto.

Dylan ascolta il racconto senza commentare e si dirige a Steele House con il dottore. Arrivati a destinazione vengono accolti da un autentico esercito di mercenari a protezione della villa, assunti per abbattere Demian a vista.

Tutto questo al nostro pacifista dal cuore tenero non piace per niente , non si sente sicuro con tutte quelle armi in circolazione e d’altra parte si sente anche abbastanza inutile chiedendosi come mai fosse stato assunto per distruggere un mostro quando era presente un esercito professionista.

Ma la sua presenza è sempre provvidenziale…

urla di allarme provengono dal parco della villa e accorrendo Dylan, seguendo tracce di sangue fresche, scopre un vecchio pozzo dove ovviamente si cala , al buio e disarmato.

Non passa molto che gironzolando per claustrofobici tunnel Dylan sbuchi in un vecchio maniero medievale sepolto dal tempo.

Armato di spada d’acciaio tipo cavaliere della tavola rotonda, il nostro eroe scruta ogni stanza, sente che Damien è li da qualche parte, ferito e forse… spaventato.

Nel silenzio tenebrose delle vecchie mura sente un lamento di dolore, un pianto disperato e vede il gigante Damien riverso su una foto di una bella biondina che cola lacrime amare.

Scoperto nella sua disperazione Damien fugge a cavallo, ma uscito dalla stalla viene subito abbattuto dai mercenari di Leonora.

La storia finisce così, con il mostro che muore e la bella che vive…. ma la bella non sempre è anche buona…

Vedendo il suo vecchio amico stalliere morire, la signora Steele viene colpita come da un folmine che le riaccende i ricordi… e no…!!!! Non era stato Damien ad uccidere tutti…. lui si era solamente preso la colpa per proteggere un angelo bellissimo che nascondeva dentro di sé un piccolo diavolo.

Il tema già troppe volte visto e rivisto è quantomai attuale… il diverso,il brutto,lo spaventoso che, in quanto tale, subisce colpe ed offese ingiustamente perchè vittima della propria condizione, lasciando quasi impunito chi , vivendo negli agi e nel lusso, al sicuro dietro i propri castelli di diamanti, risulta agli occhi di tutti come puro ed innocente, nascondendo però un’anima piena di fiele.

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